Mauro Capogrosso, Simone Prudenzano e Giuseppe Damicis amano definirsi “italo disco punk trio”

"Gigli", il nuovo brano della band manduriana "A morte l’amore"

Una metafora di quanto la vita possa essere effimera e crudele e su quanto siano importanti quelle persone che ci ricordano la bellezza delle cose più semplici e spontanee

Spettacolo
Manduria mercoledì 20 gennaio 2021
di La Redazione
A morte l'amore
A morte l'amore © La Voce di Manduria

“Dal finestrino di un’auto in corsa, la vista del cavo dell’elettricità che senza pietà squarcia il cielo in due”. Il video di “Gigli” è una metafora di quanto la vita possa essere effimera e crudele e su quanto siano importanti quelle persone che ci ricordano la bellezza delle cose più semplici e spontanee. 

Loro sono i manduriani A Morte l’Amore e “Gigli” è il loro ultimo video uscito ieri con la regia firmata dal filmmaker Pierfrancesco Marinelli, li incontriamo in esclusiva per la presentazione di questo loro ultimo videoclip estratto dall’album “Non Solo Moda”, pubblicato nel 2019 dalla prestigiosa etichetta romana di culto Godfellas.
Mauro Capogrosso, Simone Prudenzano e Giuseppe Damicis amano definirsi “italo disco punk trio” ed effettivamente la definizione non potrebbe essere più calzante. "Tu parlami dei Gigli, sono così belli e così tristi", questo è il leitmotiv del pezzo, il nono e ultimo in ordine di apparizione sul loro album, che ha ispirato la realizzazione della canzone poi “tradotta in movimento” da Pierfrancesco Marinelli.

“A Morte l’amore – spiegano in coro -  è bivalenza: uno slogan cruento ed al contempo un romantico auspicio: lunga vita all’amore ma a morte l’abuso del termine che se ne fa”.
Il loro esordio discografico avviene nel 2016, sempre per Godfellas, con l’album che prende il titolo dal nome della band, nel quale “sound ed estetica evocano un fitto immaginario molto influenzato dal cinema, in particolare da quello noir”.
Il secondo album “Non solo moda” pubblicato nell’ottobre del 2019 è stato anticipato dai singoli “Amanti Diamanti” e “Io me me stesso”, brani spot della band che al primo ascolto entrano subito in testa grazie a sonorità decisamente avanguardistiche, con punti di riferimento più moderni e grazie ad un massiccio utilizzo di elementi elettronici all’interno di una narrativa sempre molto vicina al concept disilluso, e spesso ironicamente provocatorio, che la band incarna.
Una band di talento con ampi margini di miglioramento destinata a far parlare di sé a lungo.
Gabrio Distratis

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I commenti degli utenti
  • tonia ha scritto il 24 gennaio 2021 alle 20:39 :

    La musica dà un'anima all'universo, ali alla mente, volo all'immaginazione e vita a tutto. Bravi ragazzi. Rispondi a tonia

  • betty ha scritto il 21 gennaio 2021 alle 12:31 :

    finalmente un bell'articolo...bravi ragazzi!!! Rispondi a betty

  • Stella Fanelli ha scritto il 21 gennaio 2021 alle 08:11 :

    La musica vince su tutto e,questa e' musica di gran qualita!Bravi,ragazzi! Rispondi a Stella Fanelli

  • Mauro D. ha scritto il 20 gennaio 2021 alle 16:25 :

    Beh, Goodfellas è sempre una certezza, porta in serbo sempre grandi gruppi...poi fa molto piacere sapere che una band di ragazzi manduriani possano calcare le scene della musica indipendente italiana. Dall'ascolto si evince un'ottima maturità musicale...rimandi ai primi Bluvertigo, passando da Cosmo, arrivando ai Franz Ferdinand con accenni iggypoppiani nelle chitarre e nella fotografia...insomma bravi ragazzi Rispondi a Mauro D.

  • Fioranna Perrucci ha scritto il 20 gennaio 2021 alle 15:35 :

    Che bella!bravi! Rispondi a Fioranna Perrucci