Martedì, 16 Agosto 2022

Cronaca

Un primo camice bianco inizierà oggi al pronto soccorso

Pochi medici al Giannuzzi, arrivano rinforzi dall'Albania (ma la situazione resta critica)

Ospedale Giannuzzi Ospedale Giannuzzi

La Asl di Taranto non sa più dove bussare per cercare nuovi medici e così ricorre all'estero. Arriveranno dall'Albania i primi camici bianchi che avranno il compito di coprire l'emergenza che si è venuta a creare all'ospedale Marianna Giannuzzi di Manduria, punto più debole della sanità ionica, mai così vicino al collasso.

Questa mattina è previsto l'arrivo del primo medico albanese destinato al pronto soccorso del presidio della città messapica. Si tratta di uno specialista in medicina d'urgenza laureato nel Paese delle aquile che lavora al dipartimento di emergenza urgenza dell'ospedale di Tirana. Farà parte dei primi quattro dottori stranieri, tutti albanesi appunto, ingaggiati dalla Asl di Taranto per tappare i buchi dell'organico. Conoscitori della lingua italiana, la loro missione è stata concordata, anche sotto l'aspetto logistico ed economico, tra l'azienda sanitaria di Taranto e l'autorità sanitarie albanese. Da completare ancora la parte burocratica del loro status di stranieri in Italia le cui competenze sono affidate alle strutture della Prefettura e dell'ufficio immigrazione che per ora ha concesso il permesso di soggiorno per lavoro al primo medico il cui arrivo è previsto per oggi.

Naturalmente prima di raggiungere la necessaria autonomia e padronanza dei percorsi assistenziali, saranno affiancati dai medici del pronto soccorso il cui organico è sceso a quattro unità a fronte di una forza lavoro prevista di almeno 13 medici oltre al primario. Stessi organici ridotti anche in tutti gli altri reparti del Giannuzzi con la situazione limite dell'ortopedia dove operano solo due specialisti e uno specializzando o i tre chirurghi per la chirurgia, i quattro medici in medicina e due in radiologia. Per questo l'aiuto albanese viene considerato non risolutivo. In tutto l'ospedale sono in servizio solo 25 medici che devono assicurare l'assistenza in quattro reparti di media assistenza come medicina, chirurgia, ortopedia, nefrologia, una rianimazione e due servizi fondamentali come la radiologia e il pronto soccorso con 9 posti letto dedicati al Covid più un'astanteria per i ricoveri brevi di almeno altrettanti letti (in questo periodo sempre pieni sia una che l'altra sezione). Primari, poi, come mosche bianche perché da anni non si fanno concorsi. Ad eccezione del pronto soccorso, unico servizio ad avere un primario effettivo in pianta stabile, tutti gli altri reparti sono affidati a facenti funzione.

Uno di questi era l'internista Giovanni Buccoliero, stroncato da un infarto il 21 luglio scorso mentre era in servizio nel reparto di medicina, la cui tragica fine ha acceso i riflettori della politica e dei sindacati e anche della magistratura che indaga sui carichi di lavori troppo serrati che potrebbero essere stati fatali per il medico deceduto. I sindacati, da parte loro, oltre ad essere preoccupati per la salute del personale, lanciano l'allarme sulla qualità dell'assistenza ritenuta in certi casi «non in grado di assicurare i minimi livelli essenziali». Scarsi anche gli organici degli infermieri e degli operatori di supporto, come le figure socio sanitarie, entrambi adibiti spesso a funzioni improprie per evitare il collasso del sistema e l'interruzione del servizio. Ipotesi questa che comincia a non essere esclusa.

L'impoverimento dei servizi del Giannuzzi, nel silenzio delle autorità politiche, è iniziato con la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia a cui ha fatto seguito la neonatologia e quindi l'Unità di terapia intensiva cardiologica e la cardiologia. Questo ha permesso un declassamento del Giannuzzi ad ospedale di base che ha portato man mano a dimezzare i posti letto dei reparti rimanenti e alla continua emorragia di medici che hanno preferito posti più sicuri e appaganti professionalmente. Quadro completato dai pensionamenti senza sostituzioni.

