Perchè non bisogna aver paura del vaccino contro il Covid

Mi chiamo Silvia Dimilito, sono di Manduria, da un po’ di anni ormai Coordinatrice Infermieristica in una struttura sanitaria (RSA) di Milano

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Manduria - venerdì 08 gennaio 2021
vaccino Covid
vaccino Covid © La Voce di Manduria

Mi chiamo Silvia Dimilito, sono di Manduria, da un po’ di anni ormai Coordinatrice Infermieristica in una struttura sanitaria (RSA) di Milano.

In questi giorni sento forte il dovere di fornire maggiori informazioni (e magari più semplificate e più comprensibili da chi del settore non è) riguardo il vaccino anti Covid-19.

Cercherò di non essere prolissa e di arrivare con il cuore e con le parole a quante più persone possibili; vorrei avvalermi delle domande frequenti che ognuno di noi si pone (e che spesso rimangono irrisolte)  spiegando non da ricercatore scientifico ma da mero professionista della salute, punto per punto.

1- “cosa contiene davvero il vaccino anti Covid-19?”

Componenti del vaccino anticovid-19 Pfizer-Biontech: 

-molecole di mRNA (o RNA messaggero), queste molecole contengono le istruzioni affinché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. Le proteine Spike a loro volta si possono definire “chiavi” poste sulla superficie del virus che permettono ad esso di entrare e quindi infettare.

-sali

-zucchero 

-grassi.

(Fonte: FDA, Food and Drug Administration)

Il vaccino anti Covid-19 non può assolutamente modificare il DNA o mutarlo in malattia.

L’RNA messaggero codifica e trasferisce informazioni, inoltre tende ad avere vita breve all’interno dell’organismo.

A questo proposito voglio citare la risposta, semplice ma che rende perfettamente l’idea, data da un medico piemontese ad un Quotidiano.

Il medico afferma che: “ dire che il nostro DNA viene modificato dal vaccino è come dire che da un brodo di carne se ne possa ricavare una mucca!!”

Secondo l’AIFA le reazioni avverse dopo la somministrazione del vaccino in alcuni casi possono essere: ingrossamento delle ghiandole linfatiche, dolore, gonfiore o prurito del sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e articolare, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere (queste ultime risultate non comuni). A mio avviso non sono reazioni peggiori di farmaci da banco che tutti noi abbiamo in casa ed utilizziamo spesso. 

2- “come faccio a fidarmi di un vaccino realizzato e prodotto in pochi mesi, quando per gli altri vaccini gli scienziati hanno impiegato circa 5 anni…?”

La risposta è solo una:

-sono stati recuperati velocemente ingenti finanziamenti per avviare lo studio di un vaccino anti Covid-19, fondi che solitamente vengono accreditati in 1-3 anni; 

-il virus SARS Covid-19 fa parte della famiglia dei virus SARS  e MERS, per questi ultimi gli studi erano stati già avviati data l’alta virulenza, per cui risparmiati 2-5 anni; 

-trovare le strutture per la sperimentazione ha bisogno di tempo ma in questo caso hanno aderito subito le migliori università e ospedali DEL MONDO; 

-ogni fase sperimentale può durare dai 3 ai 6 mesi, ma in questo caso la fase 1 e la fase 2 sono state eseguite contemporaneamente e molti volontari hanno aderito subito alla sperimentazione 

- infine la FDA e l’EMA (agenzia europea per I medicinali) hanno valutato immediatamente il vaccino in questione e quindi non hanno rispettato la famigerata “lista” dei farmaci/vaccini proposti. IMPORTANTE: L’EMA può approvare un vaccino solo se I benefici sono maggiori dei rischi

(fonte EMA)

3- “se ho avuto il covid devo lo stesso fare il vaccino?”

Secondo il sito AIFA (agenzia italiana del farmaco) la vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da Covid-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività nella prima parte della campagna vaccinale a Covid-19 non necessitano di una vaccinazione immediata, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria.

4- “dopo la somministrazione del vaccino sono totalmente immune? Quanto dura tale protezione?”

Secondo il sito AIFA l’efficacia della protezione immunitaria al 95% si ottiene dopo circa una settimana dalla seconda dose vaccinale anti Covid-19 la quale a sua volta si dovrà eseguire dopo 21 giorni dalla prima. La durata della protezione non è definita ancora con certezza, tuttavia le conoscenze sul comportamento degli altri tipi di Coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

Concludo con una frase dello scrittore Luca Sofri: “Assorbiamo ogni giorno una dieta caotica di informazioni in cui falso e vero sono confusi e indistinguibili”. 

