Per irregolarità sulle autorizzazioni

Esposto sul depuratore: “è da sequestrare”

Secondo l’avvocato Di Lauro, i lavori sono iniziati con l’impiego della forza pubblica senza che l’ufficio tecnico comunale di Manduria, privati cittadini e associazioni, abbiano potuto accedere agli atti «ed operare le funzioni

Attualità
Manduria mercoledì 12 luglio 2017
di La Redazione
dilauro
dilauro © La Voce di Manduria

E’ stato presentato ieri ai carabinieri di Manduria un esposto in cui si chiede alla Procura della Repubblica di Taranto «il sequestro preventivo ed immediato del cantiere Urmo-Belsito» dove le squadre della ditta Putignano, scortate dalla polizia, hanno iniziato i lavori del depuratore consortile a servizio dei comuni di Manduria e Sava. A firmarlo è stato l’avvocato ambientalista manduriano, Francesco Di Lauro che denuncia la mancata disponibilità della documentazione relativa al progetto in essere «soprattutto - si legge nell’esposto - alla luce della (presunta) eliminazione dello scarico a mare e relative corpose opere di variante in aree naturali protette».

Secondo l’avvocato Di Lauro, i lavori sono iniziati con l’impiego della forza pubblica senza che l’ufficio tecnico comunale di Manduria, privati cittadini e associazioni, abbiano potuto accedere agli atti «ed operare le funzioni di controllo sulla pubblica amministrazione garantite dalla Costituzione, dovendosi basare sulle sole dichiarazioni del Presidente Emiliano», secondo cui «il progetto che elimina lo scarico a mare sarà presto illustrato nei dettagli».

L’autore dell’esposto chiede di appurare se tale progetto sia stato approvato e se lo stesso si configura come una variante. «E chi può controllare ciò se non esistono elaborati fruibili?», chiede ancora Di Lauro che ha già inutilmente chiesto al comune di Manduria di prendere visione della documentazione.

«In questo clima di forte conflitto sociale ed istituzionale – si legge nella denuncia -, in qualità di esponente del movimento per una delocalizzazione ecocompatibile dell’opera pubblica in oggetto, chiedevo al Comune di Manduria accesso agli atti per visionare il fascicolo relativo e quindi fornire alla pubblica opinione notizie il più possibile veritiere circa la esecuzione dell’opera, e apprendevo che lo stesso non era in grado di fornire alcuno studio o relazione tecnica o autorizzazioni o verbali di Valutazione di impatto ambientale relativi all’opera, ma solo elaborati grafici di routine e mappe catastali, più documentazione relativa alla sola condotta sottomarina».

E’ di natura politica, ma tocca le stesse corde, la denuncia sollevata dall’ex sindaco, ed ora consigliere comunale di Avetrana, Luigi Conte. L’ex primo cittadino fa notare altre presunte anomalie nelle carte. «L’Acquedotto pugliese – afferma Conte - non specifica dove questo depuratore andrà a scaricare e rimanda tutto ad una variante che nessuno ha mai approvato; quanto costerà la variante e chi la realizzerà?», si chiede l’esponente politico ricordando che «la ditta Putignano ha vinto una gara che prevedeva il depuratore ed una condotta sottomarina se viene tolta la condotta a mare cambiano anche i criteri dell’appalto aggiudicato». N.D.

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I commenti degli utenti
  • Alessandro ha scritto il 12 luglio 2017 alle 18:54 :

    Ora nn ci posso credere anche su Google maps se si va a digitare la zona interessata al depuratore risulta con scritto nuovo impianto depuratore aqp. Fermiamo lo portiamo tutta la gente che affolla la spiaggia e andiamo a fermarli. Rispondi a Alessandro

  • Antonio Orlando ha scritto il 12 luglio 2017 alle 11:03 :

    SI VA SEMPRE CONTRO IL PARERE POPOLARE. Rispondi a Antonio Orlando

  • Carlo. ha scritto il 12 luglio 2017 alle 08:38 :

    ---------------- Ecco, come scrivevo ieri, meglio agire che parlare soltanto. ------------------------- "" Ora cavaliere, siamo nelle mani di Dio "", disse colei che era accusata di stregoneria dal principe Giovanni, usurpatore del trono di Riccardo Cuor di Leone. -------------------------- Speriamo solo che i seguaci del principe Giovanni non siano arrivati fino ai giorni nostri. Rispondi a Carlo.