Venerdì, 12 Agosto 2022

Cronaca

Ha passato le feste nella sua casa paterna con la figlia Anna

Vincenzo Stranieri "Stellina" libero dopo 38 anni di 41bis

Vincenzo Stranieri Vincenzo Stranieri | © La Voce Di Manduria

Il manduriano Vincenzo Stranieri, è tornato a casa dopo quasi 38 anni di carcere duro del 41bis. L’ex numero due della sacra corona unita è ora un uomo libero con il solo obbligo di firma. Ha trascorso le festività nella sua casa paterna dove vive la figlia Anna che quando suo padre fu arrestato l’ultima volta aveva appena cinque anni e da allora non ha mai smesso di aspettarlo. Ora è lei che lo assiste e lo “cura” dalle ferite interiori e fisiche (è stato operato di tumore alla gola), prodotte da quasi 38 anni di restrizione ininterrotta ed altri sei precedenti iniziati quando era ancora minorenne.

Entrato l’ultima volta in carcere quando aveva 24 anni, il temutissimo boss della malavita tarantina ha ora 61 anni e fa il nonno di quattro nipoti in una Manduria che non riconosce più. «C’è molta confusione, troppe macchine, tante cose che non conosco», confida lui indicando il televisore a schermo piatto e lo smartphone sul tavolo della figlia. «Quello proprio non riesco ad usarlo», ammette l’ex boss. Una vera diavoleria per lui che quando ha perso la libertà i pochi telefoni nelle case erano con la numerazione a ruota e i bar che offrivano il servizio avevano l’apparecchio a gettoni e le funzioni a distanza con wifi o bluetooth erano trucchi da fantascienza.

Arrestato per la prima volta l’11 febbraio del 1975, Stranieri, alias «stellina» per la stella a cinque punte tatuata sulla fronte, non aveva ancora quindici anni. In tanti anni di isolamento, il boss di Manduria che è stato il numero due della Sacra corona unita fondata quando era in carcere insieme al mesagnese Pino Rogoli, non è stato mai un ergastolano, non ha avuto condanne per omicidi neanche come mandante. Si è macchiato di numerosissimi reati contro il patrimonio, traffico di sigarette, armi e droga.

Il reato più pesante per il quale è stato condannato definitivamente, costatogli l’isolamento per 37 anni, è stato quello del sequestro della manduriana Annamaria Fusco, figlia dell’imprenditore del vino, Antonio Fusco, rimasta per sei mesi nelle mani di una banda di sequestratori del Gargano prima di essere rilasciata dopo inenarrabili sofferenze e il pagamento di un ricco riscatto. Per le sentenze Stellina fu il basista e organizzatore di quel rapimento compiuto con l’aiuto di altri malavitosi del posto che hanno pagato pene inferiori ed altri rimasti sconosciuti sui quali il boss non ha mai ammesso l’esistenza negando a sua volta e sino alla sentenza definitiva ogni suo coinvolgimento.

Detenuto per quella condanna, dopo la strage di mafia di Capaci del 1992 in cui furono uccisi il giudice Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, lo Stato reagì istituendo il regime di carcere duro (41 bis). Il nome di Vincenzo Stranieri fu inserito nell’elenco dei primi 236 detenuti più pericolosi d’Italia a cui fu applicato quel regime di massimo isolamento dal quale il manduriano si è liberato qualche settimana fa. Oggi, assistito dalla figlia e coccolato dai nipoti, Stellina non ama parlare del suo passato.

Nazareno Dinoi


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COMMENTA

25 commenti

  • Francotutino
    ven 24 giugno 01:13 rispondi a Francotutino

    Ricordiamoci che cosa era negli anni 80 la scu e quanta gente hanno umiliato e fatto soffrire.... Cla di San Pietro Vernotico

  • Leo
    ven 7 gennaio 19:10 rispondi a Leo

    Ho visto orario dei commenti. Sicuramente sotto effetto digestione,quanta cattiveria solo perché è stato quello che è stato tutti a puntare il dito. Secondo me più di qualcuno ha la coscienza sporca.si ha sbagliato e tutti quelli che veramente hanno ucciso qualcuno? Non togliendo la vita.ma con tanti tipi di violenza.sicuramente Stranieri aveva fatto la sua scelta,ma tanto accanimento non l'ho concepisco.ha pagato la sua pena. Se siamo umani è sempre un essere umano.

  • Giampiero Landi
    ven 7 gennaio 19:10 rispondi a Giampiero Landi

    Vedo che ci sono critiche come al solito , ma da parte mia penso che da giovani si fanno tanti sbagli ,alzi la mano chi e pulito che di scheletri negli armadi ne abbiamo tutti di qualsiasi genere e con questo chiudo .. tanti auguri vincenzo che tu ti possa godere i tuoi nipotini e la tua famiglia .

