Martedì, 5 Luglio 2022

Cronaca

Il dolore della famiglia

Operaio edile sino alla fine, la vittima dell’infortunio sul lavoro era conosciuto anche a Manduria

Donato Marti Donato Marti © Facebook

Era conosciuto anche negli ambienti manduriani dell’edilizia il 72enne di Avetrana deceduto ieri cadendo da un’impalcatura di un cantiere di Lecce dove stava lavorando. Una disgrazia che ha sconvolto la cittadina di Avetrana dove «mesciu Dunatu», era conosciuto come un grande lavoratore e padre e marito esemplare. Donato Marti, questo il suo nome, lascia due figli e la moglie che increduli hanno appreso la tragica notizia dai colleghi con cui il 72enne stava lavorando nella ristrutturazione di un B&B della città di Lecce. 

La disgrazia si è verificata in via Giuseppe Parini nelle vicinanze di Piazza Mazzini. Il trauma riportato nella caduta da un’altezza ci circa quattro metri è stato fatale per l’uomo nonostante la corsa in ambulanza all’ospedale Vito Fazzi dove è morto subito dopo il ricovero. Sul posto oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti gli agenti di polizia e gli ispettori dello Spesal dell’Asl di Lecce. A questi ultimi anche il compito di verificare il rispetto di tutte le norme previste in materia di sicurezza sul lavoro.

Da escludere, per ragioni anagrafiche, la regolarità contrattuale dell’uomo che continuava a lavorare nonostante l’avanzata età. Pubblichiamo, in proposito, in altra parte del giornale, lo sfogo dell’ex vicesindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia.


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4 commenti

  • Mm
    gio 23 giugno 07:20 rispondi a Mm

    Grande rammarico per un mio coetaneo che ci lascia in modo tragico. Non avrei però tanta fretta a giungere a conclusioni e lanciare strali. È vero che gli artigiani quasi sempre hanno pensioni ai minimi, ma è pur vero che per anni si è eluso ed evaso con facilità dichiarando redditi bassi. Sono nato e vissuto per molti anni nell'ambiente edile del territorio, ho conosciuto tanti "mestri" che hanno costruito quartieri interi abusivi sul nostro litorale, tutto ovviamente in nero. E tra un appartamento e l'altro rimpolpavano il loro patrimonio con fabbricati o terreni agricoli. Quindi non credo il compianto fosse lì per supportare una scarsa pensione, più che per necessità suppongo fosse lì per amore di un lavoro duro ma affascinante, per non volersi arrendere al calendario, per voler supportare con la cinquantennale esperienza un parente od amico o ex allievo. Riposa in pace maestro

    • Mimmo sammarco
      gio 23 giugno 22:23 rispondi a Mimmo sammarco

      Signor mm ma lei pensa che questo signore se avesse avuto il patrimonio che lei ha elencato stesse ancora lavorando? È vero che molti hanno lavorato in nero ma solo per distribuire un lavoro richiesto, sempre a prezzi più bassi e quindi impossibilitati a pagare le tasse troppo alte che vengono richieste.. purtroppo al sud lavora chi offre un prezzo più basso..la prego lasci in pace questo maestro che ci ha rimesso la vita e non èra sicuramente un uomo benestante ma un onesto lavoratore..abbia rispetto per chi non c'è più.

  • Maria
    mer 22 giugno 14:01 rispondi a Maria

    Questo è il destino degli artigiani,devono lavorare fino alla fine perché ,la pensione che prendi dopo anni di fatiche non ti permette di vivere dignitosamente.

  • alessandro nigro
    mer 22 giugno 13:07 rispondi a alessandro nigro

    quando lo saputo ieri mattina mi e crollato il mondo addosso un doccia fredda non ci volevo credere giorni prima siamo stati insieme un grande maestro e padre di famiglia un lavoratore quanti consigli mi davi sempre e parole di conforto quando e venuto a mancare mio padre ti ricordero sempre come un amico speciale e un secondo padre.MESCIU DUNATU non meritavi questa tragica fine riposa in pace

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