​Competizioni sleali

Mimmo Olivieri

La redazione Il miniracconto
Manduria - martedì 14 maggio 2019
Mimmo Olivieri
Mimmo Olivieri © La Voce di Manduria

Lui aveva fatto parte di quell’amministrazione molti anni prima. Quando i suoi figli vollero a loro volta entrarci, non pensò di cercare una raccomandazione. In fondo aveva sempre pensato che quella fosse un’amministrazione trasparente e sana, ma al primo concorso i suoi figli vennero esclusi, mentre veri zucconi furono ammessi al posto in concorso, pur non avendo titoli sufficienti. Lui si informò da un suo ex superiore, e quello gli rispose che avevano scartato i suoi figli per fare posto al figlio di un mafioso, al nipote di un onorevole ed al fratello di un prete. Così funzionavano le cose? Anche in quel posto le competizioni erano sleali? Se le cose andavano così lui sapeva essere più sleale degli altri, ed aveva abbastanza appoggi da riuscire ad arrivare dove nessuno poteva avere speranza. I suoi figli riuscirono nei loro intenti e qualcuno volle chiedergli come aveva fatto. Come? Semplicemente si era adeguato a un mondo corrotto, dove il merito ha lo stesso valore della cacca di un cane, mentre contano gli appoggi e gli amici.

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