Martedì, 4 Ottobre 2022

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Autrice del libro  “La ragazza invisibile”, storia di una bambina e poi di una donna transgender a cui viene negata la libertà di essere sé stessa

L'intervista: «Nessuno dà lavoro ad una donna transgender. E' un dramma».

Alessia Nobile Alessia Nobile © La Voce di Manduria

In occasione dell’imminente Manduria Pride 2022, noi di Ladora, torniamo con una nuova intervista. Conosciamo meglio Alessia Nobile, ragazza transgender autrice del libro  “La ragazza invisibile”, storia di una bambina e poi di una donna transgender a cui viene negata la libertà di essere sé stessa. Libro, tra l’altro, donato al Papa che ha esortato la nostra Alessia ad essere sempre sé stessa e a combattere la cattiveria.

Come hai vissuto a Bari, la tua città natale, il tuo essere donna transgender? La tua famiglia ti ha appoggiata? Ti è stata accanto?

«Non è stato per nulla facile, specie per il fatto che trent'anni fa quando ero perlopiù tredicenne, c'era pochissima informazione sulla realtà transgender e tanta più  discriminazione rispetto ad oggi. In tanti fuggivano al nord Italia per vivere meglio la propria natura. Io invece ho affrontato tutto a Bari, per fortuna sono ancora sana e salva, con un bagaglio di esperienze e una miriade di burrasche vissute e superate. La famiglia è stata sempre un punto di riferimento, anche se non mi ha supportata nel percorso di transizione. Sola e incompresa non mi son mai arresa. Oggi abbiamo un bel rapporto, son quasi ottantenni i miei genitori e son al loro fianco.

Nel mondo del lavoro, qui al sud, ti son stati messi dei paletti perché donna transgender? Che difficoltà hai trovato nell’affermarti nel mondo del lavoro?

«Mi son laureata  in Scienze Sociali , quando la carriera "alias" non esisteva. Quindi al "maschile". Con la transizione le porte del lavoro si son chiuse causa pregiudizio. Nessuno dà lavoro ad una donna transgender. E' un dramma».

Chi è la ragazza invisibile? Perché hai deciso di scrivere questo libro?

«La bambina invisibile sono io. Un'anima nata senza corpo. Una bambina racchiusa nel corpicino da maschietto. Nessuno la vedeva, nessuno la percepiva, eppure era evidente che fosse femmina. Sin da piccola ho avuto la passione per la scrittura, avevo un diario segreto dove annotavo i miei sogni e la mia natura. Attraverso la scrittura davo voce e vita alla bimba che ero. Il mio romanzo è stato un viaggio introspettivo e retrospettivo, per il mio bene, ho avvertito un senso di liberazione, e per tutti quelli che lo leggeranno. Tutti devono comprendere la natura transgender».

Hai presentato il tuo libro all’I.I.S. Filippo Bottazzi, un istituto d’istruzione superiore. Ti piacerebbe continuare ad interagire con i ragazzi parlando del tuo libro e del tuo vissuto nelle scuole? Cosa ha significato per te quest’esperienza?

«La mia priorità oggi è quella di continuare a parlare nelle scuole. Son stata in tre istituti di scuola superiore, a Tricase, Racale e Barletta. Ragazzi super entusiasti, mille domande e tanta stima. Sono loro il futuro. E' meraviglioso tutto questo, mi fa sentire accolta e poi l'informazione argina il pregiudizio. Anche i docenti sono stati molto contenti. La bambina invisibile non si ferma, a settembre si riparte».

Un mito da sfatare è che la transizione porti da A a B, cioè dal maschile al femminile e viceversa. In realtà ha mille sfumature differenti che si traducono anche in forme linguistiche (Queer, Transgender, fluid, etc.). All’interno di questo spettro di creatività identitaria pensi che la società sia pronta a non vedere più questo fenomeno stereotipizzandolo?

«Sarò razionale, ma c'è bisogno ancora di parecchia strada per far comprendere tante cose alla società attuale. Noi continueremo ad informare e son convinta che prima o poi le cose cambieranno».

Qual è il tuo rapporto con la religione? Il 23 giugno (mese del Pride) hai incontrato Papa Francesco, cos’hai provato? Come ti sei sentita? Raccontaci questa tua esperienza.

«Son sempre stata una grande credente, sin da piccola quando frequentavo la parrocchia e poi il seminario. La transizione ha cambiato il mio rapporto con la chiesa ma non con la fede. Proprio la fede mi ha salvata. Il 22 giugno ho incontrato il Papa che mi ha accolta con sorriso e grande bene. Ho donato la bambina invisibile e mi ha esortata ed essere sempre me stessa e a prendere le distanze con la cattiveria. Dopo di me altre cinque donne transgender straniere lo hanno incontrato e anche con loro ha dimostrato grande accoglienza. Esperienza meravigliosa di un significato unico. Ha vinto l'inclusione e l'amore per il prossimo. Un Padre oltre che un Papa».

Che consiglio daresti ai ragazz3 che parteciperanno al Manduria Pride del 13 luglio?

«Ragazzi tutti col sorriso, con la vostra unicità e naturalezza, affollate le strade di Manduria. Fatelo per voi, per noi, per tutti. Coloratela d'arcobaleno e fate comprendere che non siamo un vizio, un capriccio, perversione .Siamo semplicemente natura. Sarà una festa meravigliosa e come ha detto Papa Francesco:" Prendete le distanze dalla cattiveria". Io con voi il 13 luglio».

La Dora

 

 

 


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2 commenti

  • matteo smeraldi
    mer 13 luglio 16:29 rispondi a matteo smeraldi

    manila gorio è trans anche lei nata a bari eppure lavora in televisione fa la conduttrice anche brava direi, poi c'è eva robin's è trans eppure lavora è una attrice, e tante altre se poi dobbiamo parlare solo a livello locale dove lavoro non ce n'è per nessuno.....

  • Carlo Pio Scacchetti
    mar 12 luglio 11:36 rispondi a Carlo Pio Scacchetti

    Se non prende il RDC e ha esperienza nel campo della ristorazione l'assumo io. Voglio vedere se accetta.

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