Sabato, 15 Giugno 2024

Ambiente

La relazione presentata l'altro ieri alla Regione Puglia

ESCLUSIVO: Manduriambiente sull'opposizione all'ampliamento «pretestuosa» e causa «di scarsa competenza»

Manduriambiente Manduriambiente

«Pretestuose» e causa «di scarsa competenza». Così la società Manduriambiente definisce i motivi di opposizione all’ampliamento della discarica presentate dal sindaco di Manduria nel corso dell’ultima conferenza di servizi del 5 dicembre scorso. Con una relazione di 6 pagine che qui pubblichiamo integralmente, la società Manduriambiente si sbarazza delle opposizioni al progetto di ampliamento delle volumetrie mediante sopralzo. Il documento è stato depositato l’altro ieri agli uffici autorizzazioni ambientali della Regione Puglia dove è partito l’iter per il rilascio del Paur, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale che contiene tutti i titoli autorizzativi, non solo ambientali, necessari all'esercizio dell'opera. L’atto finale, questo, prima di chiudere la procedura aperta il 31 ottobre scorso con la conferenza di servizi decisoria che dovrà concludersi perentoriamente entro il 29 gennaio prossimo.  

Termine che a questo punto potrebbe chiudersi prima vista la completezza dei riscontri presentati dall’impresa che sembra avere già la licenza in tasca avendo risolto sulla carta ogni opposizione ai propri piani di espansione che prevedono l’abbancamento di altri 150mila metri cubi di rifiuti sopra ai cumuli esistenti per un totale di un milione di metri cubi di spazzatura proveniente dai diciassette comuni dell’ambito orientale e, all’occorrenza, come è già accaduto, da ogni altro comune in difficoltà anche extra provinciale e regionale.

Per quanto riguarda le contestazioni del comune che sono di natura urbanistica e ambientale, Manduriambiente le appiana tutte con estrema facilità definendole in parte pretestuose e in altra parta quale causa di scarsa competenza. Sull’acquisizione di alcune particelle che risulterebbero ancora intestate ai proprietari originari, la società addebita al comune le mancate procedure di esproprio. «Manduriambiente Spa aveva solo l’onere di mettere a disposizione le risorse economiche per il pagamento delle indennità espropriative, mentre le relative procedure amministrative non potevano non essere che a cura del Comune», ricorda la società che sta risolvendo la questione con il riconoscimento della proprietà al comune di Manduria per usucapione (possesso ininterrotto da oltre vent’anni).

«Apodittica e pretestuosa» viene poi definita l’opposizione emersa anche nel corso di un recente consiglio comunale monotematico in merito alla presenza di inquinanti nella falda.  «Il rilievo del Comune, in tutta evidenza – si legge nel risconto - risulta essere del tutto infondato e superato dagli approfondimenti prodotti». (Nuove analisi che hanno dimostrato il miglioramento dei risultati). Per i cattivi odori, anche questi utilizzati dall’ente quale motivo di opposizione, Manduriambiente, ricordando la mancanza di dati che proverebbero l’origine della puzza dai propri impianti, suggerisce al Comune «di approfondire i rischi e gli effetti degli altri impianti presenti sul suo territorio ed in particolare quelli per i quali pesa sul Comune stesso l’onere di sorveglianza e manutenzione».

Di seguito la relazione integrale firmata dall’amministratore delegato di Manduriambiente, ingegnere Luca Galimberti.

Nella sessione della conferenza di servizi tenutasi in data 5.12.2023, il Comune di Manduria ha prodotto una nota sindacale di pari data sostanzialmente riepilogativa delle precedenti posizioni avverso il rilascio dell’autorizzazione richiesta, che tuttavia, esclusivamente per scrupolo di chiarezza ed esigenza di mera corrispondenza, merita alcune osservazioni.

Va innanzitutto rimarcato - dal punto di vista della teoria generale del diritto - che la conferenza di servizi è un modulo procedimentale ed organizzativo per accelerare la decisione finale e composita, che annovera in sé una molteplicità di interessi e di conseguenza una pluralità di strutture amministrative.

