​Io ci credo in Dio?

Mimmo Olivieri

La redazione Il miniracconto
Manduria - giovedì 13 febbraio 2020
Mimmo Olivieri
Mimmo Olivieri © La Voce di Manduria

Finalmente è finita la follia dell’anche a te e famiglia. In questo periodo ho sentito castronerie enormi e proposte di buttare tutto dietro, ma in nome di che? In nome di un pranzo? Quello si può fare tutte le volte che l’economia te lo permette. Oppure bisogna fare come quello che perdonava il fratello… di che? Era stato lui a calunniare suo fratello e avrebbe come minimo dovuto chiedere scusa, ma si presentò per dire che lo perdonava, che era natale e che bisognava buttare tutto dietro. Un bambino mi disse che Gesù aveva perdonato dalla croce chi gli aveva fatto fare una morte tanto orribile, ma io non sono Gesù! Io ho bisogno di fatti per perdonare. Poi il bimbo mi chiese se credevo in Dio. Disse che mi vedeva spaventato dalla vita e che dovevo avere più fede. Proprio lui, un bambino disabile di nove anni. Gli dissi che avrei creduto in Dio quando lui sarebbe guarito. Quando ci lasciammo disse che pregava per me tutte le sere e che avrebbe continuato a farlo, perché la disabilità dell’anima porta gravi conseguenze, lui: un bambino.

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