​Straordinario sindaco che comunica solo con i “pizzini”

Ci sforziamo ogni giorno di capire il perché di tutto questo, di come mai si possa relegare in panchina la stampa locale e soprattutto di come sia possibile relazionarsi con i giornali esclusivamente con le domande scritte

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - venerdì 11 dicembre 2020
Gregorio Pecoraro
Gregorio Pecoraro © La Voce di Manduria

Di questi ultimi mesi, tra milioni di cose complicate, ve n’è una che forse lo è più di tutte: fare domande a Gregorio Pecoraro. Ora sia chiaro, il sindaco ieri ha risposto (dopo ore) alle questioni che - rigorosamente in forma scritta - gli sono state poste sulla consegna della fascia tricolore in Prefettura a Taranto per protesta contro l’accordo tra governo e ArcelorMittal.

Il punto però è proprio l’interlocuzione con lui: i tentativi di chiamata (tutti rigorosamente senza riscontro) sono stati circa cinque o sei. Ci è stato riferito però che il primo cittadino di Manduria si interfaccia con le testate giornalistiche esclusivamente attraverso la messaggistica istantanea, che tradotto significa rispondere solo a domande scritte. I più maliziosi rimuovano subito dalla mente il retro-pensiero: no, domanda scritta non vuol dire domanda concordata. Non pensatelo mai più.

Nessuno ovviamente mette in dubbio che il sindaco sia una persona impegnata, che sia un uomo “del fare”, che abbia molte seccature da risolvere. Ma due minuti per parlare ai giornalisti si possono e si devono trovare, soprattutto laddove non si dispone di un ufficio stampa – com’è per il comune di Manduria – e si delega ogni responsabilità al portavoce del sindaco, che fa quel che può.

Pensate che a parlare con i giornali ci riesce persino il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale - senza offesa - pare abbia qualche grana in più rispetto al sindaco Pecoraro.

Ci sforziamo ogni giorno di capire il perché di tutto questo, di come mai si possa relegare in panchina la stampa locale e soprattutto di come sia possibile relazionarsi con i giornali esclusivamente con le domande in forma scritta. Che è bizzarro direbbero alcuni di voi. È pur sempre meglio di niente, converrebbero altri. E ci sta.

È necessario però fare dei distinguo. Se è assolutamente opportuno scrivere e poi leggere gli interventi pubblici istituzionali, è molto più difficile preparare le interlocuzioni con la stampa, giacché la celebre immagine del “watch dog” perfettamente si addice ai giornalisti, “contropotere” per definizione e soprattutto controparte rispetto a chi appunto gestisce il “potere”. Le domande dei cronisti quindi non sono mai note (magari sono vane, ma nessuno è perfetto) ed anzi spesso, mettono in difficoltà l’interlocutore soprattutto se incalzanti e inaspettate, salvo che non ci si trovi in un califfato. Costringere gli uomini pubblici a comparire costantemente davanti al tribunale dell’opinione pubblica (e dei lettori) è anzi una delle più belle conquiste del mondo democratico.

Ora, che al sindaco piaccia preparare “in casa” ciò che dice è cosa nota. E intendiamoci, va benissimo perché – di nuovo - è sinonimo di un certo tipo di preparazione che rende autorevoli i discorsi e dà l’impressione che nulla è lasciato al caso. Peraltro, nessuno mai si sognerebbe di pensare che una persona della caratura di Gregorio Pecoraro si lasci imbeccare da qualcuno. E si trafiggano col cilicio i malpensanti che hanno anche solo immaginato la presenza di un oscuro “ghost writer”, come per le domande concordate. Di nuovo, non pensatelo mai più.

Ci sentiamo di segnalare però, che le interlocuzioni con la stampa non sono discorsi pubblici, ma sono appunto, domande e risposte. Il che è quindi abbastanza diverso. E da che il giornalismo esiste, le domande in forma scritta costituiscono o l’extrema ratio – nel caso cioè di oggettiva impossibilità dell’interlocutore a rispondere – o il sinistro tecnicismo attraverso cui l’intervistato evade potenziali domande scomode. Ci risulta che il sindaco svolga a pieno regime tutte le sue attività e ci sentiamo ovviamente di escludere che a Pecoraro manchi il coraggio di rispondere alle nostre questioni al telefono, attraverso una normale (e breve) conversazione, come fanno peraltro i suoi colleghi dei comuni del circondario.

