Nella terra del Primitivo

Pozzi avvelenati, ecco i primi danni alle imprese agricole del Primitivo

Il primo a farlo lasciando traccia in una lettera indirizzata al Comune di Manduria, alla Provincia di Taranto e alla società che gestisce la discarica

Attualità
Manduria sabato 01 maggio 2021
di La Redazione
Mimmo Breccia e la zona interdetta
Mimmo Breccia e la zona interdetta © La Voce di Manduria

La prima impresa agricola compresa nell’area con i pozzi inquinati dai rifiuti presenta il conto per la perdita degli investimenti. E il consigliere Breccia attacca: «Paghi chi ha sbagliato». 
Tutti i pozzi avvelenati per un raggio di un chilometro e mezzo a partire dalla discarica Manduriambiente, con 700 proprietari di terreni agricoli interessati che risiedono nei territori comunali di Manduria, in provincia di Taranto e Erchie e Oria nel brindisino. Migliaia di ettari di colture di uliveti e vigneti di pregiatissimo Primitivo senza una goccia d’acqua perché quella che scorre in falda, dalle analisi effettuiate dall’Arpa Puglia, è risultata inquinata dalla presenza di metalli che la rendono inutilizzabile per l’uso agricolo, animale e umano. Ce n’è abbastanza, insomma, per giustificare la preoccupazione degli imprenditori agricoli che si chiedono: e adesso chi pagherà? 

Il primo a farlo lasciando traccia in una lettera indirizzata al Comune di Manduria, alla Provincia di Taranto e alla società che gestisce la discarica, è stata l’azienda agricola «Terre di Manduria Srl» con sede a Sava che si è rivolta allo studio legale Giuseppe Cavallo. La società agricola in questione è proprietaria di circa sette ettari dove ha da poco investito circa 80mila euro nell’impianto di barbatelle di Primitivo che hanno bisogno di essere irrigate. Ma non può farlo perché l’ordinanza emessa dal comune di Manduria vieta l’uso dei pozzi. «La mia cliente – scrive l’avvocato Cavallo -, ha effettuato notevoli investimenti volti alla realizzazione di un impianto di vigneto a spalliera esteso circa cinque ettari, eseguendo una serie di opere, non ultima la lavorazione meccanica del terreno con spietramento e polverizzazione delle pietre, molto costose». Sforzi resi vani dall’ordinanza firmata dal sindaco di Manduria Gregorio Pecoraro che obbliga i proprietari dei pozzi ad analizzare a proprie spese sia l'acqua che il raccolto. 
A preoccupare gli imprenditori è un’altra questione ancora più vitale: il valore dei terreni. «L’ordinanza, giunta senza alcun preavviso – fa nottare l’avvocato -, si abbatte ingiustamente sul proprietario del terreno determinando innumerevoli danni; 
non solo il terreno è destinato a subire un notevole deprezzamento e si sono interrotte trattative già in corso tese alla vendita – si legge nella lettera -, ma anche le incertezze sulla possibilità di raccolta del prodotto e sull’utilizzo dell’acqua dai pozzi artesiani rendono difficoltoso, se non impossibile, il recupero dell’investimento effettuato». 

Senza giri di parole, infine, il legale incaricato dalla «Terre di Manduria Srl» gira i riflettori sulle responsabilità del danno. «A prescindere dal soggetto al quale risulterà addebitabile la responsabilità dell’inquinamento, in corso di identificazione – scrive - occorre comunque precisare che non è possibile far pagare “il conto” a soggetti incolpevoli che hanno creduto e credono nella potenzialità agricola della zona. Vogliate, pertanto, procedere – conclude - al concreto accertamento dei danni subiti e subendi dalla mia assistita ed al conseguente risarcimento». 
L’argomento messo in luce dall’azienda agricola è più che serio perché tocca aspetti economici per chi investe ma anche problemi di immagine sul brand più famoso e remunerativo per l’economia del territorio: il Primitivo, appunto. 
Un rischio calcolato male o ignorato del tutto da chi ha pensato di far nascere nella terra del Primitivo una megadiscarica dove conferiscono i rifiuti 17 comuni del bacino orientale della provincia di Taranto ed almeno altrettanti di altre province compresa una considerevole quantità della città metropolitana di Bari. 
«Le conseguenze non possono ricadere sulle imprese agricole e nemmeno sulle famiglie che abitano nella zona interdetta perché inquinata, ma su chi ha provocato l’inquinamento». Ne è convinto il consigliere comunale Cosimo Breccia che sull’argomento ha anticipato una prossima interrogazione al sindaco. 
Nazareno Dinoi

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commenti
I commenti degli utenti
  • Senza cuore ha scritto il 03 maggio 2021 alle 17:59 :

    Aspetto sempre che Breccia organizzi blocchi stradali, come aveva minacciato in campagna elettorale. Rispondi a Senza cuore

  • Marcello Palumbo ha scritto il 03 maggio 2021 alle 14:24 :

    Termovalorizziamo, perché non deve rimanere traccia dei rifiuti. Non possiamo più vedere sorgere colline di rifiuti per coprirle con il "capping" lavorandoci le mani come Pilato, il percolato alla fine va a raggiungere le falde acquifere. È inutile è la solita politica fallimentare e il territorio e cittadini pagano e pagheranno un caro tributo per il futuro sempre incerto. Rispondi a Marcello Palumbo

    Mario Fortunato ha scritto il 03 maggio 2021 alle 19:22 :