Si tratta, dunque, di uno strumento utile per favorire la contestualità delle determinazioni, mediante la partecipazione contemporanea delle singole amministrazioni, ognuna per la propria competenza e, dunque, si atteggia come modulo procedimentale di semplificazione in cui si registra la concentrazione di tutti gli enti portatori di interessi istituzionali nel perseguimento del principio di buona amministrazione e di collaborazione tra enti e con il privato, cioè avendo come obiettivo efficacia, efficienza, speditezza ed economicità all'azione amministrativa e senza alcun aggravio per il proponente: il dissenso deve essere manifestato nella conferenza di servizi e deve essere congruamente motivato, non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima, senza precludere, in ogni caso, l’assunzione della determinazione conclusiva, anche in osservanza del principio generale di cui all’art. 2 della legge sul procedimento amministrativo.

In sintesi, la conferenza di servizi non costituisce un tavolo su cui rilanciare sistematicamente, introducendo circostanze e questioni che esulano dall’oggetto della stessa attività ovvero suppletive e sostitutive rispetto a quelle di volta in volta ponderate e risolte.

1.- Acquisizione delle aree.
Con decreto n. 16 del 10-09-2001 il Dirigente dell’UTC del Comune di Manduria ha disposto l’occupazione d’urgenza a favore del Comune medesimo delle aree necessarie alla realizzazione dei lavori di costruzione e gestione della piattaforma di trattamento di RSU da ubicare in località La Chianca, da parte della scrivente società, giusto atto concessorio del 16-5-2001. Le aree venivano consegnate alla Manduriambiente per l’inizio dei lavori, come da Verbale del 15-01-2002, poi effettivamente avviati il 04-02-2002, come da Verbale del 30-01-2002.

Manduriambiente ha successivamente provveduto, in esecuzione dell’impegno riportato nell’art. 8 della Concessione del 16-5-2001 (in base al quale è in onere del Concessionario acquisire la proprietà delle aree previste per la realizzazione delle opere) a far acquisire al Comune la proprietà di quei fondi, occupati d’urgenza, per i quali si è incontrata la disponibilità dei proprietari alla cessione bonaria.

Per i tre fondi riportati catastalmente al foglio 38, ptc. 12, 152 e 160 (pari a circa il 15% del totale delle aree occupate), in relazione alle quali all’epoca non erano ben identificati i proprietari, il Comune di Manduria ha proseguito la proceduta ablativa avviata con il predetto Decreto n. 16/2001, mediante l’emissione da parte del Dirigente dell’U.T.C. del Decreto nr. 21/2003, con cui ha determinato le indennità provvisorie da corrispondere agli aventi diritto: Massari/Daggiano per la ptc. 152 e Recchia per le ptc. 12 e 160.

Tuttavia, il Comune non ha poi curato di procedere all’emissione del decreto definitivo di esproprio ed alla relativa trascrizione, né ha inteso, nonostante l’espresso invito di Manduriambiente formulato con nota del 14-12-2021 dare avvio ad un procedimento di c.d. “acquisizione sanante”, ai sensi e per gli effetti dell’art. 42-bis D.P.R. 327/2001 (Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità).

E’ appena il caso di evidenziare che in ordine all’attività di acquisizione delle aree Manduriambiente Spa aveva solo l’onere di mettere a disposizione le risorse economiche per il pagamento delle indennità espropriative, mentre le relative procedure amministrative non potevano non essere che a cura del Comune.

Lo stato dell’arte sulla ptc 152 (Eredi Massari/Daggiano)
La particella 152 ha subito vari passaggi di intestazione mortis causa, non sempre seguiti dalle necessarie volture catastali. A seguito degli accertamenti catastali effettuati da Manduriambiente attualmente il fondo risulta catastalmente intestato a ben nove persone, di cui una deceduta ed un minore di età.
In mancanza dell’avvio di procedure amministrative da parte del Comune, Manduriambiente ha dato avvio alle procedure per l’intestazione della proprietà al Comune di Manduria della ptc. 152, di cui Manduriambiente ha il possesso ininterrotto uti dominus da oltre vent’anni, che si prevede di completare nel corso dell’anno 2024.

