Quella meravigliosa prematurità

“Sapete cos’ è la prematurità? E’ fare un cesareo d’urgenza, o passare giorni e giorni in ospedale senza potersi...

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Manduria - giovedì 14 novembre 2019
Wanda Lonoce
Wanda Lonoce © Facebook

“Sapete cos’ è la prematurità? E’ fare un cesareo d’urgenza, o passare giorni e giorni in ospedale senza potersi alzare dal letto, non sentire tuo figlio piangere, non vederlo. Sentirselo strappare di dosso. Vederlo dopo due giorni.

È vedere tuo figlio in incubatrice, un’astronave di plastica che ha sostituito il tuo ventre, diventato inadatto e inospitale per il tuo piccolo.

La prematurità è pensare che tuo figlio pesa meno di un pacco di zucchero. E’ vedere un corpicino pelle ossa e pelo. Coperto di tubi, cateteri, sensori. chiedersi se riuscirà mai a diventare un bambino vero.

E’cambiare il tuo primo pannolino, con mani malferme, attraverso l’oblò. Che è come mettere il pannolino di Cicciobello alla barbie.

La prematurità è parlare di pcr, glicemia, emoglobina, trasfusioni, ecografie, rop, necrosi, bronchiolite, sinagis, cpap, occhialini. E’ chiedere il permesso prima di aprire l’oblò, prima di provargli la temperatura, prima di cambiargli il pannolino, prima di sfiorare quella parte di te che ti è stata strappata; è lavarsi, disinfettarsi. Ogni volta prima di toccare tuo figlio, fino a farsi crepare le mani; è rimanere lì, incollati ad una sedia per 10 12 ore al giorno aspettando di poterti toccare; è pregare, in silenzio; è il bi bip assordante degli allarmi, che continui a sentire anche a mesi di distanza; è piangere quando il tuo vicino di termoculla ha una crisi, perchè lì dentro sono un po’ tutti figli tuoi.

La prematurità è aspettare le 15 per il giro del primario con l’ansia a mille, ogni giorno. La prematurità è pesare ogni singolo pannolino; è il marsupio terapia; è la prima volta che prendi il tuo piccolo tra le braccia, senza cpap, senza sondino; è il primo gavage del tuo latte; è il bagnetto con il telino; è la prima notte senza saturimetro; è la paura di entrare in utin ogni singola mattina. E’ la paura di uscirne ogni singola sera; è cercare uno scampolo di normalità chiacchierando con le mamme mentre ci si tira il latte, o si mangia in mensa, o prima di dormire nell’alloggio mamme. È incontrare angeli in verde ai quali affidi tuo figlio 24 ore su 24. La prematurità ti cambia per sempre. E non si dimentica. Mai.

La prematurità di un figlio ti cambia, ti cambia con gli altri, ti cambia nel tempo.Ti rende più fragile, ma nello stesso tempo più forte.Più forte perché quando guardi tuo figlio oggi è lo vedi così forte ed è il più testardo di tutti capisci che, la Vita va oltre e vai avanti perché ce la puoi fare anche tu.

Wanda Lonoce

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I commenti degli utenti
  • Anna Rita Chimienti ha scritto il 15 novembre 2019 alle 10:41 :

    Grazie per questa testimonianza di grande umanità. Rispondi a Anna Rita Chimienti

  • Gregorio Palummieri ha scritto il 14 novembre 2019 alle 07:39 :

    Noi l’abbiamo vissuta come nonni, mia figlia e mio genero ogni volta che facevano visita al nostro piccolo guerriero ci riferivamo ogni piccolo dettaglio, c’erano i giorni positivi e quelli negativi, e noi indossavamo la maschera per dare coraggio ai nostri figli , ma dentro di noi il cuore urlava... Ci mandavano le foto per farci vedere il nostro fagottino, e noi le guardavamo continuamente, i giorni le ore e i minuti interminabili aspettavamo con ansia le notizie che ci mandavano i ragazzi. Oggi il nostro piccolo guerriero ci ricambia con tutta la sua forza di tutti i sacrifici che la sua mamma è il suo papà hanno fatto e che continuano a fare. Tvb piccolo T...... Rispondi a Gregorio Palummieri

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