  • matteo smeraldi
    ven 7 gennaio 17:15 rispondi a matteo smeraldi

    61 anni in tempo per la pensione senza aver mai lavorato anzi era mantenuto dallo stato....

  • el chapo
    ven 7 gennaio 16:03 rispondi a el chapo

    Io sono del parere che ha pareggiato i conti col passato,niente di piu e niente di meno.lo scopo del carcere è qll di rieducare,non dimentichiamocelo!ci sono politici che hanno arrecato danni assai piu gravi,con gli abusi di potere,che voi non immaginate.sono liberi è ancora rispettati,dall italiano medio che segue i telegiornali.spero che abbia voglia di riscattarsi con il passato,per tutto il bello che si è perso della sua gioventù.auguro a lui,e tutta la sua famiglia un po di serenità!

  • Cosimo
    ven 7 gennaio 15:22 rispondi a Cosimo

    Una vita bruciata tra le carceri più amare, lo conoscevo da ragazzino perché frequentava la parrocchia di "Patraffele". Ha sbagliato ed ha pagato ed è ora di dire basta col passato. Conosco i fatti e conosco Piera Fusco vittima di quella sporca vicenda che ha sofferto tantissimo! Pace sia per sempre e per tutti. Stellina deve aprirsi alla vita e dedicarsi ai suoi nipotini.

  • LEO
    ven 7 gennaio 15:21 rispondi a LEO

    FELICITA' E SERENTA' .BENTORNATO.

  • Andrea
    ven 7 gennaio 14:51 rispondi a Andrea

    Spero che la stessa attenzione sia rivolta a cittadini di Manduria appartenenti a polizie e carabinieri che dopo 40 di lotta alla mafia rientrono con onore dopo aver girato il Paese

  • Marco
    ven 7 gennaio 14:43 rispondi a Marco

    Il bello di questa storia è che non vuole più parlare del suo passato. È brutto non poter veder crescere i figli e i nipoti. Molti invece dicono, inconsciamente, che rifarebbero tutto, errori compresi. Che sia di monito per molti.

  • Giancarlo
    ven 7 gennaio 14:38 rispondi a Giancarlo

    Che tempismo! Vedrete, adesso usciranno anche gli attuali e recenti, senza dimenticare le leve nuovissime. Ricordiamoci che ci sono valanghe di milioni di euro del pnrr da gestire. In quanto all'articolo strappalacrime: ma veramente ci dobbiamo bere la favola che il 41 bis dei boss sia senza suite personale (inclusa la famosa "coperta", come si proponeva un tempo negli hotel ad 1 stella un po' equivoci...), senza cellulare e mezzi di comunicazione con l'esterno? E come si fa a privare un manager dei sistemi di comunicazione? Il vero carcere duro non esiste, purtroppo, perché manca la volontà di realizzarlo. Isolamento totale in modesta stanza imbottita per tutta la durata della pena. Uscire mai. Cure mediche assenti. Zero visite. Tempo per riflettere. Questo sarebbe vero carcere.

  • C.D
    ven 7 gennaio 13:48 rispondi a C.D

    Mi auguro che questo sia di lezione a tanti altri.Io ho la sua stessa età e mi ricordo le sue fastidiose azioni nei confronti di tanta gente per bene. Comunque ti do un sincero ben tornato meglio fare il nonno e il buon padre di famiglia che altro.

  • Lorenzo
    ven 7 gennaio 13:20 rispondi a Lorenzo

    Mi piacerebbe conoscere le opinioni della Maestra Fusco. Mi piacerebbe sapere se ancora oggi porta conseguenze a livello psicologico per quei mesi in balia dei balordi e cosa le abbiamo fatto e abbia dovuto sopportare. So che San Pietro aveva le sue scuole elementari e la Maestra Fusco ne era insegnante. Dopo di che si è bloccato tutto compreso lo sviluppo della Marina. Onore alla maestra Fusco. Il resto è in mano al vero giudice. Dio che, nei suoi modi e suoi tempi ne emetterà la sentenza. Opinioni

  • Un manduriano
    ven 7 gennaio 13:00 rispondi a Un manduriano

    Certo che parlate solo perché avete la lingua . È giusto che se una persona ha sbagliato paghi. Ma come si evince dall'articolo non ha commesso e fatto commettere omicidi . Quindi ha pure pagato troppo visto che ergastolani e c'è né sono tanti dopo un po' di anni sono fuori. Ha mio avviso c'è stato solo un accanimento alla persona. Ripeto è giusto che una persona paghi per gli errori ma in questo caso lo chiamerei tortura visto che doveva essere fuori già da tempo .

    • Anastasio
      sab 8 gennaio 07:05 rispondi a Anastasio

      Se è per questo anche tu hai torturato l'italiano con sole 5 righe e non ci siamo posti il problema.

