Lo scienziato si mette in politica per aiutare l'amico in difficoltà

​Il prof. Luigi Lopalco sarà candidato alle elezioni regionali in Puglia

Capolista in tutte le provincie nella lista del Presidente, Michele Emiliano

Salento Puglia e mondo
Manduria giovedì 09 luglio 2020
di La Redazione
Lopalco - Emiliano
Lopalco - Emiliano © Google

La voce circolava da settimane, anche se all’inizio si pensava, per il ruolo tecnico ricoperto, potesse solo essere indicato come futuro assessore esterno alla Sanità.

A confermare i rumors il fatto che da circa un mese il Prof, più libero dalle comparsate televisive a tappeto che lo hanno reso volto noto del Coronavirus, ormai era finito a presenziare, come relatore d’eccezione, tutti gli incontri elettorali dei candidati delle liste di Emiliano, da Monteparano a Barletta. “Futuro in ballo” il titolo della locandina in cui figurava con un candidato accanto a due ballerini, e che aveva fatto arrabbiare Forza Italia: “Aderire ad una parte politica è diritto di ogni cittadino, ma il prof Lopalco ha goduto di straordinaria visibilità durante la pandemia anche grazie all’incarico ricevuto dal presidente Emiliano. Incarico retribuito con i soldi della Regione Puglia, ergo di tutti i pugliesi, che doveva avere esclusivamente una funzione scientifica per affrontare l’emergenza. Riteniamo che sia quantomeno di pessimo gusto che un uomo “di scienza” ora si presti quotidianamente a ragioni politiche”.

Ma la svolta ufficiale della discesa in campo, annunciata da Telenorba, si è avuta dopo il sondaggio pubblicato il 7 luglio dal Sole 24 ore che ha fissato Michele Emiliano al penultimoposto nella classifica di gradimento dei presidenti di Regione, seguito solo da Zingaretti.

A quel punto non è stato piu possibile smentire, nè da Bari nè da Roma, i sondaggi che da mesi davano costantemente Emiliano almeno sette punti sotto Fitto, e quindi la scelta è stata inevitabile: giocarsi direttamente la pedina Lopalco nella conta dei voti, per provare a risalire di qualche punto.

Il prof. di igiene dell’università di Pisa, originario di Mesagne, aveva mantenuto contatti con qualche collega pugliese, e così è stato facile per Michele Emiliano a marzo nominarlo capo della task force regionale covid, con una delibera da 120 mila euro.

All’inizio la nomina stupì, dal momento che solo qualche giorno prima, a stato di emergenza già dichiarato e primi focolai scoppiati, Michele Emiliano aveva organizzato e fatto gli onori di casa alla messa in piazza a Bari col Papa e Patriarchi provenienti da 21 Paesi del Mediterraneo, e 50 mila persone ammassate. “Un caso da manuale per diffondere l’epidemia” lo stigmatizzò Lopalco. Che subito dopo divenne il principale sponsor e difensore di Michele Emiliano, al pari dei tanti mastini locali che rendono il governatore uscente intoccabile agli occhi del Pd.

Del resto Lopalco era stato chiamato proprio per questo. Prima del suo arrivo infatti Emiliano, che oltre che Presidente è anche assessore all’agricoltura e alla sanità, era in prima persona capo della task force, e dichiarava che il Coronavirus era una normale epidemia. I Pugliesi temettero subito che con il Covid sarebbe finita come con la xylella.

Ma al primo focolaio, per evitare le polemiche e dedicarsi alla campagna elettorale già in corso, Emiliano, consapevole che la sanità pugliese non sarebbe stata in grado di rispondere a una diffusione dell’epidemia, pensò di affidare la responsabilità di ciò che sarebbe accaduto a una personalità già conosciuta, che per via dell’esposizione mediatica sarebbe servita anche per fargli da bungiball su twitter e televisione.

Con la nomina infatti fece subito preparare un fondale con il logo “Regione Puglia” che campeggiava evidente alle spalle di Lopalco in ogni apparizione televisiva nazionale. Per la comunicazione istituzionale della Regione invece il Prof. è stato trasformato in un cartone animato a puntate.

Su twitter però non è andata sempre bene, perchè, nonostante rituittasse e difendesse ogni sciocchezza che diceva Emiliano, alla fine qualche figuraccia l’ha incassata in prima persona, come quando sul contagio di Boris Jonhosn, commentò “il virus ci vede benissimo”. Per finire all’ultima polemica con Pierluigi Battista, che ha ironizzato sulla sua figura di esperto in merito alla premonizione fatta dal prof., e per fortuna mai avverata, del picco contagi a giugno sui genitori dei ragazzi della movida, che secondo Lopalco, non si sa per quale legame col covid, avrebbero dovuto rinunciare anche all’alcol.

