"Dovremmo prendere esempio dai giovani"

Voglio esprimere un pensiero rivolto ai ragazzi che protestano per la riapertura della scuola e sono stati oggetto di forti critiche ed attacchi...

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - giovedì 19 novembre 2020
Na Nina
Na Nina © La Voce di Manduria

Voglio esprimere un pensiero rivolto ai ragazzi che protestano per la riapertura della scuola e sono stati oggetto di forti critiche ed attacchi. Bene, il mio parere è che dovremmo semplicemente prendere spunto ed esempio da questi giovani.

Ho letto che lo fanno per capriccio, mi permetto di dissentire, è vero c'è timore, paura e ansia in ognuno di noi, ma almeno al contrario dei grandi, che dovrebbero essere di esempio, educati e civili, le loro manifestazioni non sfociano in atti di violenza inaudita.

Questi ragazzi esprimono la loro opinione, fanno valere i loro diritti, in questo caso il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione come il lavoro e la salute pubblica (dei quali, peraltro, siamo stati privati senza muovere un dito, senza protestare) quindi ben venga se qualcuno esprime un parere contrario.

Che poi se le cose fossero state fatte a norma, con sanificazione degli ambienti in modo regolare e possibilmente nei giorni di chiusura delle strutture e non nei giorni di frequenza, la scuola resterebbe l'ambiente più sicuro. Inoltre ci è stato dato libero arbitrio, la facoltà di scegliere se lasciar seguire in presenza le lezioni o meno; quindi chi ha paura ad uscire, può restare in casa, senza criticare chi invece preferisce mandare i figli a scuola.

Na Nina

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I commenti degli utenti
  • Messapico ha scritto il 19 novembre 2020 alle 16:25 :

    Infatti, con molta meraviglia, i giovani, considerati potenziali "untori", hanno percepito e rispettano il problema Covid. Limitando le uscite di gruppo e le soste nei vicoli del centro storico, dove abitando non sento più i loro vocii e risate. Al contrario, ll corso, la piazza e la villa è sempre piena di anziani ultrasettantenni, seduti in gruppetti o a discutere passeggiando. Proprio coloro che, secondo il Comitato Tecnico Scientifico, dovrebbero limitare le uscite. Allora, a che è servito "punire" i giovani chiudendo le scuole, le discoteche, i parchi giochi, molti generi sportivi, pub, feste private, ecc. ecc. Cos'era invidia o ipocrisia. Rispondi a Messapico

  • giorgio sardelli ha scritto il 19 novembre 2020 alle 13:59 :

    giusto NINA! si poteva programmare prima la disinfettazione e poi a cadenza periodica anche perchè si sapeva che saremmo arrivati all'aumento dei contagi Rispondi a giorgio sardelli

  • C.F. ha scritto il 19 novembre 2020 alle 10:22 :

    Ma il grande problema dei contagi a scuola non sta nel comportamento disciplinato nella scuola e nella sanificazione degli ambienti, ma nei capannelli di mamme, ovviamente non distanziate, tra cui ce n'è sempre almeno una che ha la mascherina scivolosa. Alzando di età, c'è il problema dei trasporti, dove per non essere additati come sfigati/e e dare l'ennesimo pretesto per essere bullizzati, si segue l'esempio dei compagni fessi che non la portano (e si credono tanto meJo). E poi chi mi dice che la famiglia X ha comportamenti corretti, mentre la mia segue le norme? E l'insegnante che viene mandato in trincea ad ammalarsi e portare a casa il virus, viene tentato di non fare la lezione in presenza, facendo saltare così anche quella a distanza (contemporanea). Rispondi a C.F.

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