​Nino all’inferno

Mimmo Olivieri

La redazione Il miniracconto
Manduria - mercoledì 15 maggio 2019
Mimmo Olivieri
Mimmo Olivieri © La Voce di Manduria

Era un periodo decisamente brutto, e Nino non seppe reagire nel modo giusto. Un giorno lo salvarono appena in tempo dall’aver tentato il suicidio, ma nulla poté risparmiargli il TSO. In quel posto tutto quello che lui diceva era opinabile. Se diceva che gli faceva male un braccio gli facevano una TAC al piede, quindi perché parlare? Quando imparò a stare zitto fu dimesso. Adesso però non trovava più lavoro. Per cercare di sopravvivere si mise a vendere sigarette. Fu preso e portato in carcere per punirlo… di che? Per lui il carcere era una vita come un’altra! C’erano sicuramente i gruppi che bullizzavano i più deboli. C’erano anche quelli dotati di tanta forza fisica che facevano i bulli a loro volta, ma Nino riusciva a sopravviverci. Poi morì e non poteva che andare all’ Inferno per la vita priva di regole che aveva fatto. Si aspettava qualcosa di molto brutto, ma non era peggio della clinica, e somigliava molto al carcere. Il diavolo lo voleva terrorizzare con il ricordargli che era all’Inferno, ma Nino il suo Inferno lo aveva già avuto in terra.

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