La sua passione per le foto artisiche

Le sue foto infastidiscono i leoni da tastiera e lui gli risponde per le rime

Paolo Soloperto, ballerino manduriano in giro per il mondo

Cultura
Manduria mercoledì 15 gennaio 2020
di La Redazione
Paolo Soloperto
Paolo Soloperto © La Voce di Manduria

Maestro di danza, affermato ballerino in giro per l’Europa con la passione per le foto di un delicato sapore erotico in cui mette in mostra il suo corpo statuario che pubblica sui social. Niente di anormale, ma a qualcuno non piace ed ecco le critiche dei soliti leoni da tastiera che lo insultano. Il manduriano Paolo Soloperto, 26 anni e una carriera tutta da scoprire, non gliele manda a dire.
«Se pensate che il mio “Instagram” sia sinonimo di non professionale e non adatto alla mia professione, venite a dirmelo di persona». Oppure «Passate pure avanti». In un lungo post che ha pubblicato su Facebook con una delle sue foto preferite che lo ritrae come mamma lo ha fatto, l’artista mostra tutto il suo risentimento per come viene giudicata la sua passione e la sua indole.
E scrive. «Sono stufo, ma stufo marcio di questa situazione. Proposito 2020? Non darò minimamente più peso a queste considerazioni. Io so l’impegno che ho messo nella mia formazione, so l’impegno che metto nel danzare e nell’insegnare, seppur giovanissimo. E chi lavora o studia con me, lo sa benissimo. Qualità è la parola base per me. Per cui se pensate che “il mio Instagram” sia sinonimo di non adatto e non professionale, va benissimo così. Passate pure avanti».

Il giovane artista manduriano ad appena 26 anni può dire di avercela fatta: dopo aver calcato i teatri di diverse città italiane ed europee, ha superato la selezione ed è stato scelto al Teatro Regio di Torino per l’opera «I pescatori di perle» diretta dai registi e coreografi Julien Lubek e Cécile Roussat. Sta danzando per loro all’apertura di stagione 2019-2020.
Il danzatore contemporaneo professionista appena diplomato a Manduria è stato ammesso con borsa di studio all’Accademia di Firenze, presso l’Opus Ballet di Rosanna Brocanello e Daniel Tinazzi per poi studiare a Torino con alcuni docenti di fama nazionale, fino ad ottenere uno dei 60 posti e concludere la formazione con un diploma “CE of high education in contemporary dance”, presso la “Northern School of Contemporary Dance” di Leeds, in Inghilterra.
Da allora non si è più fermato danzando per coreografi e registi quali Max Volpini, Nicola Galli, Stefano Poda, Pablo Bronstein, Kjara Staric Wurst e Jamaal Burkmar. Tra i vari luoghi dove ho avuto la fortuna di danzare, meritano una citazione il Teatro dell’arte di Milano, il Teatro Grande di Brescia, l’Auditorium parco della musica di Roma, il palco del concertone della Notte della Taranta a Melpignano, l’OGR di Torino, Teatro Regio di Torino, Opera Royal de Wallonie in Belgio e Riley Theatre di Leeds.
Attualmente danza con il coreografo Nicola Galli come danzatore principale della compagnia e per il Teatro Regio di Torino. Il giovanissimo ballerino, infine, insegna danza contemporanea in una scuola di Torino e viaggio in Italia dirigendo stage di danza. Ha debuttato come coreografo con una sua opera all’Università di Salford a Londra.

Ecco il suo post integrale.

Se pensate che il mio “Instagram” sia sinonimo di non professionale e non adatto alla mia professione, venite a dirmelo di persona.“Ah ma non puoi postare foto nudo”, “ma fai il danzatore o il cantante?”, “dovresti pubblicare meno video ironici ed essere più serio”, “fai il danzatore contemporaneo, che sono ste cose con i tacchi?”, “dovresti focalizzare la tua attenzione su una cosa”.Ok ora.... you know what? ENOUGH!!!!! Entrate in sala durante una mia lezione o mentre mi alleno, guardatemi lavorare, e poi se siete ancora convinti della mia “ mancata professionalità”, vi stringo la mano e va benissimo così.
Ma metteteci la faccia quando dite queste cose, vedete il mio modo di lavorare prima, anziché parlare in mia assenza basandovi su delle foto o video che decido di pubblicare su un social (discorso molto generalizzato).È mai possibile che io debba far decidere ad altri che rapporto avere con il mio corpo e con la mia immagine?La mia personalità viene da periodi difficili di adolescenza, e sono fiero di essere così estroverso, colorato, esagerato a volte, stupido anche. Io sono io. Mi piace essere ironico e strappare un sorriso a qualcuno, se posso. Ho un rapporto di grande confidence e tranquillità nel mio corpo. Il nudo mi affascina e non mi spaventa, mi sento a mio agio. Trovo grande arte e bellezza nella sensualità/eroticità.È mai possibile che la mia credibilità, il mio lavoro e il mio studio debbano essere sminuiti perché vi soffermate al mio pubblicare scatti in mutande o nudo artistico? Foto o video con i tacchi, o ironici?Ma siamo seri? Voi come andate al mare?? In pigiama di flanella? E che cosa cambia tra un costume da bagno e una Mutanda? Cosa ha a che vedere questa cosa con la qualità del mio lavoro?Sono stufo, ma stufo marcio di questa situazione.
Proposito 2020? Non darò minimamente più peso a queste considerazioni.
Io so l’impegno che ho messo nella mia formazione, so l’impegno che metto nel danzare e nell’insegnare, seppur giovanissimo. E chi lavora o studia con me, lo sa benissimo. Qualità è la parola base per me.
Per cui se pensate che “il mio Instagram” sia sinonimo di non adatto e non professionale, VA BENISSIMO COSÌ.Passate pure avanti.IO, non mi baso su delle immagini per valutare la qualità. Alzo le chiappe, e vado a vedere come lavora una persona.
Che posti foto nudo o con la coperta con le maniche della media shopping. Che balli scalzo, con le calze, con le ciabatte, con un tacco 15 o con le scarpe della Geox che si illuminano quando cammini. Che posti video di politica estera, di quanto era buono il pollo a pranzo, di come fare un buon make up, di quanto sia idiota Salvini.LA MIA PROFESSIONALITÀ non si determina da queste cose.Avast.
Buona serata a tutti.
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