Lo stato dell’arte sulla ptc 12 e sulla ptc 160 (Eredi Recchia). Anche in questo caso si sono avuti più passaggi mortis causa. A seguito degli accertamenti catastali effettuati da Manduriambiente attualmente il fondo risulta catastalmente intestato a cinque persone (sigg. Quartulli),
In mancanza dell’avvio di procedure amministrative da parte del Comune, anche in questo caso sono in corso le procedure per l’intestazione della proprietà al Comune di Manduria delle ptcc. 12 e 160, di cui Manduriambiente ha il possesso ininterrotto uti dominus da oltre vent’anni, che si prevede di completare nei primi mesi dell’anno 2024.

*** 2.- Affiliazione pedissequa ai rilievi ARPA

Il Sindaco ha inteso approfittare, cavalcandola, della posizione dell’ARPA – DAP di Taranto asserendo un (inesistente) intento della Manduriambiente di sottrarre l’incremento volumetrico all’applicazione della disciplina introdotta dal d.lgs. n. 121/2020, mediante la qualificazione del progetto come ampliamento, anziché – ad avviso del Comune – qualificabile come nuovo lotto, senza alcuna specifica preparazione e competenza, come dimostrato dalle considerazioni esposte a sostegno di tale tesi.

Sta di fatto che la questione è già stata dipanata e risolta nell’ultima sessione dalla delegata del Servizio AIA: v. pag. 7 del relativo verbale, cui si rinvia.


3.- Opposizione emersa anche nel Consiglio Comunale (monotematico) di Manduria.
Il Comune sostiene, in maniera apodittica e pretestuosa, che qualsiasi intervento -a prescindere dalla sua qualificazione e del suo specifico oggetto- “comprometterebbe in maniera irreversibile il territorio interessato” (cfr. pag. 3 nota sindacale).
Questa conclusione viene attinta sulla scorta della circostanza che, a seguito di controlli dell’acqua di falda effettuati presso i pozzi “spia” nell’anno precedente 2022 (circostanza da rimarcare), sarebbe emersa la presenza di materiali inquinanti, tanto da aver indotto, di recente (cioè dopo un anno dai risultati), un’ordinanza contingibile ed urgente con cui si è imposto di monitorare i pozzi. Senonché i prelievi congiunti Manduriambiente – ARPA, disposti dal capo dell’Amministrazione Locale in veste di Ufficiale di Governo, hanno dimostrato che il superamento dei valori soglia era stato del tutto occasionale e, verosimilmente, indotto anche dalle modalità di emungimento ed apprensione dei campioni.

Il rilievo del Comune, in tutta evidenza, risulta essere del tutto infondato e superato dagli approfondimenti prodotti e discussi nell’ambito del procedimento in corso


4.- Riedizione di questioni ostative già controbattute dalla Manduriambiente.

Il Comune richiama altresì le precedenti criticità segnalate con note già acquisite al procedimento conferenziale, la cui infondatezza è stata già dimostrata dalla Manduriambiente nelle precedenti controdeduzioni.
E’ qui solo il caso di ribadire quanto segue:

4.A.- Parere di conformità edilizio – urbanistica.
Nella consapevolezza che è stato dato già riscontro alle stesse nell’elaborato S1122_BR11_0922 datato settembre 2022, in disparte quanto si dirà nel prosieguo, si osserva:

  1. la Manduriambiente ha inoltrato il progetto esecutivo al Comune di Manduria in esecuzione della D.D. n. 59/2013 con cui è stata rilasciata l’AIA per l’intervento di revamping. Il riferimento è alla nota aziendale prot. n. 81/18/UB/am del 10.8.2018 con cui “ai sensi del provvedimento autorizzativo (AIA-IPPC) rilasciato a questa società con D.D. n. 59 del 18.10.2013 si trasmette in allegato il progetto esecutivo relativo alle opere di revamping dell’impianto di trattamento RSU”.

