Mercoledì, 6 Luglio 2022

Politica

Riunione fissata per martedì prossimo nel municipio di Manduria

Eolico nelle terre del Primitivo, il sindaco di Manduria convoca i suoi colleghi per fare quadrato

Eolico Eolico | © La Voce Di Manduria

Gli investitori dell'energia del vento tornano ad interessarsi delle terre dove si produce il vino Primitivo di Manduria doc ma trovano ancora una volta la strada sbarrata dalle istituzioni che si organizzano per alzare i recinti attorno all'aerale dove si produce il pregiato nettare conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Per martedì prossimo il sindaco di Manduria, Gregorio Pecoraro, ha convocato nella sala consiliare del suo comune i sindaci dei diciotto comuni dove si produce il Primitivo di Manduria doc.
Si troveranno seduti attorno allo stesso tavolo i rappresentanti politici dei comuni di Carosino, San Giorgio Ionico, Monteparano, Roccaforzata, Faggiano, Lizzano, Leporano, Pulsano, Fragagnano, Sava, Maruggio, Manduria, Avetrana, San Marzano di San Giuseppe, Torricella, Oria, Torre Santa Susanna ed Erchie. L'obiettivo del promotore dell'incontro è quello di creare una forza comune che possa respingere le minacce provenienti dalle multinazionali dell'energia green che attraverso studi di ingegneria locali hanno presentato due progetti, uno denominato «Manduria-Sava», l'altro «Contrada Sparpagliata, Donne Masi e Tostini», attualmente al vaglio del Ministero della transizione economica per il rilascio delle valutazioni ambientali.

Anche i produttori del vino sono allarmati. A rappresentare le loro preoccupazioni è Ernesto Soloperto, vinificatore di lungo corso che ha già affrontato lo stesso problema quando era il numero due del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria doc.
«Riuscimmo ad evitare il disastro ricorda l'imprenditore , facendo approvare una risoluzione che, nei territori della doc, permetteva l'installazione di mini torri, se non ricordo male alte sino a 50 metri scongiurando così le megatorri dall'effetto impattante disastroso». Soloperto elenca i danni che il proliferarsi delle torri eoliche di grandi dimensioni porterebbero a tutto l'indotto del Primitivo. «Proprio in un periodo in cui il nostro vino sta ottenendo quotazioni mai viste, sarebbe un gravissimo errore sottrarre ettari di terreno potenzialmente dedicato alla vigna per lasciare spazio alle stazioni eoliche».

A pagarne le spese, spiega ancora l'esperto, non sarebbe solo tutta la filiera del vino, ma anche il settore dell'accoglienza. «Vi immaginate come sarebbero attrattive le distese di vigneto violentate da torri mostro alte più di cento metri? Sarebbe un duro colpo per il comparto dell'enoturismo che punta proprio sulle bellezze paesaggistiche delle nostre terre; noi ce la facemmo a scongiurare tutto e spero che anche oggi si riesca a fare altrettanto», conclude Soloperto ricordando ancora quella intuizione vincente della limitazione all'altezza delle pale del vento poco appetibili alle multinazionali e utili per la produzione dell'energia necessaria al consumo interno delle piccole e medie imprese agricole.
I due progetti che spaventano tutti prevedono una rete composta da 41 torri eoliche per un totale di potenza pari a circa 280 megawatt.
I comuni interessati agli insediamenti sono quelli di Manduria, Sava, Maruggio, Torricella, Erchie e Torre Santa Susanna, tutte comprese nell'areale del Primitivo doc. Ogni generatore avrà una torre alta all'incirca 123 metri e un'apertura delle pale, da punta a punta, di 115 metri.
A pieno regime le 41 turbine e le relative stazione di accumulo da 50 Mw, produrranno energia in grado di fornire elettricità sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 500 mila persone ogni anno.

Nazareno Dinoi su Quotidiano di Taranto


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3 commenti

  • MartinWeger
    dom 19 dicembre 2021 03:48 rispondi a MartinWeger

    Invito la P. A. a ragionare sul fatto che con una pala eolica viene occupata una superfice di ca. 1000mq che corrisponde a 2.000 kg di uva all. Incirca. Non entrando nel merito al fatto del non utilizzare carbone per produrre energia con le conseguenze sulla salute a vantaggio del cittadino, la pala eolica produce, se di taglia 1 MW, l'equivamente dell'energia pconsumata da 750/800 famiglie e indott sul territorio. Fermo restando quanto giustente indicato nel commento di Egidio Petroso la scelta da percorrere li sembra chiaralente evidente a mano che il sindaco non voglia fare "politica" di consenso riportando svantaggi inesistenti. 10 pale eoliche di taglia 1/2 MW occupano poco oltre 1 ettaro di territorio mentre il primitivo viene prodotto su migliaia di ettari https://it.m.wikipedia.org

  • Egidio Pertoso
    ven 17 dicembre 2021 02:49 rispondi a Egidio Pertoso

    A dir il vero l' ottanta % delle terre potenzialmente produttive sono abbandonate da anni e difficilmente potranno esserlo se non lavorandoci sopra per molto ( ci vogliono soldi e manodopera inesistente). Meglio l' energia " pulita " che non quella " sporca" generata da fossili. Farebbe bene anche all' uva e, percio', al vino, piu' puro senza sostanze " estranee ". A proposito: i mezzi usati per la coltivazione tra i filari, con quale energia s' impiegano ?

  • Lorenzo
    ven 17 dicembre 2021 06:54 rispondi a Lorenzo

    Eppur si muove ??

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