Acquisite le carte del bando aggiudicato da Lonoce

Tangenti e rifiuti, i finanzieri nel municipio di Sava per la gara sulla spazzatura

Secondo la magistratura, sulla gara aveva messo gli occhi l’imprenditore sanmarzanese Pasquale Lonoce, arrestato nel blitz con la figlia Rosalba (ai domiciliari), il quale avrebbe chiesto i «favori» dell’allora presidente...

Cronaca
Manduria sabato 16 marzo 2019
di La Redazione
Municipio di Sava
Municipio di Sava © La Voce di Manduria

Mentre l’altro ieri a Taranto, a Massafra e in altre città italiane i militari della Guardia di Finanza eseguivano gli arresti dei sette indagati dell’inchiesta «T.Rex», tra cui l’ex presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, nel comune di Sava l’attività investigativa delle fiamme gialle non si arrestava. Più o meno quando i destinatari delle misure restrittive entravano in carcere, due sottufficiali dello speciale corpo di polizia economica e finanziaria del comando provinciale di Taranto, facevano ingresso negli uffici municipali savesi dove acquisivano faldoni contenenti i verbali e tutta la corrispondenza relativa alla gara d’appalto per l’affidamento del servizio integrato di igiene urbana (raccolta porta a porta e conferimento della spazzatura) aggiudicata con un ribasso del 7,28% alla «Universal Service» della famiglia Lonoce di San Marzano di San Giuseppe, presunta dispensatrice di tangenti. I finanzieri, che si sono presentati su delega dei due pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Maurizio Carbone con il sostituto procuratore Enrico Bruschi, erano interessati a tutto il materiale della procedura di gara, gestita per conto del comune di Sava dalla stazione appaltante unica dell’Unione dei comuni di Montedoro, per un importo di 2.827.661 a base d’asta. Tra i documenti sequestrati, anche le determine dirigenziali di nomina dei componenti della commissione composta dall’ingegnere Federico Cangialosi (presidente), dal professore Mario Latronico (componente esperto) e da Cosimo Natuzzi, quest’ultimo tra gli arrestati dell’atro ieri.

Secondo la magistratura, sulla gara aveva messo gli occhi l’imprenditore sanmarzanese Pasquale Lonoce, arrestato nel blitz con la figlia Rosalba (ai domiciliari), il quale avrebbe chiesto i «favori» dell’allora presidente della Provincia, Tamburrano.

L’imprenditore Lonoce, incontrando il politico, come si legge nelle carte dell’inchiesta, faceva esplicito riferimento ai componenti della commissione dell’appalto di Sava e lo invitava ad attivarsi per contattarli per l’aggiudicazione. E «Tamburrano – scrive il gip Vilma Gilli che ha firmato le richieste cautelari -, per nulla stupito della richiesta, spiegava solo che l’unico ostacolo poteva essere che i due (commissari, NdR) si erano già impegnati per favorire altri dando per scontato che l’aggiudicazione non potesse prescindere da accordi illeciti e favoritismi».

Una conversazione captata dalle cimici presenti nell’ufficio della presidenza della Provincia, registra quella che per gli investigatori è stata la pistola fumante che proverebbe l’aggiustamento della gara a favore dei Lonoce. Tamburrano si rivolge ad un interlocutore (secondo gli inquirenti il presidente della commissione di gara, Cangialosi): «io non ti ho chiamato per questo, ti ho chiamato per questo». Le cimici registrano il rumore dell’apparecchio distruggidocumenti elettrico. «Beh?», risponde l’uomo. E Tamburrano: «siete impegnati?». L’interlocutore risponde di no e chiede: «ma come sta a soldi?». Tamburrano non esita a rispondere: «benissimo … tiene i soldi veri, quelli veri!». Si sente una risata da parte dell’altro. Il dialogo prosegue con l’elencazione di date e si conclude con il presidente che si raccomanda: «acqua in bocca».

Se per i finanzieri l’altro ieri era importante acquisire le carte di un’indagine che a quanto pare è solo agli inizi, per il sindaco di Sava, Dario Iaia, il dilemma era un altro: trovare una soluzione che assicurasse la raccolta dei rifiuti visto che il contratto con la Universal Service (destinato all’estinzione) sarebbe dovuto partire proprio quel giorno. La soluzione che offre serenità anche ai venti dipendenti è stata infine trovata grazie ad un’ordinanza contingibile e urgente firmata da Iaia che affida provvisoriamente il servizio alla società Igeco affidataria del precedente bando di gara.

Nazareno Dinoi

Lascia il tuo commento
commenti