Diabetologia, non basta una targhetta per dire che funziona

A proposito dei politici (i consiglieri regionali Giuseppe Turco, Mino Borraccino e Luigi Morgante) che si contendono la presunta riapertura del servizio di diabetologia (NdR)

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - martedì 30 giugno 2020
Roberto Massafra
Roberto Massafra © La Voce di Manduria

A proposito dei politici (i consiglieri regionali Giuseppe Turco, Mino Borraccino e Luigi Morgante) che si contendono la presunta riapertura del servizio di diabetologia (NdR).

Patetici! È l’unico aggettivo che mi viene in mente leggendo questo ed altri articoli che si susseguono in apertura di campagna elettorale. Questi signori non sanno neanche di cosa stanno parlando, non conoscono la storia di quello che è stato il primo “Centro antidiabetico” del Salento e uno dei primi in Italia.

Fondato quasi 40 anni fa dal professore Carlo Matarazzo e dall’allora giovanissimo dottor Salvatore Dinoi, per decenni è stato il punto di riferimento per migliaia di pazienti provenienti da ogni dove. E ora i “nostri” rappresentanti ci vorrebbero far credere che basti riempire la casella con un nome purchè sia! No, non funziona così: se si vuole mantenere in vita un reparto o un servizio ospedaliero di eccellenza, bisogna pensare per tempo alla “successione”, occorre affiancare ai “maestri” dei giovani capaci e entusiasti, quando questi sono ancora nel pieno della loro attività e non sostituirli, una volta in pensione, col primo venuto, che magari prende il nuovo incarico come una fastidiosa incombenza, una distrazione da quella che considera la sua vocazione naturale. Certo, sulla carta il Centro Antidiabetico esiste ancora, ci sarà una nuova targhetta con un altro nome, ma nessuno potrà più ricostruire il radicamento sociale e umano che era nato intorno alle figure del “Professore” e di Salvatore Dinoi.

Roberto Massafra

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