Lettera ai vertici di Regione e Aqp

Depuratore, Iaia accelera i lavori e diffida tutti

Alle responsabilità penali per le disgrazie, Iaia passa poi a quelle di natura patrimoniale. E lo fa sventolando la temutissima mannaia comunitaria e l’azione requisitoria della magistratura contabile.

Attualità
Manduria venerdì 07 dicembre 2018
di La Redazione
Dario Iaia
Dario Iaia © La Voce

Cosa si sta aspettando per iniziare i lavori per il depuratore in località Specchiarica, opera già finanziata e appaltata quattro anni fa? Il sindaco di Sava, Dario Iaia, lo chiede in una lettera indirizzata ai vertici istituzionali della Regione Puglia e dell’acquedotto pugliese sulle quali, per l’inerzia dimostrata, addossa ogni «responsabilità di natura penale, civile, ambientale ed erariale».

Evidentemente preoccupato dai venti di protesta e di speranza che soffiano dalla vicina Manduria dove è in programma una manifestazione di piazza dai propositi che allungherebbero ancora i tempi di realizzo dell’opera, il sindaco Savese punta tutto sulle responsabilità di chi potrebbe trovarsi a rispondere di possibili tragedie. E lo fa con toni allarmistici richiamando i dati della Struttura di statistica ed epidemiologia e della Asl «sulla mortalità dei residenti a Sava che per talune patologie è superiore a quella della stessa città di Taranto»; o la sventata sciagura di un anno fa quando a Sava crollò il solaio di una fossa Imhoff, il sistema di raccolta dei reflui che sopperisce alla mancanza di rete fognaria. «Nel cortile delle palazzine dell’Arca Jonica – scrive Iaia - ebbe luogo un incidente che solo per puro caso non ha determinato la morte o il ferimento di qualcuno, specie dei ragazzini che giocano in quell’area; vi lascio immaginare quali sarebbero state le conseguenze se ciò fosse accaduto e quali le responsabilità». E ancora. «La mancanza del sistema fognario nella nostra realtà – insiste il sindaco nella lettera - è spesso causa di malori nella popolazione, soprattutto tra gli anziani ed i bambini».

Alle responsabilità penali per le disgrazie, Iaia passa poi a quelle di natura patrimoniale. E lo fa sventolando la temutissima mannaia comunitaria e l’azione requisitoria della magistratura contabile. «Ricordo a tutti -prosegue il sindaco nella missiva - che importanti sono anche le responsabilità dal punto di vista del danno erariale che si sta perpetrando, essendo aperta una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea ed un fascicolo dinanzi alla Corte dei Conti – Sezione Puglia».E per finire il possibile risarcimento per mancato guadagno dell’impresa affidataria dell’appalto. «Senza volere ignorare – chiosa Iaia - che gli stessi Enti coinvolti (Regione Puglia ed Aqp S.p.A.), hanno dato luogo ad un appalto, aggiudicato in via definitiva, immotivatamente, sospeso da alcuni anni».

Non tralasciando incombenze di natura politica, il sindaco Iaia parla di «incapacità di una classe dirigente di dare risposte concrete e serie ai bisogni dei cittadini, costretti a vivere in un territorio privo di fogna». In effetti la situazione igienica dell’intero territorio savese è drammatica: 57 chilometri di rete fognaria pronta ma priva di collegamento ad un depuratore quindi inutile.

Perentorio, infine, il modo in cui si il sindaco chiude la sua lettera. «Nella convinzione che il tempo dell’attesa sia definitivamente terminato e che la demagogia ed il populismo non possano sostituirsi alla scienza ed alla competenza – scrive Iaia - vi invito e diffido a volere dare luogo all’avvio dei lavori per la realizzazione ed il completamento del depuratore consortile Sava – Manduria».

N.Dinoi

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