Conclusione delle indagini durate un anno

​Droga nel borgo antico a minori e ragazze, avvisi di garanzia per tre del "market"

Spaccio anche a minorenni e ragazze

Cronaca
Manduria martedì 30 giugno 2020
di La Redazione
Spaccio
Spaccio © La Voce di Manduria

Sarebbero tre, secondo i carabinieri di Manduria che hanno indagato per oltre un anno, i market della droga che alimentavano le zone della movida manduriana. I militari dell’Arma della compagnia della città Messapica hanno notificato gli avvisi di garanzia nei confronti di tre giovani manduriani di 30, 29 e 27 anni, uno dei quali incensurato, accusati a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti, rapina e tentata estorsione. Secondo gli investigatori dell’Arma e del pubblico ministero che ha coordinato le indagini, il sostituto procuratore Francesco Ciardo, i tre indagati che sono difesi dall’avvocato Cosimo Parco del foro di Taranto, sarebbero i «fornitori ufficiali» della movida manduriana, quella che ruota intorno al centro storico della città Messapica dove i tre presunti spacciatori avevano la loro sede operativa. L’attività investigativa dei carabinieri è stata condotta anche con l’ausilio di appostamenti e controlli mirati che hanno consentito di fermare i consumatori delle sostanze stupefacenti, tra i quali diversi minorenni e ragazzine, subito dopo che avevano acquistato le dosi dal proprio spacciatore di fiducia.

Quelli documentati negli atti sono una trentina, attribuiti soprattutto ad uno dei tre sospetti spacciatori, il ventinovenne, già gravato da precedenti reati sempre nel campo della droga. Sono invece una decina i nomi dei «clienti» identificati e denunciati all’ufficio provinciale della Prefettura quali assuntori di sostanza stupefacente. Alcuni noti tossicodipendenti, altri insospettabili giovani del posto. Molti di loro sono rimasti sconosciuti. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato agli interessati, emerge anche un episodio di violenza fisica con tentativo di estorsione e furto di un telefonino nei confronti di un utilizzatore abituale di droghe. Il pusher in questione (sempre il 29enne maggiormente gravato dalle accuse), in una occasione avrebbe schiaffeggiato il suo cliente per costringerlo a consegnargli 150 euro, probabilmente la somma di una fornitura non onorata, impossessandosi poi del telefono cellulare della vittima che si rifiutava di pagare. Da qui i reati contestati di furto e tentata estorsione.

Ai tre sospettati non viene contestata l'associazione perchè, secondo gli inquirenti, avrebbero agito separatamente pur smerciando sulla stessa piazza. Quella della parte più antica della città Messapica, appunto, luogo di ritrovo della gioventù più ricco di locali più adatti a loro. I tre punti di spaccio non facevano mancare niente ai clienti provvisti come erano di più tipi di sostanze, dalle più leggere come la marijuana e l’hashish sino alla cocaina.

Ora gli indagati avranno a disposizione venti giorni per chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero oppure presentare una propria memoria difensiva. La pubblica accusa deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio da trasmettere al giudice delle indagini preliminari.

Nazareno Dinoi

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto ieri alle 17:56 :

    E non vorrei dire che queste ragazzine PROBABILMENTE si vendono per una canna... Rispondi a Marco

  • gregorio bru. ha scritto il 30 giugno 2020 alle 11:50 :

    Ma perche' vi drogate? Provate un tarallo con un pezzo di cacioricotta e un bicchiere di primitivo... molto ma molto di piu' dell'effetto della sostanza stupefacente! Rispondi a gregorio bru.

    C.F. ha scritto il 30 giugno 2020 alle 20:27 :

    Si drogano perché i giovanissimi, come i cuccioli di ogni specie, sono ingenui. Non sanno che con la prima dose, ma anche con la prima canna, stanno diventando dipendenti da un parassita (il pusher, o spacciatore), che o è un furbo, che non si droga, oppure è come loro, e si fa così i soldi per la sua dose, perpetuando la catena. Poi in cima ci sono i furbi che fanno i milioni di euro, pluripregiudicati ma che si fanno chiamare imprenditori. Ed a rendere possibile questo, oltre ad una magistratura da operetta e forze dell'ordine che non raccolgono mai per bene le prove, ci sono gli avvocati penalisti, che si fanno in quattro per liberare la feccia (rendendoci la vita impossibile). Poi, anche sulle pagine di questo giornale, leggiamo di beoti che attestano loro stima e persino consenso. Rispondi a C.F.

  • Marco ha scritto il 30 giugno 2020 alle 08:04 :

    Meglio tardi che mai 👍🏻 Rispondi a Marco