Invito al Prefetto

Vendite abusive in zona rossa: controlli carenti

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Salento Puglia e mondo
Manduria mercoledì 31 marzo 2021
di La Redazione
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Covid © La Voce di Manduria

Continua la vendita abusiva di prodotti non rientranti nei codici Ateco autorizzati.  Ennesimo appello dei commercianti ionici: ‘Questo abuso va fermato! La mancanza di controlli favorisce l’illegalità’. Confcommercio Taranto chiede che il Prefetto di Taranto, Demetrio Martino, inviti le amministrazioni comunali a predisporre l’attività di controllo.  Di seguito la nota della confederazione.

Negozi aperti, negozi chiusi: la differenza tra gli esercizi commerciali in area rossa autorizzati alla vendita non è sempre netta, essendovi  attività che possono comunque continuare ad effettuare la vendita al dettaglio, ma solo di una parte dei prodotti rientranti nei codici Ateco autorizzati (allegati 23 e 24). Esempio: se per un’attività il codice Ateco primario è l’ abbigliamento per bambini ma poi vende anche l’abbigliamento per adulti, questa  dovrà limitarsi alla esclusiva vendita di confezioni per bambini, ritenuti beni essenziali; la esposizione degli altri prodotti dovrà essere ben differenziata cioè organizzata in modo tale da non ingenerare confusione.  Una differenza che può sfuggire  al consumatore ( se poco informato), ma non certamente al commerciante che ormai dovrebbe conoscere a  memoria -dopo i tanti decreti- l’elenco delle attività e codici Ateco che restano aperti nel DPCM Draghi 6 marzo 2021.

E’ chiaro che il mancato rispetto di queste regole crea confusione nel cittadino che non ha un quadro chiaro dei limiti entro i quali può effettuare i suoi acquisti senza incorrere in situazioni di irregolarità ed alimenta la concorrenza illegale nei confronti delle  attività commerciali costrette alla chiusura totale.

L’unica soluzione dinnanzi a questa ingiustizia -che alimenta la discriminazione  tra le imprese, favorisce l’illegalità ed ingenera  tensione e  rabbia tra gli operatori esclusi-   è l’ attività di controllo da parte delle autorità preposte. Di qui il nuovo appello al Prefetto di Taranto, a voler predisporre una efficace  attività di controllo.  Purtroppo ad oggi, nonostante le ripetute richieste, non vi è  stato un adeguato riscontro.

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