Interrogatorio di garanzia

Estorsione della “cupola”, i due indagati si difendono e negano ogni reato contestato

Gli avvocati che li difendono, hanno già predisposto gli atti per ricorrere al tribunale del Riesame chiedendo la revoca delle misure restrittive e la cancellazione dei capi d’imputazione nei confronti dei loro assistiti

Giudiziaria
Manduria martedì 19 gennaio 2021
di La Redazione
Tribunale di Taranto
Tribunale di Taranto © La Voce di Manduria

I due manduriani Elio Palmisano e Walter Modeo, raggiunti da due misure restrittive, il primo ai domiciliari il secondo in carcere, sono stati interrogati ed hanno risposto ai magistrati che li accusano di tentata estorsione ai danni del titolare di una pizzeria di San Pietro in Bevagna.

I due indagati, già in carcere perché coinvolti nell’inchiesta dell’antimafia leccese sulla presunta «Cupola mafiosa manduriana», con l’assistenza dei propri avvocati di fiducia, Lorenzo Bullo e Cosimo Micera, hanno negato ogni addebito offrendo agli inquirenti una loro versione dei fatti che li scagionerebbe. In particolare i due hanno spiegato il tipo di rapporto che avevano con l’imprenditore presunta vittima offrendo una lettura diversa alla conversazione avuta con lui e ripresa dalle telecamere di un’attività commerciale, nel corso della quale, secondo l’accusa, avrebbero minacciato l’imprenditore ai fini estorsivi. 

Gli avvocati che li difendono, hanno già predisposto gli atti per ricorrere al tribunale del Riesame chiedendo la revoca delle misure restrittive e la cancellazione dei capi d’imputazione nei confronti dei loro assistiti.

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