Silvia DImilito

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I commenti degli utenti
  • Daniela coduri ha scritto il 12 gennaio 2021 alle 09:23 :

    Buongiorno, mi fa paura la reazione avversa 1 su 1000 asimmetria facciale di un lato del viso. Mi sembra un sintomo grave 1 su 1000. Rispondi a Daniela coduri

    Silvia Dimilito ha scritto il 12 gennaio 2021 alle 10:54 :

    (...) tutti i documenti che ci sono stati forniti, in automatico si sceglierà di vaccinarsi. Spero di essere stata chiara e soprattutto di aiuto. Buona giornata Rispondi a Silvia Dimilito

    Silvia Dimilito ha scritto il 12 gennaio 2021 alle 10:53 :

    (...)epatite, ittero, ecc ecc... eppure nessuno si preoccupa di questi dati e non appena si ha un problema lo si assume. La informo che fino a ieri negli USA sono state somministrate 1,9 milioni di dosi, sono state riscontrate 21 reazioni anafilattiche, 17 di questi 21 erano soggetti allergici noti. Il tasso di reazione è quindi 11,1 su un milione (meno del tasso di reazione del vaccino antinfluenzale). Non lo dico io ma apprendo da fonti attendibili, in questo caso i CdC nelle scorse conferenze stampa. Il mio obiettivo non è convincere tutta Italia a vaccinarsi, non è un’opera di convincimento; bensì una possibilità di avere in mano informazioni tali da scegliere la cosa più giusta che per ognuno di noi potrà essere diversa. Conviene con me, però, che una volta analizzati e letti per bene Rispondi a Silvia Dimilito

    Silvia Dimilito ha scritto il 12 gennaio 2021 alle 10:51 :

    Buongiorno Daniela. Premettiamo che il sintomo da lei citato è considerato raro, bisogna leggere le frasi per intero (MENO di una persona su 1000); comunque si parla di un evento, seppur fastidioso, reversibile oltre ad avere una casistica irrilevante. Un sintomo molto meno grave di una patologia respiratoria (fino al decesso) causati dal virus Covid-19. Secondo il sito AIRC (fondazione per la ricerca sul cancro) nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore. Inoltre secondo il sito AIFA al di sotto di uno su 1000 è considerato un effetto raro; le faccio vedere per conoscenza gli effetti collaterali dell’OKI considerati appunto rari (recuperati dal foglietto illustrativo): anemia emorragica, parestesie, visione offuscata, asma, ulcera peptica, colite, Rispondi a Silvia Dimilito

  • Gregorio ha scritto il 10 gennaio 2021 alle 19:22 :

    Buonasera Silvia, bè penso che gli studi di 5 anni siano ben diversi da 1 anno, poi ha detto-“ Gli effetti collaterali sono stati DIMOSTRATI scientificamente..” è proprio queste parole che preoccupano, non danno certezza!! E come la TEORIA con la PRATICA. Aggiungo, quali sono i farmaci che fanno danni più gravi: i farmaci da banco ?!! o i vaccini ?? Rispondi a Gregorio

    Silvia Dimilito ha scritto il 10 gennaio 2021 alle 20:28 :

    Buonasera Gregorio, la ricerca farmaceutica(come quella scientifica) è tempo-dipendente ha assolutamente ragione e nessuno lo mette in dubbio, ma in questo preciso caso la forza lavoro solitamente impiegata in 5 anni l’hanno ridotta a 1 per i motivi chiari che elenco nell’articolo. Mi permetta di dirle che qui non si tratta di una banale influenza ma ovviamente di qualcosa di più e quindi si è mobilitato tutto il mondo (e non scherzo) a velocizzare il tutto senza saltare nemmeno una fase della sperimentazione, la quale è avvenuta in modo ponderato e preciso per cui non ci si può più appellare (dopo che l’EMA ci ha garantito queste considerazioni) al fattore tempo. Per quanto riguarda le reazioni avverse parlo di farmaci da banco, famosi FANS, antibiotici comuni ecc ecc. saluti Silvia Rispondi a Silvia Dimilito

  • Enzo ha scritto il 09 gennaio 2021 alle 21:37 :

    Carissima Silvia, hai pienamente ragione, ma dobbiamo essere prudenti per quanto riguarda la VACCINAZIONE COVID.Il virus esiste e nessuno lo mette in dubbio . Per la prevenzione COVID, i governi stanziano milioni di dosi di vaccini di cui non si conoscono ancora le caratteristiche e gli effetti collaterali in futuro, poi non ne parliamo per i soggetti ALLERGICI. Spero quanto prima che il vaccino sia SICURO AL 100%. Cordiali Rispondi a Enzo

    Silvia Dimilito ha scritto il 10 gennaio 2021 alle 14:46 :

    Carissimo Enzo, il 5% della popolazione ha il rischio di non avere risposta immunitaria contro il virus dopo aver eseguito il vaccino. Numeri che parlano. Gli effetti collaterali sono stati DIMOSTRATI scientificamente e sono quelli da me indicati, di gran lunga meno rischiosi di quelli di una banale Tachipirina (vedi il foglietto illustrativo). Inoltre il tratto di mRNA tende a disintegrarsi dopo breve tempo nell’organismo ospite. Ecco il motivo per cui l’AIFA non parla di effetti collaterali a lungo termine (definiti improbabili) ed è stato scientificamente DIMOSTRATO che i rischi di tale vaccino sono di gran lunga minori rispetto agli ottimi benefici. Rimango comunque a disposizione per qualsiasi chiarimento. PS per i soggetti allergici la situazione è da discutere a parte.Saluti Silvia Rispondi a Silvia Dimilito

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