Opera in stato di abbandono

​I reflui del depuratore nelle vecchie vasche in disuso di Arneo e non nel Chidro

Il progetto in corso di definizione prevede il ripristino strutturale della vasca di miscelazione esistente, la sistemazione dei locali di servizio annessi alle vasche e il recupero della funzionalità idraulica

Attualità
Manduria giovedì 21 maggio 2020
di La Redazione
Il progetto
Il progetto © La Voce di Manduria

  • Ci scusiamo con i lettori per le inesatte informazioni precedenti dipese da una incompleta disponibilità di documenti. In effetti l’intervento proposto da Arneo non riguarda l’impianto sul fiume Chidro ma tutta la rete a monte comprese le vasche e gli impianti di sollevamento nell’entroterra.

Il nuovo progetto di Arneo e Aqp non comprende il riutilizzo dell’impianto di captazione sul Chidro ma il resto della rete irrigua con le vecchie vasche di raccolta in disuso. Secondo i piani di Arneo, i reflui del costruendo depuratore dovrebbero essere canalizzati in una grande vasca in località Rosa Marina, sempre realizzata in quegli anni settanta e abbandonata, e da lì nella condotta adduttrice in acciaio esistente a servizio del comprensorio irriguo esteso per 900 ettari, tutta zona di pregio che negli anni è stata protetta da vincoli di varia natura.

«Stante le condizioni di abbandono delle opere non operativamente in esercizio da anni e oggetto di atti vandalici per scarso presidio delle aree rurali – scrive l’ingegnere Barile nel documento -, questo consorzio ha avviato la predisposizione di un progetto definitivo, da candidare per i finanziamenti regionali, finalizzato alla rifunzionalizzazione dello schema irriguo esistente descritto».

Il progetto in corso di definizione prevede il ripristino strutturale della vasca di miscelazione esistente, la sistemazione dei locali di servizio annessi alle vasche e il recupero della funzionalità idraulica delle apparecchiature». Viene esclusa dalla riqualificazione la vasca di captazione in cemento armato sul fiume Chidro da tutti definita «ecomostro» per il suo impatto sull’ambiente e per le condizioni in cui si trova dopo 40 anni di abbandono.

L’intera opera idraulica realizzata negli anni settanta con fondi della Cassa per il Mezzogiorno, prevedeva il prelievo delle acque del fiume che dovevano essere miscelata per la desalinizzazione con l’acqua di sedici pozzi artesiani. Le due risorse dovevano miscelarsi nella vasca in zona Rosa Marina composta da due comparti capaci di raccogliere 1800 metri cubi di acqua per uso irriguo. I piani di Arneo e Aqp prevedono quindi il recupero e riutilizzo di tutta la rete di distribuzione e delle vasche di miscelazione abbandonate escludendo l’impianto di captazione sul Chidro.

Nazareno Dinoi

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I commenti degli utenti
  • Senza cuore ha scritto il 21 maggio 2020 alle 16:26 :

    La notizia data ieri diceva tutta un'altra cosa. Perchè chi ha scritto affermava di possedere tutta la documentazione? Rispondi a Senza cuore

  • Lorenzo ha scritto il 21 maggio 2020 alle 06:00 :

    Chi controlla? E le puzze? Hanno voluto un'opera assurda e poi non sanno cestirla. Tutto per salvaguardare gli appetiti dei distruttori di ambiente mascherati da innovatori. Bastava che Sava si fosse fatto il suo depuratore visto che galleggiano da decenni sulla loro cacca. Rispondi a Lorenzo

    Vincenzo ha scritto il 21 maggio 2020 alle 12:22 :

    Ben detto Sig. Lorenzo ! Rispondi a Vincenzo

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