I particolari del femminicidio

Oggi il racconto dell’omicida davanti alla gip Romano, Manduria in lutto

Udienza di convalida in videoconferenza

Cronaca
Manduria giovedì 14 ottobre 2021
di La Redazione
Pietro Dimitri
Pietro Dimitri © La Voce di Manduria

Oggi il femminicida manduriano Pietro Dimitri dovrà rispondere alle domande del giudice e dovrà raccontare la sua versione dei fatti. Alle 10, assistito dal suo avvocato, Dario Blandamura, il 75enne si collegherà in videoconferenza dal carcere di Taranto per affrontare l’udienza di convalida dell’arresto. Potrà quindi rispondere alle domande del gip Rita Romano che vorrà sapere i particolari dell’efferato omicidio. L’indagato l’altro ieri ha sgozzato la propria compagna, Giuseppina Loredana Dinoi, di 71 anni, nel piccolo appartamento di via Manfredi a Manduria. 

Il pubblico ministero Remo Epifani ha fissato invece per sabato prossimo l’affidamento dell’incarico al medico legale per l’autopsia che potrebbe tenersi nella stessa giornata o il lunedì successivo. All’uomo che subito dopo il delitto ha tentato a sua volta di togliersi la vita procurandosi con la stessa lama diversi tagli alle braccia e al collo, viene contestato l’omicidio volontario con l’aggravante dei motivi abbietti, della crudeltà e che la vittima fosse una sua convivente, tutte circostanze per i quali è previsto l’ergastolo. Dimitri che ha passato la prima notte nell’infermeria del carcere di Taranto, potrebbe decidere oggi di avvalersi della facoltà di non rispondere oppure confermare la confessione dei primi momenti del fermo. Ex imprenditore edile caduto in disgrazia per vizi di gioco e per gravi coinvolgimenti di natura penale per i quali ha pagato anche con il carcere, l’omicida, separato e padre di tre figli, non aveva nessuna proprietà e viveva con il reddito di cittadinanza. Con la donna che ha ucciso ha avuto un lungo e travagliato rapporto che dopo la separazione dalla moglie si era apparentemente consolidato grazie anche all’appartamento di via Manfredi acquistato dalla donna che lo ospitava con grandi sacrifici anche economici per via della vita dissennata condotta dall’uomo.

La vittima che non si è mai sposata, ha dedicato la vita all’uomo che poi l’ha barbaramente uccisa. Da giovane ha gestito una lavanderia molto avviata ed anche per questo era molto conosciuta e stimata dai manduriani sconvolti dalla terribile notizia. Il sindaco di Manduria, Gregorio Pecoraro, ha deciso di tributarle il lutto cittadino per il giorno dei suoi funerali. «Profondamente addolorato per il gravissimo episodio di femminicidio avvenuto ieri che ha visto protagonista la città di Manduria – scrive il primo cittadino in una nota stampa - esprimo a nome dell’intera amministrazione, innanzitutto il più profondo cordoglio alla famiglia della vittima, anche a nome dell’intera cittadinanza particolarmente scossa e sgomenta». «I dati raccolti sui femminicidi in Italia – aggiunge Pecoraro nella lettera - crescono di giorno in giorno, questo è un problema che non può più essere sottovalutato, anzi, al contrario va affrontato con decisione». Per dare un segnale di vicinanza alla famiglia della vittima, il sindaco si è quindi riservato di proclamare il lutto cittadino nel giorno delle esequie la cui data dipende da quando sarà eseguita l’autopsia. «Le bandiere esposte in comune – fa sapere Pecoraro - saranno abbassate a mezz’asta e ogni eventuale iniziativa sarà sospesa». Il sindaco invita infine i proprietari degli esercizi commerciali e i locali della città ad abbassare le serrande delle loro attività in segno di lutto e rispetto. 

Nazareno Dinoi

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