Gli anticorpi monoclonali e i futuri impieghi nella Asl di Taranto spiegati dall'esperta

Rossella Moscogiuri (Direttore del Dipartimento Farmaceutico della ASL di Taranto, esperta di sperimentazione clinica controllata e di accesso al mercato dei farmaci)

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Manduria - domenica 21 febbraio 2021
Rossella Moscogiuri
Rossella Moscogiuri © La Voce di Manduria

Le varianti del virus, i numeri della pandemia, lo svolgimento della campagna vaccinale pesantemente influenzata dalla disponibilità dei vaccini e dalla capacità di tenuta della macchina organizzativa. Questi sui media e gli organi di stampa i temi che tengono banco. Ma c’è chi si interroga su quando si potrà ricorrere ai trattamenti a base di cocktail di anticorpi monoclonali e quali sono gli aggiornamenti sugli anticorpi monoclonali. Stiamo seguendo costantemente l’evoluzione dello sviluppo clinico dei possibili trattamenti da impiegare nella Sars-Cov2 con i cocktail di anticorpi monoclonali casirivimab – imdevimab , prodotto da Regeneron/Roche, e bamlavinimab- etesevimab, prodotto da Eli Lilly. Il Ministero della Salute, con specifico Decreto del 6 febbraio 2021, ha recepito il parere espresso dalla Commissione Tecnico Scientifica dell’ Agenzia Italiana del Farmaco e sancito l’autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali in via straordinaria ed in considerazione della situazione di emergenza.

Anche se i dati non sono maturi e pertanto non c’è incertezza sulla misura del beneficio che i cocktail possono produrre, i componenti della Commissione hanno deciso a maggioranza che essi possono rappresentare un’opzione terapeutica per soggetti non ospedalizzati che, pur avendo una forma lieve/moderata, risultano ad elevato rischio di sviluppare una forma grave di Covid 19 che li potrebbe portare all’ospedalizzazione o alla morte. Gli anticorpi monoclonali non potranno essere acquistati in autonomia dalle aziende sanitarie ma saranno acquistati dal Commissario Straordinario con le risorse, pari a 400 milioni di euro, individuate per acquistare sia i farmaci che i vaccini pari e, quindi, distribuiti alle Regioni.

Per quel che riguarda la tipologia dei pazienti ai quali proporre la terapia, le modalità e l’ambito in cui effettuare l’infusione, il Consiglio Superiore di Sanità con il parere espresso il 5 febbraio scorso ha dato precise indicazioni in base alle quali l’Agenzia Italiana del Farmaco adotterà specifici provvedimenti. Il decreto è stato varato fra tante polemiche e perplessità riguardanti la posizione di AIFA sull’interpretazione dei risultati, secondo le aziende produttrici sottostimati. Quel che è certo che dagli studi vengono fuori percentuali rilevanti di riduzione dei ricoveri e della mortalità , ma come per tutti i farmaci e, considerando che la procedura emergenziale ha accorciato i tempi delle valutazioni, è bene che l’Agenzia abbia pubblicato un bando per l’assegnazione di un finanziamento per sostenere un protocollo di studio sull’efficacia degli anticorpi monoclonali per il trattamento del virus Sars-Cov-2 puntando così ad avere evidenze più robuste.

Un dato certo è che nella Asl di Taranto, non appena sarà definito il percorso, si procederà a richiederli così come è stato finora con il Remdesivir (Veklury) l’antivirale impiegato nei pazienti ricoverati non ancora in ventilazione meccanica.

Rossella Moscogiuri (Direttore del Dipartimento Farmaceutico della ASL di Taranto, esperta di sperimentazione clinica controllata e di accesso al mercato dei farmaci)

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I commenti degli utenti
  • cittadino ha scritto il 23 febbraio 2021 alle 05:46 :

    Peccato che in Italia ne arriveranno soltanto 15000 dosi, che verranno distribute tra tutti gli ospedali italiani. Giusto per correttezza di informazione. Rispondi a cittadino

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