Ha patteggiato la pena

Torna il libertà lo stalker con il solo divieto di avvicinamento alla vittima

La storia dei due familiari, abbastanza noti in paese, aveva fatto molto discutere per la violenza degli episodi che erano emersi

Salento Puglia e mondo
Manduria sabato 11 gennaio 2020
di La Redazione
Tribunale
Tribunale © La Voce di Manduria

È tornato in libertà il piccolo imprenditore savese di sessantuno anni che a giugno dello scorso anno era stato arrestato perchè accusato di minacce e persecuzioni nei confronti di una sua sorella i cui rapporti da tempo si erano rovinati per interessi su una eredità contesa. Assistito dall’avvocato Alessandro Cavallo, il presunto stalker, aveva prima patteggiato la pena ad un anno e quattro mesi di reclusione e l’altro ieri ha ottenuto la scarcerazione dai domiciliari. La gip Vilma Gilli ha accolto la richiesta del difensore concedendo all’imprenditore il divieto all’avvicinamento alla sorella e ai luoghi da essa frequentati. La giudice si è convinta della non pericolosità dell’individuo che dal giorno dell’arresto ha dimostrato evidenti segni di ravvedimento.

La storia dei due familiari, abbastanza noti in paese, aveva fatto molto discutere per la violenza degli episodi che erano emersi. In più occasioni l’imprenditore savese, presidente di una piccola cooperativa sociale che si occupa di lavori edili e di manutenzione stradale, aveva dato pubblicamente prova del suo astio nei confronti del resto della famiglia. Più volte avrebbe minacciato di morte la sorella e suo marito evocando il terribile fatto di cronaca che a novembre del 2017 sconvolse Sava, quello del triplice omicidio del carabiniere che in un impeto d’ira, anche quello causato da interessi sulle proprietà di famiglia, uccise suo padre, la sorella e il cognato. «Vi devo far fare la fine di Ballatore e Pasqua», avrebbe detto l’imputato citando i soprannomi con cui era conosciuta la coppia trucidata dal parente carabiniere.

Questa ammissione di forte risentimento nei confronti della parente con idee di violenze estreme sopite, sommata alle ripetute querele che la sorella puntualmente presentava, aveva convinto i carabinieri a riferire alla Procura chiedendo la misura restrittiva.

N.Din.

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