Nella chiesetta rurale

Masseria Cuturi, affresco del Bianchi riportato alla luce dopo tre secoli

Ritrovamento fortuito, era coperto sotto un altro affresco

Cultura
Manduria mercoledì 21 luglio 2021
di La Redazione
L'affresco recuperato
L'affresco recuperato © La Voce di Manduria

Nella masseria Cuturi scoperto un antico affresco di Gaetano Bianchi datato 1691

L’antica tenuta della Masseria Cuturi di Manduria svela un preziosissimo affresco datato al 1691 che riporta la firma di “Gaetanus Biancus”. Si tratta di Gaetano Bianchi, il famoso pittore originario di Melpignano, provincia di Lecce, trasferitosi a Casalnuovo (Manduria) intorno al 1700 e diventato poi capostipite della famiglia di artisti manduriani, i Bianchi, autori di numerosi affreschi e quadri esposti nelle chiese manduriane ed in altre città della Puglia. L’opera di cui non si conosceva l’esistenza perché nascosta sotto un altro affresco, si trova sulla parete frontale della chiesetta rurale tipica del paesaggio agricolo pugliese. 
L’affresco raffigura la Madonna al centro con i piedi che poggiano sulla falce di luna; alla sua destra vi è l’apostolo Pietro inginocchiato con in mano le chiavi del paradiso e il libro delle Scritture; mentre a sinistra, anch’esso in ginocchio, compare San Rocco con in mano il bastone da pellegrino. Entrambi si prostrano a venerare la Vergine in segno di devozione.
L’immagine religiosa è contornata da una cornice anch’essa dipinta che segue la forma dell’arco a tutto sesto della volta a botte della chiesa. 
Il ritrovamento dell’opera pittorica è avvenuto per caso poiché era stata occultata da un altro affresco che ne riproduceva la stessa immagine e che era in procinto di essere restaurato. Durante il ripristino si è staccata una parte d’intonaco permettendo l’eccezionale scoperta: sotto la copia è venuto alla luce il dipinto del Bianchi che è riuscito a mantenersi in buono stato di conservazione del colore e delle figure rappresentate. 

L’imitazione dell’affresco originale, anche lui recuperato con ogni cautela possibile, è stato posizionato su una parete dell’ingresso principale della Masseria ed è manchevole di diversi frammenti di colore soprattutto nella parte inferiore.

La chiesetta, come la masseria, era riservata alla famiglia del possidente manduriano Tommaso Schiavoni Tafuri, proprietario dei terreni circostanti de dell’omonimo bosco di lecci. Le funzioni religiose erano concesse anche ai contadini che prestavano servizio nei suoi latifondi.
La sorprendente scoperta è stata fatta dagli imprenditori veneti Rossi–Chauvenet, nuovi proprietari dell’azienda e di tutti fabbricati compreso il lecceto i quali hanno deciso di investire in un ambizioso progetto di produzione olearia, vinicola e cerealicola biologica ampliando così e arricchendo il sito di servizi anche per il turismo.
Francesca Dinoi

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commenti
I commenti degli utenti
  • NlNO FlLOTlCO ha scritto il 21 luglio 2021 alle 22:09 :

    Il committente dell’affresco è Michele III Imperiali, proprietario di Cuturi alla fine del ‘600. L’attuale configurazione della masseria si deve però in larga parte alla famiglia Schiavoni. La famiglia Rossi Chauvenet sta dando prova di immenso amore per quei luoghi, dovremmo davvero essere fieri di tutto questo. Rispondi a NlNO FlLOTlCO

  • Anna Schiavoni ha scritto il 21 luglio 2021 alle 13:46 :

    Ottima notizia. Solo due precisazioni. 1. La chiesetta non era riservata alla famiglia Schiavoni, con ammissione del personale, ma serviva quasi unicamente a detto personale, che nella masseria viveva stabilmente (ancora negli anni 50 del secolo scorso, dalle 30 alle 50 persone, se non ricordo male). Con l'avvento della motorizzazione, il personale stabilmente residente divenne via via meno numeroso, finché la chiesa manduriana ritenne non più conveniente assicurare il servizio domenicale e la chiesetta fu sconsacrata. 2. Il bosco di lecci è ancora proprietà della famiglia Schiavoni : www.boscocuturi.it Grazie a Luigi Stano, non so nulla di arte, ma il collegamento con la chiesa dell'Immacolata a Manduria, cui la famiglia Schiavoni è sempre stata legata, è molto probabile Rispondi a Anna Schiavoni

  • Luigi Stano ha scritto il 21 luglio 2021 alle 07:26 :

    Ottimo articolo sicuramente divulgativo, e che fa conoscere un'opera dei Bianchi almeno a me ignota. Non condivido l'individuazione della figura di destra con S. Rocco, il santo patrono contro la peste , anche in altre opere presenti a Manduria è rappresentato sempre con cane, in vesti lacere e con i bubboni della peste sulla pelle, io ritengo piuttosto che ad essere rappresentato sia S. Donato patrono delle messi e contro fulmini e i temporali, che nella sua iconografia, anche in Manduria è rappresentato in abiti vescovili, col pastorale e sempre accompagnato dalla iconografia della Vergine Immacolata, qui centrale , come nella chiesa dell'Immacolata, in S. Maria di Costantinopoli ecc, comunque complimenti per l'articolo. Avv. Luigi Stano Rispondi a Luigi Stano

    Francesca Benvegnù ha scritto il 22 luglio 2021 alle 05:27 :

    Grazie per l’accurato commento. Amo molto Masseria Cuturi e, proprio osservando l’affresco, mi chiedevo se il personaggio a destra potesse essere S. Eligio, protettore dei maniscalchi e dei veterinari il cui culto è attestato a Manduria dal ‘500. Grazie Rispondi a Francesca Benvegnù

    Lorenza Cracco ha scritto il 22 luglio 2021 alle 05:16 :

    Grazie alle preziose osservazioni dell’avv Stano, che condividiamo.Anche a fronte di nostre ricerche il santo non dovrebbe essere San Rocco ma forse San Eligio protettore degli animali. Sarebbe bello confrontarci e arrivare ad un esatto riconoscimento del Santo Rispondi a Lorenza Cracco