Dall'aeroporto militare di Manduria, l'eroiche gesta del pilota Renato Moglia

In un libro scritto dal nipote

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Manduria - domenica 12 settembre 2021
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Copertina © La Voce di Manduria

Durante l’ultima guerra mondiale, l’aeroporto militare di Manduria, ora dismesso, venne usato come base aerea, prima dalla Regia Aeronautica, poi dalla Luftwaffe ed infine dalla United States Army Air Force. La base aerea di cui oggi rimangono solo la grande pista e alcune rovine, si trova tra le provinciali 57 e 96 (Manduria Oria).

Pochi sanno che il periodo più attivo dell’aeroporto militare è stato negli anni ’40 quando, dopo avvincenti peripezie aeree e dopo essere scampati ad accaniti tentativi d’abbattimento da parte degli alleati durante l’Operazione Husky (nome in codice della missione per lo sbarco in Sicilia), gli eroi facenti parte al 102° gruppo del 5° stormo tuffatori rimisero in sesto i loro velivoli, i RE 2002 specializzati per il bombardamento in picchiata.

Ancor meno sanno che al comando di questo quinto stormo vi era il maggiore Giuseppe Cenni che con il grado di tenente colonnello è stato il più giovane comandante della Regia Aeronautica. Con lui c’era il tenente Renato Moglia. Proprio il nipote di quest’ultimo, Roberto Catuzzo Moglia, ha recentemente raccontato in un libro tutti gli avvenimenti, i voli e gli aerei che il nonno ha potuto pilotare nella sua brillante carriera da pilota.

Particolarmente interessante è la parte del libro che riguarda proprio Manduria. L’autore descrive come, in una situazione d’emergenza causata dalla passata Operazione Husky e dall’incombenza dell’Operazione Baytown (sbarco a Reggio Calabria degli alleati), il tenente Moglia si riconcilia allo stormo in Manduria ed insieme ai suoi compagni ingaggia arditamente un eroico combattimento contro le flotte aerea e navale alleate, composte da mezzi superiori sia in numero sia in tecnologia, come ad esempio il famoso Spitfire.


Tutti i dettagli dell’avvincente vicenda ed il suo epilogo, che valse la medaglia al valore sia a Moglia che al comandante Cenni, sono brillantemente scritti nel libro “Tenente Renato Moglia” che rappresenta la più lampante prova del fatto che la storia non è scritta solo dalle grandi città, dai suoi capi di stato e dai suoi generali, ma si compone delle imprese di tutti gli esseri umani dell’epoca, e persino una piccola città come la nostra può raccontare la sua grande comparsa nella storia.
Il libro, pubblicato da Nep Edizioni, è acquistabile su tutti i principali circuiti online.
Gregorio Pastorelli

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