  2. nel certificato urbanistico rilasciato dal Comune di Manduria in data 6.7.2011, viene attestata la destinazione agricola dell’area precisando che “sulle predette particelle insiste la piattaforma per il trattamento dei rifiuti a servizio del bacino TA/3, approvata con decreto del Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia n. 23 del 22.1.2002”.

  3. Questa situazione è stata conclamata anche con il PUG della città di Manduria, adottato con delibera C.C. n. 79 del 22.7.2020, cioè allorquando il Comune aveva da tempo acquisito, come detto, il progetto esecutivo ai fini dell’adempimento dell’AIA 2013, che registra l’area in cui ricade l’impianto come “discarica in esercizio”, come, del resto, indicato nello Studio di impatto ambientale depositato dal proponente.

  4. Infine, il Comune di Manduria ha proceduto il 12-11-2020 all’aggiornamento catastale della Piattaforma Integrata (Edifici ed Aree scoperte), che è da allora riportata nel catasto urbano del Comune di Manduria al foglio 26, particella 315, categoria catastale D7 con Destinazione d’Uso 0501 (Discariche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani).

In ogni caso, non può trascurarsi che il Comune si arrocca su una posizione che, in disparte la sua totale infondatezza in termini tecnici e giuridici, è solo formale, in contrasto con la tendenza normativa orientata alla svalutazione degli aspetti formali del procedimento amministrativo, ma finanche senza mai affermare e dimostrare la non conformità che, come sopra evidenziato, è viceversa pacifica ed innegabile.

4.B.- La questione delle emissioni odorigene e della presunta “aggressione” al territorio comunale.

Tanto l’atto sindacale di audizione presso la Commissione consiliare della Regione Puglia quanto la delibera consiliare del Comune n. 68 del 2022 riposano, come emerge pacificamente dalla loro disamina, su da una constatazione generica afferente il territorio manduriano che avrebbe subito <più di un’aggressione>:

-discarica Li Cicci; -vecchio depuratore EAAP; -impianto EDEN 94 e, da ultimo,
-piattaforma della Manduriambiente.

Non par dubbio, però, che nessuna obiezione specifica, tanto meno supportata da indagini ed analisi dettagliate, è stata eccepita e comprovata nei confronti dell’impianto di Manduriambiente.
Nello specifico:

  1. a)  La problematica afferente il superamento occasionale di valori soglia di alcuni componenti nella falda sotterranea, si è immediatamente ...dissolta, come sopra già dimostrato e motivato;

  2. b)  neanche è pertinente la questione odorigena, in relazione alla quale non è stata dimostrata alcuna imputabilità a Manduriambiente, tant’è che non è stata neppure riproposta dal Comune nella nota alla quale qui si sta controdeducendo.
    Per altro, nella relazione inoltrata da ARPA Puglia al Comune, in atti, è stato chiarito che la stazione mobile di rilevamento posta davanti al Municipio analizza non già gli odori bensì la qualità dell’aria che nel periodo di monitoraggio, non ha evidenziato alcuna anomalia o dato negativo;

  3. c)  la delibera del Consiglio comunale n. 105 del 22.11.2023 (in attesa della quale il Comune aveva formulata più di una richiesta di rinvio della conferenza di servizio), nel prendere atto

degli esiti del predetto monitoraggio da parte di ARPA Puglia, ripiega in una sorta di delibera di sollecitazione verso gli enti preposti (Regione Puglia, ARPA Puglia, ecc.) “a verificare l’osservanza di limiti delle emissioni odorigene” e di “svolgere un’indagine più approfondita con un piano di monitoraggio e controllo delle emissioni odorigene”.

