Figlia di don Tommaso Schiavoni nella sua nuova storia d'amore

Dai giochi spensierati nelle terre del Primitivo, alle lotte femministe e per la pace nel mondo

La straordinaria storia di Anna Schiavoni raccontata a "Non ho l'età", Rai Tre

Cultura
Manduria domenica 24 febbraio 2019
di La Redazione
Anna Schiavoni
Anna Schiavoni © La Voce di Manduria

Rai Tre ha raccontato in una recente puntata di “Non ho l’età”, trasmissione dedicata a coppie innamorate in età avanzata narrate con delicatezza e passione, la storia d’amore di Anna e Gianfranco. Anna Schiavoni, ora 71 anni, è una manduriana con un vissuto straordinario che vale la pena conoscere soprattutto in questo contesto storico dove la solidarietà e la tolleranza, per alcuni, sembrano non avere più lo stesso valore.

Anna è nata a Manduria nel 1948 da una ricca famiglia di proprietari terrieri. Suo padre era don Tommaso Schiavoni, suo bisnonno, Tommaso, racconta lei nella puntata, è stato il primo, sul finire dell'Ottocento, ad innestare a Manduria il vitigno del Primitivo di Manduria.

Dopo una felice infanzia a Manduria e il diploma, nel 1966 si trasferisce con la famiglia a Roma dove frequenta l’Università La Sapienza e si laurea in Scienze politiche con una tesi sul movimento anarchico nella valutazione storiografica.

Nel frattempo Anna da figlia della nobiltà contadina del Sud, non certo progressista di sinistra, diventa una sessantottina impegnatissima. Con il fratello contribuisce alla formazione dei bambini delle borgate romane gestendo con altri compagni dei doposcuola secondo l’insegnamento di don Lorenzo Milani, (il sacerdote fiorentino processato per apologia di reato perché professa l’obiezione di coscienza). Durante il suo primo matrimonio Anna fa un viaggio a Cuba e lì, parlando con le donne cubane, scopre la sua vena femminista. Tornata a Roma entra a far parte dei collettivi femministi, partecipa alle battaglie di genere, rivendica i diritti degli ultimi, s’impegna nella lotta a favore dell’aborto (“a mia madre non avrei mai confessato una cosa simile”, racconta oggi Anna).

Con la sua lauree lavora all’Istituto affari internazionali di Altiero Spinelli e diventa collaboratrice della rivista “Cooperazione” del Ministero degli esteri. Si specializza in politica internazionale e in quel ruolo firma numerosi reportage dai Paesi africani.

Diventa funzionaria della Ong Cocis (Coordinamento delle organizzazioni non governative per la Cooperazione internazionale allo sviluppo). Tra le sue tantissime attività nel campo della cooperazione, del sostegno all’ambiente e l’aiuto dei popoli più sfortunati del mondo, prende parte nel 1992 alla “Conferenza di Rio sull'ambiente: il futuro deve attendere", nel 1995 al Vertice delle Nazioni Unite sullo "Sviluppo sociale". Suoi articoli compaiono su Il Manifesto, Repubblica, Radio Radicale e tanti altri rotocalchi anche internazionali. Sulla rivista «Cooperazione» ha firmato numerosissime ricerche per conto del Ministero degli esteri. Ecco alcuni titoli: «L' Italia partner privilegiato dell’Angola», «Il Sahel ha bisogno di coordinamento», «Acqua e salute per le città africane», «Dall'integrazione delle donne alla pianificazione di genere», «Scheda paese sulla condizione femminile: situazione, obiettivi, strategie Zimbabwe», «Casa acqua salute: l'Italia e l'anno internazionale dei senzatetto», «Il CILSS punta sul fattore umano / Intervista a Brah Mahamane».

Nel 2001, dopo il divorzio, decide di tornare a Manduria e dalla città Messapica viene contattata da un suo collega che le propone un viaggio in Palestina dove si dovrà organizzare una grande manifestazione pacifista a Gerusalemme (il mondo è sconvolto per l’attentato alle Torri Gemelle). In quell’occasione Anna incontra il presidente della Palestina, Arafat ed è testimone con altri diplomatici e giornalisti al movimentato arresto, nel corso di una conferenza stampa, dell’allora attivista palestinese Mustafa Barghouti, divenuto poi parlamentare dello stato della Palestina.

Lì Anna Schiavoni conosce Gianfranco, il suo attuale marito, inviato a Gerusalemme dalla Cgil di cui era funzionario per rappresentare l’organizzazione alla manifestazione internazionale per la pace nel mondo. “Attraversando la porta di Damasco c’è stato il colpo di fulmine”, racconterà Anna scoprendosi inaspettatamente innamorata del dirigente Cgil con cui costruirà il suo nuovo futuro convolando a nozze. Attualmente Anna e Gianfranco vivono a San Gemini in provincia di Terni. Manduria avrebbe bisogno di persone come lei.

Nazareno Dinoi

Qui sotto la puntata integrale di "Non ho l'età"


Lascia il tuo commento
commenti