  • Mm
    ven 7 gennaio 11:25 rispondi a Mm

    Il dovuto bentornato alla vita libera, nella sua famiglia e nella sua città non và festeggiato e tanto meno discriminato, ha saldato il suo debito, secondo la legge pareggiato i conti. Gli auguro di aver pareggiato anche i conti con la sua coscienza per meglio vivere gli affetti che lo hanno accolto. Ricordo quel triste sabato mattina del 18/11/83, data tristemente incisa nella vita di A. Fusco e anche nella sua.

    • Daniela soloperto
      ven 7 gennaio 14:08 rispondi a Daniela soloperto

      Non ho capito perché se pensate delle cose non mettete la faccia anziché parlare come sempre dietro tutti sbagliano nella vita e voi non siete nessuno per giudicare

      • M M
        ven 7 gennaio 18:04 rispondi a M M

        Se si sofferma maggiormente sul mio commento ho esattamente detto che non và festeggiato in quanto ha commesso atti criminali, né discriminato in quanto in base alle leggi ha saldato il suo debito. Stia certa che da amico della famiglia del padre della ragazza, il suo rapimento mi ha fatto soffrire tanto, se ha ben notato ho citato con estrema precisione il giorno e specificato che era sabato, non parlo di altri particolari perché riservati e coinvolgono altri. Se lei si aspetta che dopo quasi 40 anni le mie parole debbano incitare all'odio mi spiace le cerchi altrove. Ho solo espresso la speranza che i parenti che lo hanno accolto ormai anziano e malato, don debbano subire atti discriminatori per aver accolto con affetto figliale un uomo che ha commesso tanti errori. Cordialità.

  • Giuseppe Dinoi
    ven 7 gennaio 09:11 rispondi a Giuseppe Dinoi

    Complimenti alla redazione per l'articolo in cui un boss mafioso viene descritto come un nonno un po' impacciato, facendoci quasi provare simpatia per lui. Chissà come si sentiranno tutte le famiglie delle persone che ha ammazzato o contribuito a far morire.

    • LEO
      ven 7 gennaio 15:25 rispondi a LEO

      SOLO LA VOCE DI M. HA DATO RISALTO AD UNA INGIUSTIZIA SU UN UOMO CHE HA PAGATO TROPPO PER COLPE CHE TU ATTRIBUISCI SENZA PENSARE E SAPERE. UMANAMENTE E TROPPO.DOBBIAMO COMMENTARE LA VICENDA UMANA. QUELLA GIURIDICA E STATA SBAGLIATA.FACCIAMO LO STESSO ERRORE?CIAO GENIO.

      • Mm
        sab 8 gennaio 07:29 rispondi a Mm

        Se con M si riferisce al mio commento sbaglia nell'affermare che a mio parere è stata commessa una ingiustizia. Ha commesso vari reati e per gli stessi gli è stata comminata una pena, non ho mai affermato se giusta o vendicativamente pesante. Ho solo detto ha commesso reati ed ha saldato il conto, adesso è giusto che venga dimenticato, il diritto di portare rancore oggi è solo una prerogativa delle vittime dei suoi reati.

  • Domenico
    ven 7 gennaio 08:50 rispondi a Domenico

    Forse nessun detenuto ha pagato tanto per reati simili come Vincenzo Stranieri. Io avevo quasi dieci anni più di lui quando sentivo parlare delle sue imprese e la sua fama incuteva paura e cresceva avendo molti seguaci. Ora ha pagato il suo debito, ma a se deve essere definito vittima, credo che lo sia per le scelte sbagliate fatte, non per un accanimento crudele dei giudici. Probabilmente se avesse usato le sue capacità nella legalità, avrebbe avuto un notevole successo nella vita senza vedere la sua libertà limitata da una prigione. Credo che ora meriti di trascorrere serenamente e senza clamore la sua esistenza di uomo libero che se ha sbagliato e ha pagato, a differenza di molti altri che continuano a circolare impuniti anche con colpe verso la giustizia più gravi e pesanti.

    • Dinoi marco
      ven 7 gennaio 15:01 rispondi a Dinoi marco

      Vorrei vedere te, tolto della libertà come successe alla signora Fusco. Facile perdonare o dimenticare, quando non abbiamo provato violenze fisiche e psicologiche.

      • Domenico
        sab 8 gennaio 09:17 rispondi a Domenico

        Il perdono è una cosa intima e personale. Ho sottolineato di aver vissuto e subito un clima di minaccia e di paura per uno stato che, ancora oggi, non è in grado di soffocare la prepotenza e l'arroganza di chi sceglie l'illegalità e la sopraffazione di certe persone. La legge prevede pene che non sempre sono appropriate, ma quelle abbiamo. Infierire è una pena accessora e arbitraria. Io, per quello che conta, non cancello e non perdono: mi ricordo e osservo attentamente quello che succede oggi.

  • f.petri
    ven 7 gennaio 08:30 rispondi a f.petri

    Non ha di che lamentarsi il signor Stranieri, la sua vita è frutto del.suo operato...

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