Il ragazzo ha donato gli organi

Malasanità o cosa? Indagini di due Procure sulla morte di Alessandro

Indagini su tre ospedali. L’altro ieri mattina finalmente è stato eseguito l’esame autoptico sul corpo del ragazzo per i cui risultati il consulente della Procura barese

Cronaca
Manduria venerdì 12 luglio 2019
di La Redazione
Alessandro Pisano con l'auto dell'incidente
Alessandro Pisano con l'auto dell'incidente © La Voce

Sono due le Procure che indagano sulla morte di Alessandro Pisano, il ventunenne manduriano deceduto nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, provincia di Bari, dopo 52 giorni da un incidente stradale che gli aveva lesionato la spina dorsale e paralizzato le gambe. Una prima inchiesta per lesioni gravissime a carico di chi guidava l’autovettura, una ventiseienne manduriana, è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Taranto all’indomani dell’incidente avvenuto sulla Sava Manduria nella notte tra l’undici e il dodici maggio scorso. Il pubblico ministero barese, Giuseppe Gatti, invece, ha aperto un nuovo fascicolo, per ora senza indagati, per accertare eventuali responsabilità nei confronti dei sanitari che hanno avuto in cura il ventunenne ricoverato una prima volta al Santissima Annunziata di Taranto, poi all’Istituto Maugeri di Cassano delle Murge per la riabilitazione motoria e da lì al Miulli di Acquaviva dove è morto. Il giovane fotomodello che nel campo della moda aveva già ottenuto incoraggianti risultati, dopo un lungo ricovero nella neurochirurgia di Taranto era stato trasferito al Maugeri per iniziare il primo ciclo riabilitativo. In quella struttura avrebbe avuto una grave crisi respiratoria che aveva costretto i sanitari a trasferirlo d’urgenza nella rianimazione del Miulli dove venerdì 5 luglio, dopo tre giorni di coma farmacologico, è subentrata una seconda crisi che gli è stata fatale. Da allora il coma è diventato profondo e senza speranza.

La notizia che ha distrutto la famiglia Pisano (il suo papà è un agente di polizia in servizio nel commissariato di Manduria, la madre casalinga e un fratello ancora piccolo), ha colto di sorpresa chi lo conosceva sapendo dei progressi registrati negli ultimi giorni. Domenica 7 luglio, esaudendo un espresso desiderio più volte comunicato dal figlio, i genitori hanno dato l’assenso per l’espianto degli organi. Un gesto d’altruismo e d’amore che rischiava di fallire perché nel frattempo la magistratura barese aveva disposto l’autopsia sospettando un caso di malasanità. Con una speciale procedura, poi, il pm Gatti ha concesso il prelievo degli organi dopo un consulto medico legale. Sono stati così donati i reni, il cuore e il fegato impiantati in altrettanti pazienti pugliesi e siciliani.

L’altro ieri mattina finalmente è stato eseguito l’esame autoptico sul corpo del ragazzo per i cui risultati il consulente della Procura barese, professore Antonio Dell’Erba, ha chiesto i canonici sessanta giorni prima di esprimersi. All’esame era presente anche il medico legale di fiducia della famiglia Pisano, il dottor Mario Borrelli, specialista fiduciario di una società che si occupa di risarcimenti danni per incidenti stradali e malasanità, la «Giesse» di Francavilla Fontana.

La stessa organizzazione ha incaricato anche l’avvocato Antonio Almiento del foro di Brindisi. All’esito dell’esame autoptico, i due fascicoli d’inchiesta si accorperanno in un unico procedimento che seguirà una sola procura.

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