Domenica, 14 Agosto 2022

Giudiziaria

Finisce così la storia di Antonio Cosimo Stano

Prova superata, gli "orfanelli" tornano a casa

La storia dei bulli e di Stano La storia dei bulli e di Stano © La Voce di Manduria

Dal primo luglio quasi tutti i minori manduriani coinvolti nella morte del pensionato disabile Antonio Cosimo Stano, torneranno a casa. A nove degli undici imputati che a maggio del 2020 il tribunale per i minorenni aveva messo alla prova interrompendo così il procedimento a loro carico, è stata concessa una riduzione del periodo riabilitativo estinguendo così i reati per i quali erano stati indagati. Restano ancora affidati alle strutture solo i due allora minorenni ai quali era stato deciso un periodo di prova più lungo pari a tre anni. Tutti gli altri avrebbero dovuto completare la rieducazione a settembre, invece da dopodomani potranno tornare nelle proprie famiglie. 

Il caso è quello dei cosiddetti «orfanelli», così si facevano chiamare nei social i componenti del branco, una ventina di giovani, quasi tutti minorenni che per anni avevano vessato e in alcuni episodi anche picchiato, il 66enne manduriano, affetto da problemi di adattamento sociale e psichico, costringendolo a chiudersi in casa e ad isolarsi sino alla morte sopraggiunta per un’ulcera gastrica non curata. 
Soddisfattissimi i ragazzi, ora quasi tutti maggiorenni, che hanno superato brillantemente il periodo correttivo, alcuni di loro ottenendo anche titoli scolastici. 

Contenti anche gli avvocati del collegio difensivo composto dai penalisti Antonio Carbone, Franz Pesare, Davide Parlatano, Armando Pasanisi, Cosimo Micera, Nicola Marseglia, Lorenzo Bullo, Daniele Capogrosso, Antonio Liagi, Fabrizio Lamanna.
Tra i due ex minorenni che dovranno restare ancora per qualche mese in struttura perché il periodo di prova fissato era di tre anni, c’è anche il protagonista del video fatto girare nelle chat che lo riprende mentre inganna il disabile, accerchiato dal branco, con la finta disponibilità alla pace mediante la stretta di mano che si trasforma in un violento ceffone in pieno volto.  

Si chiude così la triste vicenda di Antonio Cosimo Stano che «gli orfanelli» chiamavano il pazzo. Un uomo tranquillo, forse troppo, che ha lavorato tutta la vita all'Arsenale della Marina Militare di Taranto. Una volta in pensione, nel 2005, gli erano stati diagnosticati alcuni problemi psichici come ansia e depressione. Probabilmente dovuti allo stato di solitudine in cui viveva e che, senza l'impegno del lavoro, si erano accentuati. D'altronde è stata proprio la sua solitudine a portarlo alla morte. Antonio non aveva nessun parente vicino e anche le istituzioni locali e forse o la stessa chiesa situata proprio di fronte casa sua, non gli sono stati accanto pur sapendo di essere solo e di essere stato preso di mira da una baby gang.

Nazareno Dinoi


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9 commenti

  • E.L.
    gio 30 giugno 15:47 rispondi a E.L.

    Che schifo... Questi bulletti e le loro famiglie avranno così la percezione che si possa fare di tutto, tanto non esiste punizione che tenga. Vorrei tanto sapere cosa pensano ora questi ragazzi. Se hanno compreso o meno la gravità delle loro azioni... Purtroppo, non credo. Ancora più brutto é che il povero Sig. Stano non abbia chi possa chiedere giustizia per lui, nemmeno a livello comunale. Pare però che si stia lavorando nella casa dell' orribile tragedia

  • Walter
    gio 30 giugno 05:42 rispondi a Walter

    Tutti promossi ?? Mamme felice. Ma il povero Stano non c'è più ,,non sente e non vede..Alla prossima ci sarà** già conosciute alle forze dell'ordine***Viva l italia

  • H
    gio 30 giugno 00:34 rispondi a H

    Tutto ciò che hanno fatto questi ragazzi è stato davvero schifoso, tutta la comunità, anzi meglio dire che è stato tutto il mondo contro di loro, non sono cose di cui far passare 2 anni e via, c’è gente che per nulla viene arrestata o ragazzini che per delle cazzate vengono messi in comunità per poi fatti uscire dopo 10 anni, ma stiamo scherzando? Io capisco che i familiari difendano questi ragazzini volendoli nelle loro case, ma fosse stato mio figlio non lo avrei più guardato in faccia, e come se lo avesse fatto ad un padre o ad un nonno, perché non lo hanno fatto ad un loro nonno tutto ciò? E tutti i video che sono girati sui telegiornali, su fb e ovunque? Dove prendevano a bastonate il vecchietto e ridendo lo riprendevano? Ma per favore dai questi ragazzi non devono nemmeno farsi vedere dentro manduria

    • Gregorio
      gio 30 giugno 12:46 rispondi a Gregorio

      Sig H questa è l'Italia ,per un commarazzo rischi ergastolo,per strage rischi i domiciliari...Adesso dategli pure il RDC con eventuale interessi opinione

  • Gabriele
    mer 29 giugno 21:27 rispondi a Gabriele

    È una sconfitta per la giustizia. Chi può pagare l avvocato azzecca garbugli, riesce a vedersi diminuita la pena o sospesa uno di questi avvocati, lo troviamo anche all'interno del consiglio comunale

  • Franco
    mer 29 giugno 20:04 rispondi a Franco

    Complimenti...Stano meritava questa giustizia , in quanto ,invisibile. Mamme contente, ora mi raccomando descriveteli come eroi. Regalate auto e moto ai cari redenti .

  • Maria
    mer 29 giugno 19:36 rispondi a Maria

    Adesso un lavoro come premio ,l'italia va così .

  • Gregorio
    mer 29 giugno 17:33 rispondi a Gregorio

    Questo è Italia,,,,buone ferie.tutti a mare ??

  • Anna
    mer 29 giugno 14:25 rispondi a Anna

    Non ho parole:spero questi ragazzi l'abbiano capito quello che hanno fatto e che lo ricordino per tutta la vita questo folle gesto e soprattutto anche i genitori di tenerli a bada e dandole l'educazione per il prossimo. E stata una cosa bruttissima quello che hanno fatto e con quest'epoca che ci ritroviamo oggi poveri noi....

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