Pronto entro pochi mesi

Un Parco digitale subacqueo per i sarcofagi dei Re di San Pietro in Bevagna

Annuncio della neo soprintendente nazionale per l’archeologia subacquea Barbara Davidde

Cultura
Manduria lunedì 11 gennaio 2021
di La Redazione
Si sarcofagi
Si sarcofagi © Foto Cosimo Trono

A San Pietro in Bevagna, marina di Manduria, sarà pronto nei prossimi mesi un “Parco digitale” subacqueo nella zona dei sarcofagi dei Re. Ad annunciarlo in un’intervista a «La Repubblica» è Barbara Davidde, soprintendente nazionale per l’archeologia subacquea.   

«I visitatori – ha spiegato la soprintendente fresca di nomina -, saranno dotati di tablet subacqueo che permetterà di accedere alla realtà aumentata, ovvero quando saranno davanti al sito sommerso avranno la possibilità di vedere sia quello che c'è ma anche come doveva essere nelle età antiche. Il tutto – ha detto ancora Davidde - permesso dall'internet subacqueo che viaggia sulle onde acustiche in mare, onde che, al contempo, ci permettono anche di sfruttare altre funzioni per monitorare lo stato di conservazione dei reperti in quanto di rilevare fattori come Ph e temperatura, e se e quanto possano influire sul loro stato».

I programma di attività di valorizzazione e ricerca ad alto contenuto tecnologico con internet subacqueo sarà finanziato con fondi Pon del Ministero della Cultura.

La soprintendente Davidde, attualmente direttrice del Nucleo Interventi per l’Archeologia Subacquea dell’Istituto Centrale per il Restauro, funzionario archeologo presso l’Istituto Centrale per l’Archeologia e docente di Archeologia Subacquea presso l’Università di Roma TRE, ha una lunga carriera alle spalle ed è stata recentemente eletta nel consiglio tecnico scientifico dell’Unesco per il patrimonio subacqueo.

I Sarcofagi del Re sono uno dei più importanti giacimenti archeologici sottomarini di tutto il Mediterraneo. Le grandi vasche giacciono in fondo al mare, a circa 6 m di profondità, a poca distanza dalla costa di San Pietro in Bevagna, nei pressi della foce del fiume Chidro. I Sarcofagi del Re sono 23 opere colossali, pesantissime, in marmo, inabissatesi nel III sec. d.C. , con la nave che le trasportava a Roma.

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I commenti degli utenti
  • Giovanni Biasco ha scritto il 12 gennaio 2021 alle 06:37 :

    Leggo solo commenti negativi.... Come dicono a Napoli....... E fatevi una risata ogni tanto!!! L' evento é di notevole importanza turistica e storica ma l'articolo lo avete letto? O vi soffermate al titolo solo per tirare in ballo il depuratore che trallaltro serve e come..... Perché a San Pietro in B. le himoff sono rotte.....!!!!! E non solo quelle ah ah ah!!!! Quindi vi invito a riflettere prima di scrivere stronzate. Rispondi a Giovanni Biasco

    Enzo ha scritto il 12 gennaio 2021 alle 13:57 :

    Scusa gentilissimo Sig.Giovanni, nel mio commento ho scritto solo se era possibile , lo scarico fosse destinato NELLE CAMPAGNE (attraverso filtri). Per tutelare il nostro mare. L’articolo parla di MARE , noni ti PURCIDUZZI. Rispondi a Enzo

    Gregorio ha scritto il 12 gennaio 2021 alle 13:37 :

    Il Sig Giovanni VIVE IN UN ALTRO PIANETA !! Ah,ah ah ah🤣 Rispondi a Gregorio

  • Enzo ha scritto il 11 gennaio 2021 alle 12:39 :

    Troppo tardi!! Quando sarà installato il DEPURATORE con lo “scarico a mare “ l’ acqua non sarà più Limpida come una volta, e non solo, probabilmente i sarcofagi saranno intaccati da sostanze ☠️ tossiche, ..sempre grazie a i nostri politici che NON riescono a capire la gravità della situazione Tutto perché NON VOGLIONO SPENDERE SOLDI sul sistema filtrante, (acqua filtrata destinata alle nostre campagne) Grazie EMILIAAAA !!! Rispondi a Enzo

    Roberta Carrieri ha scritto il 11 gennaio 2021 alle 14:53 :

    E certo......se il parco è digitale è ovvio che non ci saranno problemi a scaricare fogne in mare....tanto una volta fatti i video nell acqua cristallina ....cristallina resterà......sul video! Rispondi a Roberta Carrieri

  • Lorenzo ha scritto il 11 gennaio 2021 alle 07:20 :

    Pregevole. Ora vediamo se i politici locali capiscono che, riserve Marine, archeologia e minimo servizio di civiltà (acqua potabile), possono rappresentare uno sviluppo turistico/culturale /ambientale che la Marina attende da decenni, compreso gli anni 90'. Rispondi a Lorenzo