Per un articolo del 2012

Non era diffamazione, la società di Villa Argento perde anche nel penale

Assolto il giornalista Nazareno Dinoi, la società querelante aveva chiesto 100mila euro

Giudiziaria
Manduria venerdì 26 novembre 2021
di La Redazione
Da sinistra Nazareno Dinoi, Lorenzo Bullo
Da sinistra Nazareno Dinoi, Lorenzo Bullo © La Voce Di Manduria

Dopo la causa civile con richiesta di risarcimento pari a 100mila euro per una presunta diffamazione a mezzo stampa, i titolari di «Villa Argento», Rsa manduriana, hanno perso anche quella penale. Al termine di nove anni di processi, civile e penale, il giudice Paola D’Amico della prima sezione penale del  Tribunale di Taranto, ha assolto ieri il direttore de La Voce di Manduria, Nazareno Dinoi, «perché il fatto non sussiste». 

Difeso dall’avvocato Lorenzo Bullo il giornalista era stato querelato, per via di un articolo pubblicato il 29 maggio del 2012, dagli imprenditori Valentino Greco e Maria Saracino, in qualità di legale rappresentante e direttore amministrativo della Isapa, società che gestisce la residenza sanitaria convenzionata con la Asl situata sulla via per Lecce a Manduria.

Nell’articolo in questione, dal titolo «Arrestato direttore della Villa Argento», la persona arrestata, Antonio Greco, padre di Valentino e collaboratore della Isapa, veniva erroneamente indicato come “titolare”, “responsabile” e “direttore” della struttura. Uno scambio di ruolo, insomma, subito contestato dalla Isapa la quale precisava che Antonio Greco non rivestiva nella struttura alcun ruolo e che i soci della Isapa erano i suoi figli, Valentino e Paolo Greco e un’altra loro congiunta, Donata Franca. Il giorno stesso, sulla versione online della Voce di Manduria fu pubblicata la rettifica con la puntualizzazione che Antonio Greco non era titolare di Villa Argento e che i soci di Isapa non erano coinvolti nell’inchiesta che lo riguardava. Nonostante questo, la Isapa presentò denuncia civile e querela penale, entrambe chiuse con l’assoluzione del giornalista. 

Per la giudice civile che a maggio del 2016 ha assolto il direttore Dinoi condannando la Isapa (che pretendeva dal giornalista 100mila euro), al pagamento delle spese legali pari a 7mila euro oltre alle imposte previste per legge, «le considerazioni portano ad escludere la valenza diffamatoria dell’articolo e la stessa antigiuridicità della condotta, sussistendo la causa di giustificazione del diritto di cronaca giudiziaria e non essendo stati travalicati i limiti che condizionano la liceità della condotta». Alle stesse conclusioni, evidentemente, sarà arrivata la giudice della sezione penale che ha assolto il giornalista con la formula piena «perché il fatto non sussiste». 

Nell’articolo sotto accusa, il nostro giornale dava semplicemente conto dell’esito di un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Lecce conclusa con l’arresto ai domiciliari di Antonio Greco (figli dei titolari della società e conosciuto collaboratore della stessa Rsa), con l’accusa «di avere commissionato una brutale aggressione in danno di due suoi ex soci».

Il direttore Dinoi con il suo legale Bullo attenderanno ora le motivazioni dell’assoluzione per intraprendere una sicura azione legale nei confronti dei querelanti.

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I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto il 26 novembre 2021 alle 10:11 :

    IMPARZIALITÀ fa rima con PUBBLICITÀ Rispondi a Marco

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