​A scuola con l’assassino

Mimmo Olivieri

La redazione Il miniracconto
Manduria - giovedì 16 maggio 2019
Mimmo Olivieri
Mimmo Olivieri © La Voce di Manduria

A quei tempi poteva succedere che uno che, arrivato agli esami di quinta elementare, mostrasse di non esserne preparato, venisse rinviato alla terza. Così come poteva succedere che uno che in seconda mostrasse particolare abilita fosse inviato dalla seconda in terza. Valerio e il Calabrese si conobbero così, e diventarono amici per la pelle. Valerio non faceva mistero di voler diventare carabiniere. Ma il Calabrese diceva che sarebbe diventato un pericoloso boss e avrebbe ucciso anche un fratello, se gli dava ombra. Il tempo passò e Valerio divenne davvero un carabiniere. In quella rapina si accorse che c’era il suo amico calabrese e gli chiese di alzare le mani e venire avanti. Lui invece si diede a spazzare col mitra davanti a lui. Valerio sapeva che quello era amico suo, ma se ci scappava il morto?... Mirò con attenzione e gli frantumò l’omero del braccio con cui teneva il mitra. Lo arrestarono e quello disse che Valerio era un infame! Nel ricordo dei vecchi tempi avrebbe dovuto… lasciare che uccidesse qualcuno? No! Non si fa.

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