​Defunti e morti

Mimmo Olivieri

La redazione Il miniracconto
Manduria - sabato 11 gennaio 2020
Mimmo Olivieri
Mimmo Olivieri © La Voce di Manduria

Novembre stava per passare ma adesso cominciava a vedersi gente mai vista nel cimitero il due novembre. Portavano fiori e ceri, ma solo adesso che non volevano dimostrare niente a nessuno. Dal loro cuore non uscivano mai i defunti perché quelli non avevano mai fatto nulla di eccezionale: si erano fatti amare! Rimanendo persone umane per quanto la vita aveva loro concesso di essere. Tornavano a casa dove avevano i loro morti. Chissà perché la suocera che si lamentava in continuazione di tanti mali era ancora in piedi, mentre lo zio era defunto così giovane. Perché non morivano i malati immaginari, invece di rompere il bip? E quel prepotente di Nino? Era sempre pronto a dichiararsi superiore, ma in che cosa?

In vita sua non aveva mai fatto niente di nemmeno normale, la vecchiaia gli era balzata addosso prima che cominciasse a vivere, e adesso era ormai morto, anche se non se n’era accorto. E quel ragazzo cercava di prendere esempio dai defunti, perché con i morti che aveva in casa non aveva proprio nulla di cui stare allegro.

Lascia il tuo commento
commenti
Altri articoli
Gli articoli più letti