Quanto al reale lavoro di limitazione del contagio, non è andata meglio.

Sia le classifiche della fondazione Gimbe che quelle dell’Università Cattolica, hanno costantemente segnato nelle settimane la Puglia come ultima regione d’Italia per numero di tamponi effettuati, ma più alto di letàlità e morti del sud italia.

“I tamponi sono come le intercettazioni per i magistrati, si fanno in modo mirato, non è che uno prende l’elenco telefonico e le fa” si era giustificato Emiliano ritwittato da Lopalco, che a un certo punto ha annunciato zero contagi postando i dati dell’app Immuni (scaricata da pochi), anzicchè i tamponi.

Eppure tutti i focolai in Puglia sono stati ospedalieri, nonostante i 60 milioni di euro spesi per l’arrivo di cargo di dpi dalla Cina, accolti in diretta Facebook da Emiliano.

Tutto mentre aumentavano i casi nell’Alzano Lombardo del sud, il San Pio di Castellaneta, un focolaio che ha portato alla morte di quattro pazienti che erano entrati negativi in ospedale, e sono stati contagiati durante il ricovero. Ospedale che venne finalmente chiuso, come ebbe a dire il direttore sanitario, solo per le feste pasquali dopo settimane dal susseguirsi dei contagi interni, mentre Emiliano, con il conservato spirito da pm, annunciava di aver telefonato all’allora capo della procura di Taranto Capristo per consentigli di avviare l’indagine contro un singolo ipotetico responsabile, per salvare il resto della baracca, e se stesso.

Quando poi la gestione Covid è diventata piu critica, e il non ancora candidato Raffaele Fitto ha iniziato ad attaccare il Governatore, è sempre stato Lopalco a rispondergli, dimostrando una personalità politica non in linea col ruolo al momento ricoperto.

Nelle ultime settimane ormai il prof., mentre andava nelle tv nazionali a dire che il virus non era sparito nè diventato più debole, evidentemente per conservare l’utilità delle proprie ospitate, in Puglia diceva invece che aveva smesso di circolare, dando la copertura scientifica a Emiliano per riaprire qualunque cosa le corporazioni gli chiedevano. Prima delle altre regioni i parrucchieri, lidi, sagre, mercati, feste padronali. “La discoteca è piu sicura di una passeggiata in centro” ha dichiarato Lopalco mentre Emiliano incontrava la lobby dei discotecari. Fa niente che solo una settimana prima il governatore diceva di voler mandare gli elicotteri a sorvegliare le spiagge invase dai turisti che portavano in Puglia quella che aveva chiamato “epidemia lombardo veneta”.

E mentre vige ancora l’ordinanza regionale “Marco Polo”, contestata dallo stesso assessore al bilancio, che costringe i turisti a segnare ogni incontro e spostamento, ha riaperto al cento percento i posti disponibili sugli autobus senza distanziamento tra passegeri, ed equiparato nei ristoranti i frequentatori abituali ai coniugi. “Vale anche per gli amici facebook?” ghi ha chiesto ironico Cartabellotta su twitter, subito replicato da Lopalco.

I bollettini regionali quotidiani ormai vengono pubblicati prima del tg regionale delle 14 quando sono a zero casi, e nel pomeriggio quando aumentano. Quando accade secondo Lopalco si tratta di “un riallinamento dei conteggi delle settimane scorse”.

Cosi fosse, quelli di oggi li leggeremo nelle prossime. A quel punto il prof. Lopalco sarà in piena campagna elettorale, chissà se qualcuno potrà credergli ancora.

Annarita Digiorgio per ilfoglio.it

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I commenti degli utenti
  • Domenico ha scritto il 10 luglio 2020 alle 04:27 :

    Il giornalismo puro da le notizie pure, non le manipola trasformandole in una trama faziosa, distillando complotti del "male assoluto" contro il bene. Anche un romanziere esordiente, sarebbe in grado di utilizzare gli stessi elementi evidenziati dalla giornalista per IL FOGLIO.IT e, con piccole modifiche interpretative, potrebbe ricavarne un "pezzo" di senso diametralmente opposto, in grado di esprimere lodi e consensi per i protagonisti messi sotto osservazione. Le carriere di giornalista e opinionista non dovrebbero mai fondersi per ambire maliziosamente a quella di  influencer: corrono il rischio di far perdere credibilità al professionista o aspirante tale. Rispondi a Domenico