Un’altra chiave di lettura che ci sentiamo di escludere è quella che vedrebbe il primo cittadino snobbare la nostra testata locale. Tesi secondo cui il sindaco riterrebbe la redazione del giornale non abbastanza degna della sua cortese attenzione, tanto meno telefonica. Ci sentiamo di rifiutare anche questa idea: mai penseremmo che il sindaco di Manduria possa mancare di rispetto alla testata giornalistica del suo paese, peraltro l’unica anche in formato cartaceo, prima per numero di lettori nella provincia di Taranto e con ottimi numeri anche nelle province di Brindisi e Lecce. Che poi, per dirla tutta, un’istituzione che non risponde ad una testata non manca di rispetto ai giornalisti che pongono le domande in quel momento. Manca di rispetto ai lettori di quel giornale. Ed il fatto di godere di un consenso più o meno largo legittimato dalle ultime tornate elettorali non è una giustificazione, anzi. Ma come già detto, escludiamo categoricamente che Pecoraro abbia agito in questa logica, giacché mai potrebbe risultare verosimile. Il sindaco non ci snobberebbe mai e poi mai, tanto più se “colpevoli” esclusivamente di esercitare quel diritto di cronaca costituzionalmente garantito (seppur non in maniera esplicita, anche se quell’articolo 21 della Carta Costituzionale chi fa questo mestiere lo conosce a memoria). Per cui di nuovo, se avete pensato che il sindaco di Manduria non rispetti voi lettori del giornale avete sbagliato. Non pensatelo mai più.

Ora però, nessuna delle chiavi di lettura che abbiamo trovato apre la porta giusta. Nell’attesa che il diretto interessato ce la fornisca una benedetta chiave, noi continueremo a cercarla. Al peggio, la letterina a Babbo Natale da appendere sotto l’albero è già pronta. Qualcosa accadrà. E vi faremo sapere, rigorosamente in forma scritta.

Gianpiero D’amicis

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I commenti degli utenti
  • Florenzo Campeggio ha scritto il 12 dicembre 2020 alle 08:10 :

    Peccato che le domande che si fanno servono sempre per screditare o attaccare il nostro sindaco Rispondi a Florenzo Campeggio

    Gregorio Martinez ha scritto il 12 dicembre 2020 alle 23:32 :

    Allora il sindaco, che certo non ha bisogno di difensori nei suoi elettori e/o amici e/o amici di partito, saprà, da navigato politico e persona intelligente quale è , rispondere al giornalista con le giuste parole ed argomenti. Certo, giocare in difesa perché qualcuno potrebbe fare delle domande scomode o ipoteticamente infide, non giustifica questo tipo di atteggiamento. Saluti Rispondi a Gregorio Martinez

  • Gregorio Martinez ha scritto il 11 dicembre 2020 alle 21:33 :

    Forse, il problema che qualcuno non coglie è il seguente. Se ti faccio una domanda per iscritto tu..rispondi se ..e quando vuoi. Inoltre, se devo farti una domanda a chiarimento su quello che hai risposto...dovrò attendere la tua ulteriore risposta scritta ( se e quando arriverà). Quindi, dobbiamo immaginare uno scambio di domande e risposte su di un SOLO argomento che dura giorni! Vi sembra possibile? Ovviamente non può e non deve funzionare così per ragioni lapalissiane. Saluti. Rispondi a Gregorio Martinez

  • Mimmo sammarco ha scritto il 11 dicembre 2020 alle 18:35 :

    Penso che un sindaco dovrebbe almeno periodicamente rispondere alle domande dei giornalisti soprattutto se locali..è una forma di rispetto per chi svolge un lavoro a volte ingrato e spesso scomodo.. Rispondi a Mimmo sammarco

  • C.F. ha scritto il 11 dicembre 2020 alle 14:17 :

    Il giornalista, che pure rende un ottimo servizio in generale, si lamenta a mio parere senza un motivo valido. Personalmente ritengo che tutte le Autorità, ma pure un dipendente dello Stato che debba rispondere ad un giornalista, dovrebbero rispondere per iscritto e solo ad una domanda posta allo stesso modo. Si eviterebbero tanti giornalistucoli d'assalto, che mettono in difficoltà l'intervistato giocando esclusivamente sulla sorpresa o sulla dialettica, creando un caso dove invece tutto è trasparente o spiegabile. È la tecnica che usano nei talk, nelle trasmissioni di propaganda, ed i giornalisti di partito (o partito-azienda), prevalentemente a destra (l'80% dell'informazione italiana). Rispondi a C.F.

  • luigi primicerj ha scritto il 11 dicembre 2020 alle 11:29 :

    Mi preoccuperei se non rispondesse, ma se lo fa per iscritto, che problema c'è? Si sa scripta manent, verba volant.... Rispondi a luigi primicerj

  • Antonio gennari ha scritto il 11 dicembre 2020 alle 07:17 :

    I pizzini sono di moda .... Rispondi a Antonio gennari

  • Sara buccoliero ha scritto il 11 dicembre 2020 alle 06:54 :

    Non trovò nulla di interessante in questo articolo , così da comunicarlo al paese, direi molto ripetitivo come articolo .... però evidentemente questa mattina non c era nulla di interessante da poter publicare ... buona giornata Rispondi a Sara buccoliero

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