In definitiva, la delibera di C.C. in esame dissimula un manifesto politico – ideologico, privo, in quanto tale, di rilievo tecnico-giuridico, che non può avere alcuna rilevanza nell’ambito dell’attuale conferenza di servizi.

d) con riferimento all’ampliamento della discarica di servizio, oggetto del procedimento in corso, si sostiene da parte del dirigente comunale una sorta di modificazione dei luoghi, in quanto dopo il ricolmo dell’originario invaso, sarebbe stato autorizzato un primo ampliamento in rilievo rispetto al piano di campagna, per poi giungere a quello odierno con la creazione di una “collina” artificiale di altezza superiore a mt. 10. Senonché a tale soluzione tecnica, di modesto impatto, finanche nullo con la citata riduzione volumetrica, non pare opposta alcuna previsione normativa e/o regolamentare ostativa, dimenticando che si è al cospetto di un’attività di mero abbancamento di rifiuti pretrattati nell’impianto TMB, destinata nel tempo a perdere ogni residua capacità contaminante ed a deprimersi.

Tale area è destinata ad essere utilizzata per la piantumazione nonché risulta riparata dalle alberature già imposte a presidio dell’insediamento.
In definitiva bene farebbe il Comune ad approfondire i rischi e gli effetti degli altri impianti presenti sul suo territorio ed in particolare quelli per i quali pesa sul Comune stesso l’onere di sorveglianza e manutenzione.
In sintesi, non pare ci siano elementi tecnici, sostenuti da approfondimenti specifici, sufficienti a delineare una situazione di ipotetica <criticità> per giustificare un dissenso motivato e plausibile, piuttosto che a ragione di diversa natura, che devono rimanere estranee al presente procedimento autorizzativo.

Ingegnere Luca Galimberti, amministratore delegato Manduriambiente Spa

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5 commenti

  • mirko
    dom 17 dicembre 2023 10:18 rispondi a mirko

    Cara Manduriambiente ....Manduria non vi ama...potete portare solo immondizia e non ricchezza su questo territorio...francamente ne abbiamo giò tanta monnezza degli altri paesi....manduria ha pagato ..basta adesso

  • Pietro
    dom 17 dicembre 2023 05:58 rispondi a Pietro

    Cara Manduriambiente, sappiamo benissimo che se fosse per voi, avreste alzato i rifiuti fino a 50 metri e amnassato rifiuti provenienti da tutta la Puglia e non, per milioni e milioni di tonnellate. Voi potete presentare tutte le carte che volete, tanto noi crediamo soltanto a quello che vediamo e sentiamo con i nostri nasi da anni! Noi una cosa sola vorremmo, che ve ne andaste quanto prima da Manduria! Non potete fare un'altra discarica da qualche altra parte? Che cosa vi piace proprio tanto di Manduria?

  • giorgio sardelli
    dom 17 dicembre 2023 03:25 rispondi a giorgio sardelli

    Mai mostrato spirito di appartenenza a se stessi figuriamoci alla città si è raccolta la occasione al volo solo per accaparrarsi consensi quì stessa storia come per il depuratore detto fatto, il soppalco di monnezza si farà e basta hanno gia deciso

  • Francesco sporta Caputi
    dom 17 dicembre 2023 10:39 rispondi a Francesco sporta Caputi

    Che delusione,fra poco non si vedrà più Oria da Manduria ma una montagna di monnezza

  • Egidio Pertoso
    dom 17 dicembre 2023 08:17 rispondi a Egidio Pertoso

    Ottima difesa, non dell' ambientuomo, bensì della discarica: così dovremmo tenercela sempre in quel posto ! Vogliamo fare le cose sul serio ? Ci sono organismi, ed istituzioni, che si occupano di questi problemi, non ultima la Cedu per la salvaguardia dei diritti dell' uomo europeo. Non bisogna credere che una discarica abbia il diritto di come farci morire. Il territorio e sua gestione sono di competenza del Comune e suoi cittadini, i quali, poverini, così trattati, devono, anche, pagare le tasse, il pizzo, come giusta asserzione della nostra premier.

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