Nazareno Dinoi


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8 commenti

  • Gregorio
    mar 2 agosto 22:33 rispondi a Gregorio

    Io un'idea c'è l'avrei... ELIMINARE 1000 POLITICI E, RIPIAZZARE CON 1000 DOTTORI !!!!

    • Giova
      mar 2 agosto 22:57 rispondi a Giova

      Caro sig.Gregorio sono d accordo a rimpiazzare i politici con il personale MEDICO almeno loro ci salvano la vita invece i politici ce la complicano quindi politici prima o poi farete i conti oltre che con la coscienza anche con noi

  • Ale
    mar 2 agosto 18:24 rispondi a Ale

    Abbiamo una classe politica pultroppo che da anni non vede in avanti , altrimenti non ci troveremmo con un debito pubblico da paura , non solo il personale sanitario deve lavorare anche se in turno da solo e la politica si nasconde non so con quale motivazione senza intervenire e risanare la situazione lasciando come le cronache ci descrivono nei vari pronto soccorso per esempio il Cardarelli di Napoli situazioni incomprensibili sia del personale che per i paziente , possibile che la Magistratura non interviene per trovare un colpevole per la carenza cronica del personale

  • giovanni
    mar 2 agosto 16:27 rispondi a giovanni

    Spero che Emiliano avrà la faccia tosta di candidarsi per la terza volta a presidente regionale. Anche se la legge non lo consente , sono certo che lui la cambia, come il novello Berlusconi. così se si candida per la terza volta non lo voto per la terza anche se ero e sono elettore di centrosinistra.

  • GREGORIO DAMICIS
    mar 2 agosto 15:01 rispondi a GREGORIO DAMICIS

    VERGOGNA ED INDOLENZA DI UN POPOLO DI PECORONI,CHE MANDA I MIGLIORI FUORI DALL'ITALIA E CONTINUA CON NUMERO CHIUSO ALLE FACOLTA' SUPERPAGA DIRIGENTI PER QUALI RESPONSABILITA'? NON È DATO SAPERE, MANCANO MEDICI,INFERMIERI ITALIANI E SI PREFERISCONO ALTRI PROFESSIONISTI DI ALTRIPAESI CON SOMMO RISPETTO PER LORO. HAI SERVA ITALIA,COMUNQUE PREPARIAMOCI A VOTARE IL 25 SETT. E TUTTO CAMBIERA'.😂😤

  • giovanni cazzato
    mar 2 agosto 12:32 rispondi a giovanni cazzato

    La faccenda del pronto soccorso è critica a Manduria e in tutta la provincia di Taranto. per non parlare della città e del S.S. Annunziata. Siamo l'ultima della regione e tra la fine di giugno e luglio i tempi di attesa a Taranto per i codici rossi è raddoppiata, mentre per i casi meno gravi non se ne parla proprio. Ci sono dei rimedi, oltre all'incremento degli organici, i tempi di attesa, s che possono, a costo zero, ridurre del 20% i tempi d'attesa dei casi meno gravi in modo strutturale. Questo sistema, detto fast track come negli aeroporti, riduce i carico di lavoro del personale che si può dedicare ai casi più seri evita risse rende più sereno il clima nell'ambiente. Non si capisce perché si fatica anche a parlarne. PERCHE'? CHI LO SA?

    • giorgio sardelli
      mar 2 agosto 21:48 rispondi a giorgio sardelli

      il motivo è uno solo non capisco perchè non se ne parla i tempi lungi per le visite specialistiche sono volute dal sistema perchè il paziente non bada a spese per curare la propria salute e chiede le visite private a pagamento spesso a nero

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