Domenica, 27 Novembre 2022

Ambiente

Dibattito

Due parole sulla Salina dei Monaci

Salina dei monaci Salina dei monaci

L’oasi Salina dei Monaci e le Dune di Torre Colimena coprono una superficie di 2,7 Km2. La Salina e le dune sono localizzate lungo la costa ionica e fanno parte della Riserva Naturale Regionale Orientata del Litorale Tarantino Orientale.
La Salina era una depressione sabbiosa a ridosso delle dune dove, in seguito alle mareggiate e con l’aiuto del sole, si depositava il prezioso sale marino. Con l’arrivo dei monaci, nel 1731, quest’area divenne una vera fabbrica di sale e per questo venne denominata Salina dei Monaci. Fu costruito uno stabile per la lavorazione e il deposito del sale e scavato un canale con le chiuse, per governare a piacimento l’afflusso del mare, fu eretta una torre di guardia e una cappella affrescata, delle quali oggi ne rimangono soltanto alcuni ruderi.
In seguito alle opere di bonifica antimalarica, tra il 1940 e il 1950, l’habitat delle saline si è ripristinato divenendo un habitat ideale per la sosta e la nidificazione di numerosi uccelli acquatici stanziali e migratori come, ad esempio il barbagianni, il capovaccaio, l’airone rosso e l’airone bianco, il martin pescatore, il picchio, lo scricciolo, il pettirosso, la capinera, l’usignolo, il merlo, il cavaliere d’Italia, i cigni, i
germani reali, le gru e le oche selvatiche.
La presenza di habitat sia di alto pregio botanico che
naturalistico ha fatto sì che quest’oasi venisse inclusa tra i Siti d’Interesse Comunitario (SIC). E’ infatti presente la macchia mediterranea con arbusti di mirto, lentisco, estesi canneti e pini d’Aleppo, garighe di Euphorbia spinosa, foreste di Quercus ilex. Tra gli habitat definiti prioritari, ai sensi della Direttiva Habitat, si osserva la vegetazione tipica di un ambiente costiero con forte salinità come le «Steppe salate », una «Perticaia costiera di ginepri », «Dune », «Percorsi substeppici di graminacee e piante annue » e, in mare, una «Prateria di Posidonia oceanica».
Le piante presenti sono quelle tipiche della macchia mediterranea, il cisto dai fiori di seta stropicciata, l’asfodelo mediterraneo, innumerevoli fiori variopinti e la tipica salicornia (una specie di asparago di mare) che cresce a ridosso della salina.
Si possono osservare diverse specie di anfibi come la raganella italiana, il tritone italico e il rospo comune.Tra i rettili sono presenti la tartaruga di terra e d’acqua dolce, il cervone, la vipera, la biscia dal collare, il biacco e il colubro leopardino. http://siba-ese.unisalento.it/index.php/twm/article/download/17718/15092

 


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1 commento

  • Lorenzo
    mar 26 luglio 08:51 rispondi a Lorenzo

    Come mai gli espropri per allargare la riserva, non sono mai stati eseguiti pur essendo previsti? Anzi nei terreni oggetto di eventuale espropri, sono sorti dopo la costituzione della riserva naturale, bar e parcheggi roulotte? Direttoreeeee come mai? Stessa cosa al fiume Chidro, dove sono spariti tutti i cartelli dei confini e sono nati bar e parcheggi auto ad ora. Direttore potrebbero essere omissioni? Opinioni

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