La vicenda risale al 2013

​Permessi falsi, geometra condannato e i sogni per la discoteca vanno in fumo

Aveva investito seicentomila euro per edificare un locale per attività commerciale alla periferia di Manduria. Fidandosi di un geometra che aveva falsificato i permessi a costruire in sanatoria

Giudiziaria
Manduria sabato 27 giugno 2020
di La Redazione
Tribunale Taranto
Tribunale Taranto © La Voce di Manduria

Aveva investito seicentomila euro per edificare un locale per attività commerciale alla periferia di Manduria. Fidandosi di un geometra che aveva falsificato i permessi a costruire in sanatoria. Così il manduriano Walter Modeo si è trovato con un pugno di mosche in mano dicendo addio ai suoi ambiziosi progetti: un locale da ballo con annesso bar e servizi in contrada Campo dei Fiori. La vicenda portata alla luce nel 2013, è diventata materia per una sentenza di condanna del tecnico falsificatore di documenti emessa dal Tribunale di Taranto che in questi giorni ha depositato la motivazione: due anni di reclusione per il geometra che dovrà pagare anche i danni morali alle parti lese nella persona dell’ex ingegnere capo del Comune di Manduria, Antonio Pescatore, la cui firma era stata falsificata sui permessi, e a Modeo.

All’ingegnere Pescatore è stato quantificato un danno di 5mila euro oltre alle spese legali, diverso e più complesso il calcolo del danno economico, che sarà quantificato in separata sede, sofferto dall’aspirante imprenditore dello spettacolo a cui il giudice ha comunque riconosciuto un anticipo di cinquemila euro oltre le spese.

Il trucco era venuto a galla nel 2013 quando un altro cliente dell’imputato si era presentato all’ufficio tecnico del comune con la richiesta di copia di un permesso a costruire in sanatoria di un fabbricato situato sulla costa manduriana. Gli impiegati comunali, in quella occasione, scoprirono che il numero di protocollo della copia del «falso» permesso non corrispondeva a quello della data del rilascio (superava di 200 il numero massimo di permessi rilasciati in quell’anno). Dai successivi controlli si scoprì che il documento era stato del tutto falsificato compresi i timbri del comune e la firma del dirigente Pescatore. Le indagini affidati ai carabinieri fecero venire a galla le responsabilità del geometra.

Sempre in quello stesso periodo, un’attività di verifica tributaria da parte della Guardia di Finanza, sui beni immobili di Walter Modeo, fece scoprire che anche il permesso a costruire della discoteca era stato falsificato dal tecnico indagato.

Costituitosi parte civile nel processo, a Modeo (assistito dall’avvocato Lorenzo Bullo) il giudice ha riconosciuto «un danno patrimoniale oltre che morale, atteso che ha confidato nelle rassicurazioni del proprio tecnico nell’apparenza del permesso a costruire in sana». Mentre si attende un nuovo giudizio che quantifichi tale danno patrimoniale, il geometra condannato ha già dato mandato all’avvocato Davide Parlatano per presentare ricorso alla Corte d’Appello.

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