Dove andremo a finire senza più artigiani?

Non si vedono più quei ragazzi nelle botteghe

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - sabato 13 novembre 2021
Mimmo Breccia
Mimmo Breccia © La Voce Di Manduria

Appartengo all'ultima generazione di artigiani. Da anni ormai non si vedono più apprendisti, ragazzi che hanno voglia di fare sacrifici ed imparare un mestiere e soprattutto non si vedono genitori che li invogliano a farlo!

Non si vedono più quei ragazzi nelle botteghe che si formavano, non solo professionalmente ma anche umanamente e socialmente!

Ragazzi con le mani e le unghie nere che lavoravano ogni santo giorno nelle varie officine di fabbri, falegnami, meccanici, carrozzieri, elettrauti.

I ragazzi che il sabato e la domenica si ritrovano e si raccontavano le varie esperienze ed i rimproveri dei loro severi maestri!

Trovare un collaboratore oggi è impossibile! Si arriva a perdere lavori per mancanza di manodopera! Dove arriveremo?

Li muerti ti lu bbinchiamientu. Tra dieci anni chi costruirà le case? Chi farà gli infissi, gli impianti, i pavimenti, gli intonaci, le ristrutturazioni, i restauri? Credetemi, non sto esagerando. La situazione è davvero grave! Benedetti scuppuluni ti masci e genitori di un avolta.

Mimmo Breccia

 

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I commenti degli utenti
  • Elle ha scritto il 14 novembre 2021 alle 10:21 :

    Il sig. Sardelli ha ragione... Non è sempre colpa dei genitori ! Alcuni rimpiangono le vecchie botteghe artigiane in cui un ragazzino anche senza esser retribuito entrava per imparare un mestiere.. il problema sono le tassazioni che il governo impone.. per cui nasce una rinuncia da parte dell'artigiano e una delusione da parte delle famiglie per buona gioia da parte dei ragazzi Rispondi a Elle

  • giorgio sardelli ha scritto il 13 novembre 2021 alle 16:05 :

    ai ragione mimmo io dico sempre ai giovani " SPERIAMO CHE IL SIGNORE VI AIUTI E VI ASSISTA" veramente mi vengono i brividi solo a pensarci non riesco a immaginare che si arriverà un giorno che per sostituire una serratura dovranno chiamare una impresa come anche piccoli lavori in casa li abbiamo abituati male i nostri giovani ma la colpa non è solo del genitore perchè la legge costringe la frequenza scolastica sino alla seconda superiore età che il ragazzo difficilmente si piega più al lavoro e poi le regole bastarde che un artigiano per tenere un apprendista viene salassato di tasse come se imparare un mestiere non fosse quasi abbastanza, oggi lo stato è il primo che non aiuta i giovani al lavoro prima esisteva L'ENAIP alla DON BOSCO scuole di avviamento al lavoro oggi sparite Rispondi a giorgio sardelli

    Gregorio ha scritto il 16 novembre 2021 alle 22:32 :

    Bravo Giorgio hai detto bene : -“oggi lo stato è il primo che non aiuta i giovani al lavoro”.- Dove (sembra una barzelletta) sulla Costituzione c’è Articolo 1: L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro !!!!! Rispondi a Gregorio

  • Lorenzo ha scritto il 13 novembre 2021 alle 15:19 :

    Caro Breccia hai proprio ragione e stessa cosa in agricoltura. Tutti avvocati, architetti, scienziati politici, master, maneger ecc. ecc. Poi se non sono raccomandati emigrano e da laureati vanno a lavorare con stipendio da operaio. Però in politica non è così. Mentre gli artigiani per i giovani sono lavori superati, vintage, in politica più sei vintage e più eserciti politica come a vecchi tempi e più comandi. Mah 😜 Opinioni Rispondi a Lorenzo

  • nicola colonna ha scritto il 13 novembre 2021 alle 14:24 :

    parole e riflessioni a giusta ragione, anche se va aggiunto che è cambiato l’approccio di chi inizia a lavorare; le prime due parole sono: quanto si guadagna e a che ora si lascia. Rispondi a nicola colonna

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