Il branco a Manduria

«Tutti sapevano, nessuno si è mosso», le accuse dei vicini

Chissà cosa penserà di questo la ministra della Salute, Giulia Grillo che ieri è intervenuta sulla vicenda.

Cronaca
Manduria domenica 28 aprile 2019
di La Redazione
Il branco indagato
Il branco indagato © La Voce di Manduria

Un’intera città, Manduria, s’interroga su chi ha sbagliato chiedendosi sulla coscienza di chi deve pesare la morte di Antonio Cosimo Stano, sessantasei anni, disabile psichico, emarginato da tutto e da tutti, morto il 23 aprile dopo 18 giorni di agonia nella rianimazione dell’ospedale cittadino. Lì era stato portato in fin di vita dalla polizia che in quello stato, lo scorso 6 aprile, lo aveva trovato nella sua casa assediata dal branco. Almeno due baby gang che da mesi, forse anni, si divertivano ad insultarlo, umiliarlo, picchiarlo e derubarlo. Se sia morto per quello, sarà l’autopsia a dirlo, ma non prima di sessanta giorni come richiesto chi l’ha eseguita, il medico legale barese, Liliana Innamorato, consulente della Procura.

Nel frattempo le indagini condotte dalla polizia del commissariato di Manduria, diretto dal vicequestore aggiunto Antonio Gaetani, proseguono ininterrottamente e fanno prevedere sviluppi anche clamorosi. I quattordici ragazzi indagati di cui si è già avuto notizia, dodici dei quali ancora minorenni, potrebbero non essere gli unici a dover rispondere dei pesantissimi reati che le due procure tarantine interessate, quella ordinaria e dei minorenni, hanno contestato sinora: omicidio preterintenzionale, il più pesante, con il contorno della rapina, violazione di domicilio in concorso con l’aggravante della crudeltà. È notizia emersa ieri, ad esempio, di una ragazza, fidanzata di uno degli indagati e quindi estranea agli episodi di bullismo, che è stata invitata in Procura dove è stata sentita in qualità di persona informata sui fatti.

Restano le prove, terribili, dei filmati, almeno 6 quelli nelle mani degli inquirenti, che riprendono l’orrore, la brutalità dei calci, dei pugni in pieno volto, delle minacce brandendo bastoni di plastica che terrorizzavano il disabile indifeso e impaurito. Accuse difficili da smontare.

Nell’attesa che la magistratura firmi il nulla osta per la consegna della salma ai familiari che potranno finalmente programmare i funerali (prossimo evento mediatico per l’industria dell’informazione soprattutto televisiva), i manduriani vengono messi sotto torchio dalla pubblica opinione e dai giudizi del popolo del web che non ha confini né freni. Così la tranquilla città Messapica si scopre improvvisamente omertosa, asociale, emarginante. L’accusa principale rimane questa: perché nessuno ha denunciato se tutti sapevano?

«Non è vero, sono le istituzioni a non aver mosso un dito», rispondono i vicini sventolando l’ultima denuncia presentata lo scorso 3 aprile, due giorni prima il ricovero del pensionato. «Da alcune settimane – si legge – durante le ore serali e le prime ore del mattino (tra le 21 e le 3,00, specificano, NdR), si stanno verificando diversi episodi di atti illeciti commessi da ignoti, circa 5, 6 persone, a danno del signor Antonio Cosimo Stano». Nella denuncia, molto circostanziata, oltre ai danni agli infissi e all’abitazione per il lancio di pietre e calci, i firmatari parlano anche di danni fisici subiti dal loro vicino. «Il signor Stano da quanto ci ha riferito – aggiungono – ha subito altresì vessazioni, soprusi, e lesioni anche fisiche da parte di questi soggetti che in una occasione sono anche riusciti ad introdursi a casa». Da quel giorno la pattuglia della polizia al comando dell’ispettore Giuseppe Screto del locale commissariato, ha tenuto sotto controllo la zona nella speranza di sorprendere i bulli. L’epilogo è stato differente. Preoccupati di non vederlo uscire per due giorni di seguito, gli agenti sono entrati scoprendolo in quello stato drammatico.

«Quella è stata l’ultima di tante segnalazioni che abbiamo fatto a chi di dovere e se si fossero mossi prima oggi staremo parlando d'altro», continuano con le accuse i vicini. In effetti non risultano in precedenza interventi di rilievo. Antonio Stano era praticamente sconosciuti agli uffici dei servizi sociali comunali e non era in carico al Servizio di salute mentale della Asl che ha una sede proprio a due passi dalla casa di Stano, molto conosciuta e frequentata dal «branco».

