Le perizie dei medici

Femminicidio, martedì i funerali in forma privata

Lunedì l'autopsia sul corpo straziato di Pina Dinoi

Cronaca
Manduria sabato 16 ottobre 2021
di La Redazione
La casa dell'orrore
La casa dell'orrore © La Voce di Manduria

Sarà il medico legale Massimo Sarcinella stamane a prendere l’incarico del pubblico ministero Remo Epifani per l’autopsia sul corpo di Giuseppa Dinoi, la manduriana di 71 anni uccisa barbaramente da Pietro Dimitri, suo compagno e convivente che subito dopo ha tentato a sua volta di togliersi la vita. 

L’esame a cui prenderanno parte i consulenti di parte (il medico legale Massimo Brunetti per i parenti della vittima, mentre per l’indagato sino a iri sera non era stato ancora individuato un professionista), si terrà lunedì mattina nella camera mortuaria del cimitero di Manduria dove il corpo è stato portato dopo i rilievi della scientifica.

La pubblica accusa che contesta all’indagato l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla sua convivenza con la vittima, vorrà sapere dagli esperti quanti colpi di taglierino sono stati inferti sul corpo della donna e quanti di questi sono stati mortali. Dimostrando una ferocia non comune, l’uomo ha infierito particolarmente con più fendenti su entrambi i lati del collo e sul volto della sua compagna. 

L’arma utilizzata che aveva una lama lunga 13 centimetri, è stata trovata nella casa dell’orrore vicino al divano dove l’uomo ferito ha atteso l’arrivo dei carabinieri che lui stesso aveva chiamato: «sono Pierino Dimitri, venite in via Manfredi case popolari, ho ammazzato la mia compagna», ha detto al centralino della caserma carabinieri di Manduria. 

I funerali della donna si terranno martedì 19 ottobre. Per volontà espressa dai parenti di Pina Dinoi che hanno già dato mandato all’avvocato Lorenzo Bullo per la costituzione di parte civile, le esequie si terranno in forma strettamente privata.  

Intanto la giudice delle indagini preliminari, Rita Romano, che aveva già convalidato l’arresto dell’omicida reo confesso, ha deciso per la misura cautelare in carcere respingendo la richiesta del difensore di Dimitri, avvocato Dario Blandamura, che per il suo assistito chiedeva i domiciliari con il braccialetto.

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