Tutte le misure

Oggi la Puglia torna in zona gialla: cosa si può e non si potrà fare

E il rientro nell’area con le restrizioni più “moderate” sancisce il ripristino del Dpcm dello scorso 3 dicembre, confermato in maniera sostanziale dal decreto-legge del 5 gennaio scorso

Salento Puglia e mondo
Manduria lunedì 11 gennaio 2021
di La Redazione
Puglia gialla
Puglia gialla © Google

A partire da oggi 11 gennaio, la Puglia ritorna in zona gialla. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha emesso venerdì scorso nuove ordinanze sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia che si è riunita lo stesso 8 gennaio: sono cinque le regioni collocate nell’area arancione (Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto), mentre tutte le altre – tra le quali appunto, la Puglia – ritornano in zona gialla.

E il rientro nell’area con le restrizioni più “moderate” sancisce il ripristino del Dpcm dello scorso 3 dicembre, confermato in maniera sostanziale dal decreto-legge del 5 gennaio scorso.

 

Ovviamente, resta intatto l’obbligo delle mascherine ed il divieto di assembramenti anche all’aperto. Le principali novità riguardano il commercio: riaprono i negozi ed i centri commerciali fino alle 21 ed i bar e i ristoranti fino alle 18. Saranno sempre consentiti poi fino all’inizio del coprifuoco (che permane delle 22 alle 5) i servizi d’asporto e a domicilio (quest’ultimo senza limiti di orario). I centri commerciali resteranno comunque chiusi nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione dei negozi alimentari, farmacie ed edicole collocati al loro interno.

Niente autocertificazione per gli spostamenti: dalle 5 alle 22 infatti sarà possibile circolare liberamente e muoversi anche oltre i confini del proprio comune di residenza. È altamente raccomandato ovviamente di ridurre gli spostamenti al minimo indispensabile, nonostante appunto non occorra alcun tipo di giustificazione. Autocertificazione che invece servirà per giustificare gli spostamenti dalle 22 alle 5 e al di fuori dal territorio regionale: restano invariati i criteri di salute e necessità, che andranno certificati, e di lavoro, che potranno essere comprovati anche esibendo adeguata documentazione fornita dallo stesso datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.

La veridicità di tutte le autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituirà fattispecie di reato.

Inoltre, i genitori separati potranno raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, anche tra comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Consentito poi anche andare a trovare detenuti in carcere, sempre nel rispetto degli orari imposti dal coprifuoco, sebbene permanga attiva la modalità di colloqui a distanza.

È possibile anche recarsi in chiesa e presso i luoghi di culto dalle 5 alle 22. Chiuse invece piscine, palestre, cinema e teatri.

Consentita l’attività motoria all’aperto in forma individuale e nel rispetto delle norme di distanziamento. Naturalmente, permane il divieto di recarsi al di fuori della propria abitazione ai soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre maggiore di 37,5°.

Gianpiero D’amicis

Lascia il tuo commento
commenti