L'episodio avvenuto a febbraio scorso

Mimino Motorino chiamato in polizia non riconosce le foto dei sospetti bulli

La vittima questa volta è un personaggio molto conosciuto in città e i fatti di cui sarebbe rimasto vittima risalgono a febbraio scorso.

Cronaca
Manduria mercoledì 15 maggio 2019
di La Redazione
Cosimo Mandurino
Cosimo Mandurino © La Voce di Manduria

La polizia di Manduria indaga su un altro sospetto caso di bullismo su persone con disagi sociali. La vittima questa volta è un personaggio molto conosciuto in città e i fatti di cui sarebbe rimasto vittima risalgono a febbraio scorso.

Così ieri mattina Cosimo Mandurino, l’indigente manduriano possibile vittima di una baby gang che gli avrebbe bruciato casa, è stato convocato ieri negli uffici del commissariato di Manduria di Manduria per essere interrogato in qualità di persona lesa in merito all’incendio, presumibilmente doloso, che il 15 febbraio scorso ha distrutto completamente il piccolo appartamento che divideva con tre cani morti nel rogo. Il sessantunenne è stato ascoltato dal dirigente Antonio Gaetani che gli ha mostrato le foto segnaletiche di alcuni minorenni «a rischio», tra cui gli indagati coinvolti nell’inchiesta sulle aggressioni e le torture a danno del disabile Antonio Cosimo Stano. Mandurino, conosciuto in paese come «Mimino motorino» per via della sua antica passione per le due ruote (in casa oltre ai randagi di cui si prendeva cura, conservava le carcasse di vecchie motociclette che aveva posseduto), non avrebbe riconosciuto nessuno dei volti mostrati. Non si conoscono altri particolari della deposizione nella quale Mandurino potrebbe aver fornito indicazioni utili per individuare gli autori dell’attentato incendiario.

Secondo quanto ha sempre riferito sulla vicenda, a mettere fuoco sarebbero stati dei minorenni che da tempo lo molestavano con insulti e getto di pietre contro la casa. Sempre secondo il suo racconto, la sera del 15 febbraio scorso qualcuno, approfittando dell’assenza del padrone di casa che si era allontanato per fare una commissione in farmacia per conto di una vicina, avrebbe dato fuoco ad un pezzo di stoffa che copriva la finestra priva di vetri. Le fiamme si sono poi propagate all’interno alimentandosi con il povero mobilio e una quantità enorme di indumenti a suppellettili infiammabili. A completare l’opera, poi, i motorini ammassati e forse qualcuno con il serbatoio contenente ancora carburante.

Quella sera le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Manduria lavorarono per quasi tutta la notte tornando la mattina successiva perché alcuni focolai si erano riattivati proprio nella zona dei motori. I danni sono stati ingentissimi tanto da rendere inagibile il piccolo appartamento su due piani che «Mimino motorino» ha ereditato dai genitori entrambi deceduti da tempo. Da allora è vissuto sempre da solo trovando compagnia nei cani randagi che raccoglieva ed ospitava in quegli angusti ambienti. Un’abitudine sempre malvista dai vicini che si lamentavano dei cattivi odori e della sporcizia che invadeva la strada. L’indigente ha una sorella con la quale non ha un intenso rapporto e si mantiene grazie alla piccola pensione di reversibilità dei genitori e si alimenta alla mensa per poveri.

N.Din.

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