Critiche anche a Morgante

I grillini regionali approvano il depuratore a scatola chiusa ma l'on. Macina prende le distanze

n effetti alla parlamentare grillina, e non solo a lei, non è sfuggita la profonda contraddizione dei suoi colleghi regionali che...

Attualità
Manduria giovedì 14 marzo 2019
di La Redazione
Anna Macina
Anna Macina © La Voce di Manduria

L’onorevole pentastellata Anna Macina prende le distanze dai consiglieri regionali del suo stesso movimento che in un comunicato stampa si dicono soddisfatti dell’annunciata prossima apertura del cantiere del nuovo depuratore a Specchiarica-Urmo. «Apprendo da alcune agenzie stampa – scrive Macina - dell’euforia con cui è stata accolta la notizia dell’avvio dei lavori entro la metà del prossimo mese di aprile». La nota a cui fa riferimento la parlamentare di Erchie, da sempre critica sulla scelta di localizzare l’opera sulla costa, è quella firmata dai consiglieri regionali pugliesi del M5S Marco Galante e Cristian Casilli, in cui si esprime soddisfazione per «una data certa per l’inizio dei lavori del depuratore consortile di Manduria; un’opera – si aggiunge - che i cittadini dei due comuni tarantini attendono da decenni e la cui mancanza ha portato anche ad una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea».

L’onorevole chiarisce: «Non a mio nome». E continua. «All’entusiasmo professato anche da chi ha sfilato in corteo per chiedere la delocalizzazione del depuratore facendo capriole e salti carpiati (il riferimento è al consigliere regionale di area Popolare, Luigi Morgante, Ndr), fa da contraltare lo sconcerto e il disappunto (il mio!) perché si apprende anche come non ci sia ancora la “soluzione” progettuale relativa al sistema di scarico e alle trincee drenanti (ancora in via di perfezionamento? E si è contenti dell’inizio lavori?)».

In effetti alla parlamentare grillina, e non solo a lei, non è sfuggita la profonda contraddizione dei suoi colleghi regionali che nella loro nota si dicono soddisfatti della mancanza di «uno scarico emergenziale», ammettendo poi che «l’unica autorizzazione mancante è quella inerente il recapito finale dei reflui».

Più attenta alla realtà e poco disposta ad accettare il progetto a scatola chiusa è invece Macina che mette in risalto in quattro punti tutte le pecche del progetto che ancora nessuno conosce nella sua interezza e che quasi tutti accettano.

«1) Il costruendo depuratore consortile potrebbe entrare in funzione tra 2/3 anni. E nel frattempo quello di Manduria continua ad inquinare? Avrei voluto leggere di fondi stanziati per porre rimedio ad una emergenza, ed allora mi sarei rallegrata;

2) allo stato – prosegue Macina - non vi è ancora il progetto relativo allo scarico e alle trincee drenanti (l’ultimo presentato da AQP è stato RITIRATO!!!)
3) si iniziano i lavori senza una conferenza di servizi e una via su questo??
4) dov’è la variante che Aqp dovrebbe depositare??
5) a governare la Regione Puglia è il Presidente Emiliano che continua a scegliere di non ascoltare le legittime istanze di un territorio che lotta da tempo per la delocalizzazione del depuratore! Prima di rallegrarsi per l’imminente inizio dei lavori – conclude l’onorevole grillina bacchettando così i suoi colleghi del regionale - occorre verificare la correttezza delle procedure che si stanno seguendo e la conformità degli atti alla normativa! Ed è su questo che vigilerò».

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