    Il termovalorizzatore non fa scomparire l'immondizia, la riduce in fumo nocivo che va poi a depositarsi sui terreni circostanti, in una vasta zona. L'unico modo è il riciclo dividendo i rifiuti, cioè fare un'efficiente raccolta differenziata. Rispondi a Mario Fortunato

  • Roberto Ditaranto ha scritto il 02 maggio 2021 alle 11:17 :

    Politici ed amministratori del passato presente e futuro. I veleni non si possono nascondere. Il creato va custodito per i nostri figli nipoti e la nuova generazione. Tutti i governanti locali sono a conoscenza, ma nessuno si prende carico del problema. Vuol dire che alla popolazione locale va bene così. La peggiore criminalità e' l'indifferenza degli uomini. Rispondi a Roberto Ditaranto

  • Gregorio ha scritto il 01 maggio 2021 alle 20:52 :

    La mia paura è , di tutto ciò che è successo alla discarica e dintorni, che NON SUCCEDA con lo scarico a mare !! Dico questo perché, ..la discarica quando nacque ( il mano alla vecchia amministrazione Pecoraro, CHE COMBINAZIONE) doveva essere a livello locale, mentre adesso è a livello regionale. Mentre per quanto riguarda il depuratore con lo scarico a mare, quando inizierà, sarà lo scarico di Sava, Manduria forse Avetrana. L’ AQP fra qualche decennio allaccerà la fogna ( tanto che se ne fot....bip) di altri paesi limitrofi Rispondi a Gregorio

    Gregory Pealmyongle ha scritto il 03 maggio 2021 alle 12:14 :

    Omonimo tranquillo, la tua paura è una certezza. Anzi ti assicuro chhe succederà di peggio! Ma non prendiamocela solo con gl i amministratori "incompetenti" (l'aggettivo opportuno è diverso ma non si può scrivere qui): prendiamocela un po' ANCHE con quelli che li hanno votati... Non si nono mica eletti da soli! Rispondi a Gregory Pealmyongle

  • Antonio ha scritto il 01 maggio 2021 alle 16:23 :

    Una poderosa Class Action, sostenuta sia dai proprietari dei terreni, che da parte dei proprietari di case e quant'altro, sarebbe una o forse la soluzione che potrebbe portare ad una giusta definizione e soluzione del problema. L'avv. Sammarco qualche settimana fa era stato sensibilizzato a ciò, ma è evidente che trova la mozione sconveniente per lui (?).Mi chiedo, è possibile che in Manduria con tanti bravi avvocati, con un piede in politica non si sia mosso nessuno? Spero che tutto ciò, lo si intenda come sprono e non come una offesa. Rispondi a Antonio

    Mario Fortunato ha scritto il 02 maggio 2021 alle 07:57 :

    Ma chi ha avuto la brillante idea di costruire una discarica nella terra di un vino d'eccellenza?? Rispondi a Mario Fortunato

  • Antonio ha scritto il 01 maggio 2021 alle 12:23 :

    AGGIUNGO CHE SONO TESTIMONE ABITANDO SULLA CIRCUMVALLAZIONE CHE PORTA ALLA DISCARICA DI MANDURIA AMBIENTE CHE QUOTIDIANAMENTE UN GROSSO AUTOMEZZO ATTRAVERSA QUESTO PERCORSO LASCIANDO DIETRO DI SÉ UNA SCIA DI UN ODORE NAUSEABONDO IRRESPIRABILE.INVITO PERTANTO LE AUTORITÀ DI INDAGARE SUL RESPONSABILE DI QUESTO DANNO ECOLOGICO.INOLTRE IL COMUNE SORGE SU QUESTO TRATTO E POTRANNO ALLERTARE I VVUU PER PORRE FINE AL CATTIVO ODORE. Rispondi a Antonio

  • Giorgio ha scritto il 01 maggio 2021 alle 09:19 :

    Non preoccupatevi Pantalone Pagherà Tutto qua succede, Gente incompetente(QUESTI SONO I PROFESSIONISTI) Rispondi a Giorgio

  • Mario Fortunato ha scritto il 01 maggio 2021 alle 07:20 :

    Solo noi italiani possiamo fare una discarica in una terra che vive di vigneti e di turismo. È come se i francesi costruissero una discarica nella terra dello Champagne! Solo in Italia.. Rispondi a Mario Fortunato

    Lorenzo ha scritto il 02 maggio 2021 alle 08:06 :

    In compenso i Francesi, fanno morire la popolazione di Guadalupa ( ex colonia) di tumore, a migliaia per i prodotti chimici ( vietati in Europa), utilizzati nelle piantagioni di banane. Banane che noi Italiani compriamo nei supermercati di proprietà dei Francesi. Rispondi a Lorenzo

    fabio ha scritto il 02 maggio 2021 alle 06:00 :

    le uniche cose da aggredire,per arraffare 4 spicci,erano rimaste terra e mare...e ce l hanno fatta... Rispondi a fabio

    Gregory Pealmyongle ha scritto il 01 maggio 2021 alle 21:06 :

    Non "noi italiani" ma i Manduriani.. Sono gli stessi che hanno voluto portare i residui della fogna nelle splendide acque della costa... Come dire: distrugguiamo i due maggiori fattori di crescita del territorio, turismo e vnicoltura, coì avremo una massa di disperati e ignoranti sempre più pronti a votare chi gli promette la luna. Rispondi a Gregory Pealmyongle

  • cittadino ha scritto il 01 maggio 2021 alle 06:07 :

    tranquillo avvocato , adesso le doneranno un paio di giostrine Rispondi a cittadino