Quando ad uccidere è l'amore finito della donna

Un uomo vittima di violenza psicologica, un uomo morto da solo e nella disperazione

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Manduria - mercoledì 05 febbraio 2020
Caterina Sollazzo
Caterina Sollazzo © La Voce di Manduria

Lo chiamavano "bello e impossibile", lui, l'uomo che era desiderato dal genere femminile, Matteo. Era bello come il sole, aveva occhi intriganti e modi garbati, i lineamenti del volto pronunciati e le labbra carnose e disegnate. Tra le tante corteggiatrici, arrivò lei, Giulia, la “Crudelia Demon” che lo intrigò a tal punto da farlo innamorare. Era follemente innamorato di lei, diede corpo ed anima a questa donna che lo consumava interiormente.

La sposò, divennero genitori di una splendida bambina, Emily, bella come la madre, ma aveva i lineamenti di Matteo, viso scolpito e nello stesso tempo delicato.

Giulia era bellissima, era di origine russa, bionda, occhi azzurri, alta, magra, era una donna spettacolare; dopo la gravidanza ebbe un crollo emotivo, da lì iniziarono i problemi. Non amava più Matteo, lo trattava da burattino, gli faceva dispetti e puntava il dito per ogni piccolezza, lo ridusse al nulla.

Matteo divenne schiavo della depressione, curava le sue tristezze su un divano tra una disperazione e l'altra. Giulia diede il colpo finale, vedendo che ormai Matteo era semplicemente un uomo solo, in poche ore fece le valige, prese la piccola Emily e destinò la sua meta nel suo paese nativo, la Russia.

Il povero uomo con il senso dell'abbandono si coprì di profonda amarezza, tanto che decise di togliersi la vita lasciando su quel divano bianco una lettera per la sua piccola Emily. Un uomo vittima di violenza psicologica, un uomo morto da solo e nella disperazione.

L'amore a volte uccide!

Caterina Sollazzo

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