Chissà cosa penserà di questo la ministra della Salute, Giulia Grillo che ieri è intervenuta sulla vicenda. «Spero che siano giudicati con giusta severità perché quelle commesse non sono bravate, ma azioni miserabili su una persona indifesa da condannare senza se e senza ma», scrive la ministrasul suo profilo. «Il bullismo - prosegue Grillo - è la prevaricazione gratuita e sadica del forte sul debole, e con il web e i social ha potenziato i suoi effetti e la sua violenza, esponendo le vittime a continui ricatti e sofferenza».

Nazareno Dinoi

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I commenti degli utenti
  • Marco 90 ha scritto il 01 maggio 2019 alle 18:23 :

    Vergogna tutta Manduria Rispondi a Marco 90

  • Luigi Ferrari-Ardicini ha scritto il 30 aprile 2019 alle 15:04 :

    temo che questo non sia il solo caso di degrado morale, degrado cui sembra siamo rassegnati. rialziamo la testa, ritroviamo il nostro orgoglio di esseri umani!! Rispondi a Luigi Ferrari-Ardicini

  • D.G. ha scritto il 29 aprile 2019 alle 06:25 :

    Pena senza sconti a questi animali...pena alle istituzioni che nonostante le segnalazioni se ne fregano.... Un altro caso come tanti di abbandono....come la signora di 75anni trovata a settembre in una casa fatiscente in pieno centro..abbandonata a se stessa...affetta da problemi mentali..e continuamente derubata....ma le istituzioni dove sono? Rispondi a D.G.

  • A. D ha scritto il 28 aprile 2019 alle 21:41 :

    Mi auguro li venga inflitta la pena peggiore a questi scarti umani.. Come potevano fare del male a quel povero uomo che conoscendolo facendo solo compassione.. Animaliiii!!! Devono pagare!! Rispondi a A. D

  • Uno del Nord ha scritto il 28 aprile 2019 alle 17:20 :

    Mi pare francamente incredibile che i genitori di ben 14 soggetti (di cui 12 minori e 2 di poco maggiorenni) non sapessero e neppure sospettassero delle "scorribande notturne" dei loro "angioletti"... Peccato che la legge tuteli così spudoratamente i minori anche quando questi sono palesemente carnefici. Qui dovrebbe configurarsi il reato di TORTURA, stando a quanto riportato dalla stampa! Penso sia doveroso che la gente del posto sappia CHI sono i responsabili degli atroci trattamenti riservati per puro godimento sadico alla vittima, almeno per evitarli nel caso di incontri per strada (come succederà, stante il fatto che essendo minorenni difficilmente finiranno in galera nonostante le atrocità commesse). Che schifo! Rispondi a Uno del Nord

  • Frank ha scritto il 28 aprile 2019 alle 09:27 :

    L' indifferenza ed egoismo di chi lo circondava ha contribuito alla morte del caro Antonio. Ma gente così non ha rimorsi? Sì faranno un' esame di coscienza? Rispondi a Frank

  • Marialeda.Perrucci ha scritto il 28 aprile 2019 alle 09:26 :

    La ministra dovrebbe comprendere che tra le vittime ci sono anche i bulli...primi abbandonati da adulti che dovrebbero occuparsi di loro. Facile ora parlare di pena , ma chi oltre ai bulli la deve scontare? Rispondi a Marialeda.Perrucci

    Alessandro il grande ha scritto il 28 aprile 2019 alle 12:00 :

    Signora Marilena qui di vittima c'è ne una sola e purtroppo ci ha rimesso la vita..a 15 17 anni sono ben coscienti di capire cosa è giusto o sbagliato non ne parliamo poi a 19 anni 22 perciò che non mi venga a scrivere poveretti quei ragazzi (bulli) perché solo così si posso descrivere se la sono presa con una persona indifesa perché sapevano cosa stavano facendo adesso è la resa dei conti chi ha responsabilità deve pagare..così la prossima volta ci pensa due volte..sciancato ci olunu..niente ed odio il vittimismo.. Rispondi a Alessandro il grande

  • Gabriele Scarano ha scritto il 28 aprile 2019 alle 09:02 :

    Per favore, qualcuno si incarichi di riferire (non spiegare) a quei 14 giovanissimi cittadini manduriani che "rompere la devozione" dei più deboli e indifesi è SOLO segno della loro vigliaccheria, della loro coniglieria, della loro codardia, della loro pusillanimità ... Perché non si comportano in questo modo con quelli più "simili" a loro??? E, comunque, anche tutti quelli che sapevano e non hanno fatto nulla non sono altro che COMPLICI di questa "schifezza". .... di questo passo andremo a SFRACELLARCI tutti quanti ... Con la speranza che la giustizia terrena si affretti a "materializzarsi" (anche se non ci credo molto), mi auguro che almeno adesso il sig. Antonio Cosimo Stano possa trovare quella PACE che gli è stata NEGATA in terra. Rispondi a Gabriele Scarano