Giovedì, 18 Agosto 2022

Cronaca

L'orrendo esito dell'autopsia sulla donna uccisa a Manduria dal suo compagno

Più di cinquanta fendenti per uccidere Pina

Femminicidio Femminicidio | © La Voce di Manduria

Si è conclusa iri sera l’autopsia sul corpo della povera Pina Dinoi, barbaramente uccisa nella sua casa di via Manfredi a Manduria per mano dell’uomo con cui conviveva e che frequentava da una vita. Il risultato dell’esame è sconvolgente. Più di cinquanta tagli, quasi tutti al collo, hanno ucciso Giuseppa Loredana Dinoi, la settantunenne manduriana che martedì scorso è stata ferita mortalmente dal suo compagno, Pietro Dimitri, 75 anni, reo confesso, detenuto in carcere con l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà.

Il medico legale Massimo Sarcinella che ieri ha eseguito l’autopsia su incarico del pubblico ministero Remo Epifani, ha contato più di cinquanta ferite su tutto il corpo della donna. Molte erano di difesa, agli avambracci e alle gambe con le quali la donna ha cercato di respingere l’uomo e di pararsi dalla lama del grosso taglierino industriale di quelli usati nei laboratori di tappezzeria. Come una furia, poi, il settantacinquenne si è accanito sul collo della sua vittima con numerosi fendenti. Uno in particolare, quello mortale, le ha reciso di netto la carotide destra. Altri particolari dell’autopsia che lasciano senza parole, descrivono tagli inferti anche dopo la morte della donna.

All’esame autoptico hanno preso parte i medici legali delle parti interessate, Massimo Brunetti per i parenti della vittima e Angelo D’Elia per l’omicida. Il dottore Sarcinella ha inoltre prelevato le parti anatomiche necessarie per l’esame tossicologico il cui esiti si conoscerà nei prossimi giorni.

La pubblica accusa che contesta al femminicida reo confesso l'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla sua convivenza con la vittima (in assenza di attenuanti la pena prevista è l'ergastolo). Dopo aver martoriato il corpo della sua compagna Dimitri ha cercato a sua volta di uccidersi con dei tagli poco profondi sulle braccia e sul collo e con l'ingestione di medicinali che assumeva regolarmente. L'arma utilizzata, una lama lunga 13 centimetri e larga 3, è stata trovata nella casa dell'orrore vicino al divano dove l'uomo ferito ha atteso l'arrivo dei carabinieri che lui stesso aveva chiamato: «sono Pierino Dimitri, venite in via Manfredi case popolari, ho ammazzato la mia compagna», ha detto al centralino della caserma carabinieri di Manduria.


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