Venerdì, 12 Agosto 2022

Giudiziaria

Si tratta di un giovane 27enne di origini albanesi ma residente da anni nella città Messapica

Rapina a mano armata nella farmacia Luparelli, arriva il primo conto da pagare per uno dei banditi

Farmacia Luparelli Farmacia Luparelli | © La Voce di Manduria

E’ arrivato il conto della giustizia per uno dei quattro rapinatori che la sera del 9 gennaio del 2020 s’introdussero nella farmacia Luparelli di Manduria e armati di coltello e con le minacce s’impossessarono dell’incasso pari a 650 euro. Si tratta di un giovane 27enne di origini albanesi ma residente da anni nella città Messapica che a differenza degli altri imputati ha scelto il rito abbreviato. Difeso dagli avvocati manduriani, Cosimo e Gianluca Parco, l’albanese è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione e una multa di 666 euro. Il pubblico ministero aveva chiesto tre anni e mezzo di reclusione e una sanzione di 1500 euro.

La difesa è riuscita a mitigare la pena voluta dalla pubblica accusa ottenendo la disapplicazione della recidiva dell’imputato che era stato precedentemente condannato per furto aggravato. Il giovane, hanno fatto presente i due avvocati, per tutto il periodo delle indagini e del processo, si è dimostrato sinceramente ravveduto trovando lavoro prima in una rosticceria manduriana e poi in un’azienda agricola dove ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato.

Arrestati subito dopo la rapina alla farmacia grazie ad un’operazione fulminea dei carabinieri della compagnia di Manduria, i quattro presunti rapinatori sono stati poi indagati dalla polizia del commissariato cittadino che allargando il raggio d’azione aveva individuato altri due presunti spacciatori. Tutti e sei sono stati poi rinviati a giudizio ma solo l’albanese ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato.

A loro carico l’accusa contestava altre quattro rapine compiute a Manduria con la stessa tecnica, accuse poi non confermate da prove sufficienti e quindi cadute. Per il momento il 27enne albanese può tirare un sospiro di sollievo e può peraltro sperare in ulteriori riduzioni di pena con il futuro giudizio d’appello per il quale i due avvocati Parco si stanno già attivando.


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2 commenti

  • Giancarlo
    ven 7 gennaio 14:45 rispondi a Giancarlo

    Capito? Una pena già ridicola, che non prevede nemmeno l'ingresso al gabbio. Già questa sarebbe materia per normare diversamente la procedura penale, se solo il legislatore non fosse complice dei criminali. A tutto questo si aggiunge anche l'arroganza di ricorrere in appello, tanto paga Pantalone. Certo, perché esiste quel vergognoso incentivo a delinquere, chiamato "gratuito patrocinio".

  • Marco
    ven 7 gennaio 14:39 rispondi a Marco

    666€ di multa... il numero del diavolo. ??????

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