Trame e trappole dietro le comunali di Avetrana

I veti e i personalismi e gli accordi trasversali nella competizione per le amministrative

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Manduria - lunedì 20 settembre 2021
Avetrana elezioni
Avetrana elezioni © La Voce di Manduria

“Clamoroso: ad Avetrana scompare il centro-destra”. “Il centro-destra avetranese, dopo tre successi amministrativi consecutivi, non si presenta alle comunali 2021”. Erano questi i titoli dei giornali e dei post sui social che nei giorni scorsi hanno fotografato la realtà politica avetranese destando non poco clamore e sorpresa. Ma cosa è successo davvero di così clamoroso e “strano” nella cittadina avetranese nei giorni immediatamente precedenti alla presentazione delle liste per le amministrative 2021? Come è stato possibile che una compagine amministrativa sulla cresta dell’onda politica da 15 anni si sia sciolta così improvvisamente evaporando improvvisamente in un batter d’occhio? Complici, forse, la sentita commozione e il sincero dolore di un’intera cittadina di fronte ai funerali del sindaco Antonio Minò, nel muro di silenzi e di sconcerto che ha caratterizzato i giorni scorsi si è pian piano creata una breccia che sta facendo filtrare indiscrezioni e ricostruzioni molto interessanti.

Partiamo da lontano: il nome di Antonio Iazzi come candidato sindaco di una lista “trasversale” era già nota a tutti da tempo (almeno fin da marzo scorso), così come non era un mistero che a sostegno di tale candidatura lavorassero in prima linea il consigliere comunale uscente (di area centrosinistra) Emanuele Micelli e il noto imprenditore avetranese Pietro Giangrande. Non solo: in tanti ad Avetrana erano a conoscenza che nella lista capeggiata da Antonio Iazzi sarebbero confluiti almeno due componenti dell’amministrazione di centrodestra uscente: Francesco Saracino e Claudia Scredo (cosa poi effettivamente avvenuta).

Voci e nomi che si rincorrevano incessantemente ad Avetrana fin quando, nella seconda metà di agosto, l’avvocato Enzo Tarantino rompe gli indugi e ufficializza in pompa magna la propria candidatura a sindaco addirittura “d’intesa con altri gruppi politici locali”. Cosa aveva spinto Tarantino (poi ritiratosi e sparito dalle scene al momento di presentare la sua lista elettorale) a ufficializzare per primo la propria volontà di correre alle amministrative? In base alle nostri fonti, Enzo Tarantino avrebbe fatto il grande passo pubblico forte di accordo politico proprio con Antonio Iazzi il quale, riferiscono i beninformati, avrebbe prima tentennato e poi rinunciato alla propria candidatura a sindaco, confluendo proprio nella lista (già pronta da tempo, assicuravano in tanti) a sostegno di Tarantino e facendo così naufragare il progetto portato avanti da mesi da Emanuele Micelli e Pietro Giangrande, definiti da molto come i veri “deus ex machina” politici dietro ad Antonio Iazzi.

Si giunge agli ultimi giorni utili per la presentazione ufficiale delle liste e accade qualcosa di “tumultuoso” (alcune voci, non confermate, parlano addirittura di sedie volate per aria): Antonio Iazzi torna sulle sue posizioni iniziali, abbandona la lista di Enzo Tarantino e ufficializza la volontà di correre per la carica di sindaco di Avetrana, azzoppando così il progetto politico di Tarantino e svuotandogli così una cospicua parte della sua lista elettorale: è il via libera definitivo ai propositi del duo Giangrande-Micelli, creare un’unica lista “trasversale” senza l’intralcio di una lista di centrodestra con cui competere. Nessun’altra lista di centrodestra, appunto! Perché nelle stesse ore si era consumato il “suicidio politico” del vice-sindaco uscente Alessandro Scarciglia che, sempre secondo le insistenti voci susseguitesi in quei movimentati giorni, era riuscito nella non facile impresa di farsi respingere sia dalla poi naufragata lista di Enzo Tarantino (Scarciglia avrebbe nientemeno chiesto di essere candidato a sindaco proprio al suo posto), sia dalla resuscitata lista Iazzi-Giangrande-Micelli, dove proprio quest’ultimo avrebbe imposto il proprio veto alla presenza di Scarciglia (il classico “o lui o io”). Ed è forse a questo che alludeva Scarciglia quando, appurato che per lui non vi erano più spazi di manovra, ha parlato pubblicamente di “personalismi ed individualismi che dividono invece di unire”.

Sospetti ed accuse che non finiscono qui: in tanti ad Avetrana, specialmente tra i più avvezzi alla politica locale, si spingono oltre, giurando che dietro le vicende dei mesi scorsi, fatte di tira e molla, pensamenti e ripensamenti, adesioni e disdette a liste più o meno pronte, voci e candidature date per certe e poi evaporate nell’aria, ci sia stato in realtà un chiaro e “semplice” gioco di specchietti per le allodole tale da escludere e non ripetere una situazione simile a quella di 5 anni fa, quando l’allora area di centrosinistra-5 stelle si presentò spaccata e, presentando due liste diverse, diede così via libera alla vittoria del compianto Antonio Minò.

Quindi, di fronte alla ormai certa (perché unico nome spendibile) candidatura unica per il centrosinistra (Pd e 5 Stelle) di Luigi Conte, non restava altro che scongiurare a tutti i costi la formazione di altre due liste, cosa ampiamente riuscita a Iazzi-Giangrande-Micelli e, forse, non compresa in tempo da chi alla fine è rimasto fuori dai giochi. E forse proprio a questo alludeva il vicesindaco uscente Alessandro Scarciglia quando pochi giorni fa, dal palco allestito in Piazza Giovanni XXII, ha espressamente dichiarato che la “colpa” della mancata presentazione di una lista del centrodestra è “soltanto nostra”.

Red.Pol.

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