All'azienda costruttrice già un anticipo di 50mila euro

La denuncia di Breccia: il deposito di rifiuti nel parco costato 50mila euro

L'intervento del consigliere comunale di minoranza, Cosimo Breccia

Politica
Manduria domenica 17 gennaio 2021
di La Redazione
L'ingresso del deposito di rifiuti
L'ingresso del deposito di rifiuti © La Voce di Manduria

Un deposito controllato di rifiuti ingombranti e differenziati sta per nascere in una delle aree più protette delle Riserve naturali del litorale manduriano. A poche decine di metri dalla Masseria della Marina, sede operativa del Parco e dell’Arif Puglia e su un’area di proprietà del comune di Manduria già interessata da lavori di riqualificazione ambientale costati 50mila euro di fondi comunitari. «Il posto meno indicato per un’opera di questa natura che per quanto la si voglia imbellettare con il termine di “isola ecologica”, pur sempre di discarica si tratta», afferma il consigliere comunale di minoranza, Cosimo Breccia che lancia così l’allarme: «con il traffico che si creerà di camion e mezzi che conferiranno rifiuti di ogni genere – dice –, quel parchetto con sentieri, panchine e tavoli per il picnic, muretti a secco, alberi e cespugli della vegetazione mediterranea si trasformerà in un immondezzaio e tutta la zona circostante sarà invivibile, per non parlare poi dei cattivi odori».

Il terreno di cui si parla si affaccia sulla litoranea interna ionica denominata «Tarantina», un terreno pubblico circondato da abitazioni private abitate solo d’estate che quando l’isola ecologia entrerà in funzione perderanno il loro appeal di confortevole rifugio lontano dalla caotica costa. All’ingresso del futuro centro di raccolta rifiuti c’è ancora il pannello che identifica la zona come area di sosta e di partenza («Itinerario 5») del percorso naturalistico che dalla vicina Masseria della Marina porta all’altra masseria di Rosa Marina attraverso le distese di macchia mediterranea.       

L’individuazione del sito e la progettazione del centro comunale di raccolta rifiuti differenziati nella frazione di San Pietro in Bevagna, sono frutto della precedente commissione straordinaria che ha amministrato la città Messapica dopo lo scioglimento per mafia. È toccato alla nuova amministrazione del sindaco Gregorio Pecoraro, invece firmare il contratto con l’impresa aggiudicataria dei lavori e cantierizzare l’opera. Ad aggiudicarsi la gara con un ribasso del 32,78% su una base d’asta di trecentomila euro, è stata l’impresa «Edilia Restauri s.r.l.» di Carmiano in provincia di Lecce. Anche su questo il consigliere Breccia ha promesso di vederci chiaro. «Sarà per la mia inesperienza – dice – ma non ho mai visto che appena si getta un po’ di cemento per le fondazioni del recinto, la ditta può già incassare un congruo anticipo di 50mila euro».  

Sulla inopportuna scelta di quel sito, si esprime anche l’ex sindaco manduriano, Roberto Massafra, la cui amministrazione è riuscita a captare gli stanziamenti messi poi a frutto dalla successiva commissione straordinaria.        

Giudicando comunque indispensabile l’isola ecologica «per cercare di limitare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, ingombranti e non», Massafra fa notare il silenzio degli ambientalisti che governo la città con una coalizione civica-pentastellata. «Da Legambiente, sempre molto critica su quanto si è realizzato o cercato di realizzare all’interno o nei pressi della Riserva Naturale – scrive Massafra - ci si sarebbe aspettata quanto meno una riflessione, se non un ripensamento, in merito al sito, individuato, è bene ribadirlo, dai commissari e non da un’amministrazione cittadina democraticamente eletta».

Nazareno Dinoi su Quotidiano

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I commenti degli utenti
  • Appassionato di cronaca manduriana ha scritto il 19 gennaio 2021 alle 03:00 :

    Breccia deve studiare un pochino di più la normativa sulle opere pubbliche ed in tema ambientale...non è che ognuno si fa autonomamente le leggi che più gli aggradano. Rispondi a Appassionato di cronaca manduriana

  • Lorenzo ha scritto il 17 gennaio 2021 alle 10:19 :

    Mentre in Estate, il vero saccheggio della vera Riserva fiume Chidro, sotto gli occhi di tutti, politici, forze dell'ordine e autorità delle Riserve? Tutti zitti, muti... Rispondi a Lorenzo

  • Sergio di Sipio ha scritto il 17 gennaio 2021 alle 09:29 :

    Invito chiunque volesse venire a Segrate(Milano) per vedere come dovrebbe lavorare un centro similare a questo che sta per essere fatto alla Masseria Marina. Arrivate in aereo a Linate ed un piccolo trasbordo di 10 minuti vi condurrebbe al Centro AMSA. Poi chiedete agli operai presenti come fanno. Vi attendo. Rispondi a Sergio di Sipio

  • Domenico ha scritto il 17 gennaio 2021 alle 09:12 :

    Lasciando ad altri la valutazione generale di appalti che, studiati da recnici esperti, poi vengono "massacrati" con ribassi simili senza che l'amministrazione possa verificare se non sia all'altezza il proprio personale o non sia credibile l'appaltatore, Invito gli oppositori all' isola ecologica a visitare l'Italia. Le più curate, le più efficienti e le maggiormente controllate, non sono quelle periferiche, nascoste (quelle diventano spesso discariche abusive o oggetto di saccheggi di desperados) ma quelle mimetizzate addirittura nei centri abitati delle città. Ovviamente deve essere vigilata la gestione e la connessione continua con la discarica. Rispondi a Domenico